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MERCATI MONDIALI

Made in Italy agroalimentare, vola l’export nel 2019: +6,6% sul 2018 nel primo bimestre

A dirlo la Cia-Agricoltori Italiani su dati Istat. In Usa crescita del 17% (per paura dei dazi), in Uk +10%, per anticipare la Brexit
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Volano le esportazioni del made in Italy agroalimentare nei prime 2 mesi del 2019

Nonostante le tensioni internazionali e le schermaglie sui dazi tra Usa, Ue e Cina, il 2019 sembra partito in pompa magna per le esportazioni del made in Italy agroalimentare, soprattutto in Usa, al netto dei botta e risposta tra Trump e l’Unione Europea, e in Uk, in attesa che si sciolgano i nodi legati alla Brexit. Lo sottolinea l’analisi dell’Ufficio Studi di Cia-Agricoltori Italiani su dati Istat, secondo cui, nei primi due mesi del 2019 sullo stesso periodo 2018, le esportazioni sono cresciute del 6,6% su base tendenziale, a 6,7 miliardi di euro (+1% per i prodotti agricoli e +7,8% per gli alimenti). E nello stesso tempo si è ridotto del 38% il deficit della bilancia commerciale agroalimentare italiana, con le importazioni cresciute del +1,3% (+5,2% per i prodotti agricoli e -0,5% per gli alimenti), a quota 7,2 miliardi di euro.

A trainare il boom dell’export agroalimentare, spiega la Cia, sono state le vendite di prodotti agricoli, cibi e bevande tricolori, soprattutto in due mercati “storici” per l’Italia. Negli Usa, terzo sbocco commerciale per l’Italia agroalimentare, l’incremento annuo ha sfiorato il 17% mentre in Gran Bretagna (quarto mercato di riferimento), la crescita è stata superiore al 10%. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi Cia-Agricoltori Italiani, questa corsa all’approvvigionamento riflette i timori e le preoccupazioni degli importatori presenti nei Paesi che, nei primi mesi dell’anno, sono stati al centro di allarmismi e tensioni politiche sul fronte del commercio internazionale: negli Usa, con le minacce di dazi da parte di Trump e Oltremanica, con l’impasse politica nella gestione della Brexit.

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