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MERCATI MONDIALI

“L’Italia del vino ha bisogno di una nuova scossa per l’export”: il messaggio lanciato da Vinitaly

In calendario a fine 2018 tanti eventi tra Honk Kong, Canada e Russia, e il forum Wine2Wine di scena a Verona
GIOVANNI MANTOVANI, MAURIZIO DANESE, VERONAFIERE, VINITALY, WINE2WINE, Italia
Il dg Veronafiere Giovanni Mantovani

Il vino italiano, da anni, è tra i leader del commercio in molti mercati strategici del mondo, dagli Usa al Regno Unito, dalla Germania al Canada, per citarne alcuni. Ma in uno scenario globale sempre più competitivo con tanti player storici ed emergenti che si muovono con grande dinamismo, dalla Francia alla Spagna, dagli Stati Uniti all’Australia, e in uno scenario nazionale dove la ripresa non sembra poi così consistente come si sperava, è vietatissimo sedersi sugli allori.
Anzi, c’è la necessità di dare una nuova svolta alle esportazioni del vino made in Italy. Messaggio forte e chiaro lanciato dal player n. 1 della promozione del vino italiano, in Italia e nel mondo, Vinitaly.
“Siamo sempre più convinti che il vino italiano abbia bisogno di una scossa per incrementare le proprie performance all’estero, specie ora che sul mercato interno si riscontra un nuovo calo dei volumi venduti nella Gdo. Vinitaly farà la sua parte intensificando il proprio ruolo di driver per il settore: pensiamo alla costruzione di eventi solidi negli Stati Uniti e in Cina e a un incremento della promozione e della formazione anche attraverso gli strumenti digitali; ma serve un’azione incisiva e un taglio netto su certe dinamiche sin qui riscontrate. Un upgrade nel modo di fare internazionalizzazione che parta dal governo del settore, e fa piacere constatare la comunanza di pensiero con il Ministro delle Politiche Agricole Centinaio, che in materia di promozione ha le idee chiare”, ha detto oggi Giovanni Mantovani, dg Veronafiere, nella presentazione, oggi a Milano, delle prossime iniziative di Vinitaly, a partire da Wine2Wine, il forum che sarà di scena a Verona il 26-27 novembre.
“Il commercio mondiale del vino vive da tempo stagioni felici - ha proseguito Mantovani - e l’Italia è uno dei player che è cresciuto di più nell’ultimo decennio, ma non basta. Il nostro osservatorio ci segnala nei primi 7 mesi di quest’anno una crescita in valore rallentata se confrontata con gli altri top player mondiali. Allo stesso tempo, secondo le dogane, nei primi 8 mesi di quest’anno c’è stata una brusca frenata nelle importazioni dagli Stati Uniti, dove il nostro mercato è di fatto in recessione mentre la Francia nello stesso periodo cresce bene”.

Secondo l’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, nel secondo quadrimestre si sono accentuate le difficoltà di crescita negli Usa, con il dato a valore (in euro) delle importazioni di vino italiano fermo a +0,7% per un corrispettivo di 1,11 miliardi di euro. Un indicatore che assume maggior rilevanza se accostato al forte rialzo francese (+8,2%, a 1,18 miliardi di euro), in controtendenza rispetto a un valore globale delle importazioni di vino che vira in negativo (-0,6%). Sul fronte delle tipologie, gli sparkling tengono a galla il vigneto Italia con un ulteriore balzo del 16,3%, con gli champagne transalpini in calo del 5,2%. Discorso inverso invece sul prodotto fermo, che rappresenta oltre i 3/4 delle importazioni statunitensi. Qui il Belpaese perde a valore il 2,9% mentre la Francia vola a +15,1%.
Sul fronte dell’export globale, nei 7 mesi su base Eurostat, l’Italia si conferma secondo player mondiale dopo la Francia e guadagna il 4,1% a valore. Ma sono tutti i top 4 esportatori a crescere, con la Francia a +6,4%, la Spagna a +6,7% e l’Australia a +6,1%. Con il Cile che nonostante una politica dei dazi favorevole perde il 6,6%.
E anche per questo, è fitta l’agenda di Vinitaly all’estero, attraverso Vinitaly International, con gli appuntamenti di Hong Kong prima con i nuovi corsi di certificazione della Vinitaly International Wine Academy (a oggi sono 162 gli ambasciatori di Vinitaly da 29 Paesi), dal 4 all’8 novembre, poi con Vinitaly Hong Kong - International Wine & Spirits Fair (8-10 novembre) cui parteciperà il ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio (9 novembre), mentre in contemporanea, dal 5 all’8, Ottawa, Halifax e St. John saranno le sedi canadesi degli Executive Wine Seminars, mentre la Russia sarà l’ultima tappa del calendario internazionale 2018, con Vinitaly impegnato a Mosca (19 novembre) e San Pietroburgo (20 novembre).

Poi, come detto, sarà la volta di “Wine2Wine”, il forum professionale firmato da Vinitaly e Veronafiere, il 26-27 novembre, con un nuovo format, e la novità del “Vinitaly Trade Award”, che celebra i campioni internazionali della distribuzione nel mercato horeca.
“Vinitaly e i suoi asset di sistema vogliono essere sempre più riferimento per la filiera - ha detto il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese - e il nuovo premio che sarà assegnato a Wine2Wine riflette il senso dell’ulteriore accelerazione che vogliamo dare al nostro progetto internazionale a favore dell’intero comparto”.

Il Vinitaly Trade Award, annunciato oggi, è il nuovo premio che Vinitaly riconosce a quanti in Italia o all’estero si sono distinti nel settore della distribuzione e del posizionamento commerciale del vino, dei liquori e dei distillati, con particolare riguardo ai buyer e ai responsabili degli acquisti per il settore horeca.
“Il loro ruolo di congiunzione commerciale nella filiera, fino al consumatore, e di driver sempre più decisivo sui mercati internazionali - ha proseguito Danese - è alla base di questo nuovo riconoscimento di Veronafiere e di Vinitaly, oggi brand internazionale per la promozione del business e della divulgazione della cultura e della conoscenza del vino come prodotto di qualità”.
Venendo al forum, “Sharing business ideas” è il claim di quest’anno di “wine2wine”, dove tanti saranno gli argomenti trattati, dai mercati alla comunicazione, dell’enoturismo alla sostenibilità, con ospiti internazionali come Margaret Henriquez, Ceo di Krug Champagne, la blogger e influencer cinese da 1,5 milioni di follower, Shenghan Wang (Lady Penguin), il presidente di Guild Somm (organizzazione internazionale no profit che si occupa di educazione al vino), Geoff Kruth e Alison Napjus, Senior Editor Wine Spectator, che apriranno le giornate di un forum i cui argomenti spaziano dal marketing del vino alla distribuzione, dalla comunicazione del brand alle nuove tecnologie, fino ai focus di mercato, con Usa Cina, Germania, Uk, Giappone, Messico, Polonia e Svizzera in primo piano. Al solito, sarà Wine Spectator a chiudere la prima giornata di lavori con l’annuncio le cantine italiane per “Opera Wine 2019”, la ormai tradizionale grande degustazione, l’unica firmata in Italia dal celebre magazine Usa, anteprima di Vinitaly (di scena il 6 aprile a Verona. Con un format sempre più centrato sul networking e con sessioni di quarantacinque minuti di cui trenta di speech oltre a quindici di domande e risposte.
Come già riportato da WineNews, il 26 novembre, per esempio, si parlerà, tra le altre cose, di come finire nella carta di un ristorante stellato con Marino Bracco, general manager dell’8 ½ Bombana di Hong Kong di Umberto Bombana, unico ristorante italiano tre stelle Michelin all’estero, ma anche di lotta alla contraffazione con Thomas Jullien del Dipartimento di Affari Pubblici del Bordeaux Wine Council in Cina, e ancora de “il futuro dei fine wines” con Pauline Vicard, del Wine and Spirits Education Trust, ma anche del mercato Uk con la Master of Wine Lynne Sherrif e Albiera Antinori, di enoturismo con il senatore Dario Stefàno, promotore della legge sull’enoturismo in Italia, ma anche di innovazione a 360° nel mondo del vino tra agricoltura, enologia e mercati, con il presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella, ma anche di aste e vino italiano, guardando soprattutto all’Asia, con Austin Zhang, alla guida di Cristhie’s China. Mentre, per tutta la giornata, saranno di scena anche i “Vinitaly International Academy Advanced Course”, guidati dal professor Attilio Scienza, dell’Università di Milano.
Il 27 novembre, invece, tra i focus sui mercati curati dall’Ice, dedicati a Paesi emergenti come Messico, Polonia, Corea, Svizzera e agli Stati minori in Usa, ci saranno i contributi, tra gli altri, sul marketing di Michele Bauli, alla guida della storico marchio dolciario di Verona, di Adam Teeter, alla guida del seguitissimo portale americano “Vine Pair”, ma anche di Raffaello Napoleone, alla guida di Pitti Uomo. E mentre Robert Joseph, firma di punta di testate come Meiningers, farà luce sulle sfide lanciate al mondo del vino da birra, gin e anche dalla cannabis, Paul Mabrai, ceo della piattaforma di analisi dati americana Emetry, farà uno spaccato sul panorama on line del vino in Usa.
Ancora, i contributi sul mercato di Russia con il giornalista e critico Dmitry Fedotov, e sul quello brasiliano con Bernardo Pinto, e sullo specifico ed importantissimo target delle giovani donne asiatiche, con la Master of Wine Sarah Heller. E, ancora, tante sessioni saranno dedicate al tema della sostenibilità, con produttori come Walter Massa e Alberto Tasca d’Almerita, e ricercatori e docenti universitari come Guido Stecchi, Ettore Capri, Roberto Gaudio, Stefano Celi e Diego Tomasi.

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