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TENSIONI INTERNAZIONALI

L’agroalimentare italiano rischia 3 miliardi di euro con le frontiere Ue chiuse agli Usa

Coldiretti: possibile rappresaglia di Trump su due terzi dell’export Made in Italy. A rischio olio, pasta e vino (che, negli States, vale 1,5 miliardi
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L’agroalimentare italiano rischia 3 miliardi di euro con le frontiere Ue chiuse agli Usa

L’export agroalimentare italiano rischia 3 miliardi di euro di dazi a causa della possibile rappresaglia di Trump per la decisione dell’Unione Europea di chiudere le frontiere ai cittadini americani. Lo segnala Coldiretti, dopo che gli Usa hanno pubblicato la lista definitiva dei prodotti e dei Paesi europei sotto esame per nuovi dazi, che per l’Italia interessa i due terzi del valore dell’export agroalimentare (4,7 miliardi di euro nel 2019) e si estende a vino, olio e pasta, oltre a formaggi e salumi, già colpiti da tariffe aggiuntive del 25% nell’ottobre 2019, insieme a crostacei, agrumi, succhi e liquori (per un valore di mezzo miliardo di euro), per la querelle Airbus-Boeing.

Gli Stati Uniti, sottolinea la Coldiretti, minacciano adesso di aumentare i dazi fino al 100% in valore e di estenderli a prodotti simbolo del Made in Italy, tra cui il vino, le cui esportazioni valgono oltre 1,5 miliardi di euro ed è il prodotto agroalimentare italiano più venduto negli States, l’olio di oliva (420 milioni) e la pasta (349 milioni). L’export agroalimentare italiano in Usa nel 2019 è risultato pari a 4,7 miliardi ma, rileva la Coldiretti, con un aumento del 10% nel primo quadrimestre del 2020 nonostante l’emergenza Coronavirus.


La procedura di consultazione avviata dal dipartimento statunitense del commercio (Ustr) si concluderà il 26 luglio e viene realizzata nell’ambito del sostegno Ue ad Airbus con gli Usa che sono stati autorizzati ad applicare sanzioni all’Unione Europea per un limite massimo di 7,5 miliardi di dollari dal Wto, che dovrebbe però a breve esprimersi sulla disputa parallela per i finanziamenti Usa a Boeing la quale darebbe a Bruxelles margini per proporre contromisure.

A tutto questo si aggiunge la mancata spesa turistica in Italia dei cittadini statunitensi stimata in 1,8 miliardi nel Belpaese, pari a quasi un terzo (29%) del totale della spesa totale dei cittadini extracomunitari durante i mesi di luglio, agosto e settembre. Le mete privilegiate sono le città d’arte che risentiranno più notevolmente della loro mancanza ma, precisa la Coldiretti, gli americani prestano anche particolare attenzione alla qualità dell’alimentazione per la quale destinano una quota elevata della spesa durante la vacanza. Gli effetti si faranno sentire anche dal venir meno della leva positiva del turismo sulle esportazioni nazionali con i turisti che al ritorno in patria cercano sugli scaffali i prodotti gustati durante il viaggio.

“Occorre impiegare tutte le energie diplomatiche per superare inutili conflitti che rischiano di compromettere la ripresa dell’economia mondiale duramente colpita dall’emergenza coronavirus - afferma il presidente Coldiretti, Ettore Prandini - è importante la difesa di un settore strategico per l’Unione Europea che sta pagando un conto elevatissimo per dispute commerciali che nulla hanno a che vedere con il comparto agricolo”.

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