Biodinamici dal 2006, certificati dal 2009, Manincor è fra le cantine più storiche dell’Alto Adige ad aver abbracciato una gestione antroposofica della vigna e della cantina, che si declina in ascolto assoluto della natura, nel rispetto dei suoi cicli e in una gestione che ne migliori la salute nel futuro, per trasportare nel bicchiere un vino vivo, integro e coerente col lavoro agricolo svolto in vigna. I Conti Goëss-Enzenberg hanno fatto questa scelta quando nel 1991 hanno rilevato Manincor (“man-in-cor” è il simbolo della tenuta e il nome di colui che costruì l’edificio nel 1608), sia per rivitalizzare una terra esausta, che per rendere onore ad un mestiere di famiglia da secoli. Fra i diversi masi (Manincor stesso, Lieben Aich, Campan, Mazzon e Leiten, Panholz e Keil), l’azienda coltiva 52 ettari vitati e produce 350.000 bottiglie. In vigna non solo Lagrein, Schiava e Moscato Gialla, anche i più noti vitigni internazionali, addirittura Tempranillo e Petit Manseng, ma pure i Piwi come Souvignier Gris e Bronner. Il Moscato Giallo cresce sui ripidi pendii di Leiten a 350 metri di altezza, dove matura bene rivolto verso sud e sud-ovest. Dopo la fermentazione sia in legno che acciaio, dove matura per 5 mesi, il 2025 risulta un vino gentilmente profumato di rosa e pesca gialla, mandarino ed erbe aromatiche; in bocca è intenso, sapido e fresco di agrumi, mentre chiude su note di erbe aromatiche e fiori viola.
(ns)
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