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LO SCENARIO

Mercato del vino, segnali di frenata: domanda a -15% in vista delle feste, almeno in Emilia-Romagna

L’analisi Confagricoltura: “preoccupazione tra i produttori per il trend a ribasso. Segnale da non sottovalutare, dovuto ad incertezza e caro vita”
CONSUMI, EMILIA ROMAGNA, vino, Italia
I vigneti in Emilia-Romagna

I dati complessivi del vino italiano dicono che ancora, il 2022, nonostante tutto, è un anno di complessiva crescita, soprattutto, ma non solo, grazie alle esportazioni (nei primi 8 mesi 2022 oltre i 5 miliardi di euro, +12,1% sul 2021). Ma la frenata è attesa, soprattutto sul mercato nazionale, dove la perdita di potere di acquisto legata a caro bollette ed inflazione dovrebbe pesare di più. Ed in vista delle festività, che restano momento di primaria importanza per i bilanci delle cantine, qualche segnale di preoccupazione inizia ad arrivare. E a lanciarlo è Confagricoltura Emilia Romagna, in rappresentanza di una delle Regioni italiane più importanti per la produzione di vino, soprattutto in quantità, che ha analizzato i flussi della domanda di vino sotto Natale e Capodanno nel post pandemia. Ed il risultato è che “c’è preoccupazione tra i produttori di vino per il trend di mercato ribassista in vista della ricorrenza più importante dell’anno: -15% almeno la flessione stimata finora rispetto allo stesso periodo 2021 quando, però, a fronte di una netta ripresa dei consumi su tutto il territorio regionale, dopo due anni di Covid, il comparto si è trovato a fronteggiare la grave carenza di materie prime come vetro, carta e sughero”.
“Sono sensibilmente calate le vendite di bottiglie emblema del vigneto emiliano-romagnolo invertendo la tendenza positiva del terzo trimestre - spiega, nel dettaglio, Mirco Gianaroli, presidente dei viticoltori Confagricoltura Emilia Romagna - risponde bene solo il mercato legato all’enoturismo (visite in cantina e degustazioni, agriturismo e turismo esperienziale), mentre è in fase di stallo sia la vendita diretta sia il canale Horeca, quindi anche la ristorazione. Una battuta d’arresto che va principalmente attribuita al clima di incertezza e al caro vita”. Un segnale, quello registrato da Confagricoltura Emilia Romagna, da non sottovalutare. “Bisogna rilanciare la domanda interna e i consumi incrementando il potere d’acquisto delle famiglie con misure ad hoc e - osserva il presidente Marcello Bonvicini - sostenere la filiera dal produttore al consumatore, dare ossigeno e liquidità all’Emilia-Romagna del vino, proteggere l’intera catena del valore”.
I dati dell’organizzazione agricola mostrano, inoltre, una viticoltura regionale che, come quella nazionale, del resto, deve combattere su più fronti, contro gli effetti del cambiamento climatico e l’aumento dei costi di produzione. La fiammata dei prezzi sul pre-Covid ha raggiunto valori record: luce e gas (+30%), fertilizzanti (+40%), fitofarmaci (+15%), vetro e carta (+60%). La vendemmia 2022, inoltre, si è chiusa con un calo produttivo medio del -15% dovuto a siccità ed eventi meteo estremi (gelate, nubifragi e bombe d’acqua). A soffrire di più sono stati i vitigni di collina soprattutto da Piacenza a Bologna. La carenza di manodopera ha contribuito ad appesantire ulteriormente la gestione dell’attività in vigna.

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