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ILE-DE-FRANCE PGI

Nasce l’Ile-de-France PGI, l’Indicazione Geografica della capitale francese: pronti 46 produttori

Quello di Parigi non è il primo caso di “denominazione urbana”: il Roma Doc esiste dal 2011, la Doc Venezia dal 2010
DOC VENEZIA, ILE-DE-FRANCE PGI, ROMA DOC, Mondo
Dopo 7 anni di pratiche burocratiche Parigi ha la sua Indicazione Geografica, l’Ile-de-France PGI

Il binomio “vino-campagna” è (e sarà sempre) immortale, ma non più la sola ed unica alternativa: il vino ormai si fa anche in città, tra vigneti urbani e spazi verdi convertiti. Tanto che nascono anche le Denominazioni legate alla produzione enoica urbana, con tanto di Consorzi. Come è successo a Parigi, dove il 5 dicembre 2018 è nata ufficialmente l’Indicazione Geografica della capitale francese, l’Ile-de-France PGI, dopo 7 anni di procedure amministrative. L’indicazione, copre tutta la regione dell’Ile-de-France, con oltre 380 località dove i 46 produttori già pronti a dare il via alla produzione, potranno imbottigliare sotto la neonata indicazione geografica solo vino rosso, bianco e rosé fermi, prodotti potendo scegliere da una lista di 83 varietà di vitigni.
Quella di Parigi non è certo una novità: Roma ha la sua denominazione già dal 2011 , ed a giugno 2018 è arrivata anche la nascita del suo Consorzio di tutela, con oltre 20 cantine associate, 235 ettari complessivi di produzione ed una zona di produzione che comprende il territorio di diversi comuni della provincia di Roma.
Ma non solo: in Italia esiste un’altra denominazione urbana, impregnata di storia e tradizione addirittura secolare. La Doc Venezia, nata nel 2010, è in realtà custode di ciò che nella “Serenissima” accadeva già da diversi secoli, ovvero la coltivazione della vite negli orti-giardini della città, soprattutto nei cortili ecclesiastici. Proprio in mano ai frati Carmelitani Scalzi è oggi la biodiversità rinvenuta in città, custodita nel loro Convento di Venezia.

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