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TURISMO ENOGASTRONOMICO

Non solo vino e piatti tipici, a tirare il settore del turismo arrivano le erbe aromatiche

Il settore del turismo enogastronomico in Italia ha nuovi protagonisti: l’azienda agricola “Gli Aromi”, a Scicli, ne è il testimone principale
ENOTURISMO, ERBE AROMATICHE, Non Solo Vino
Le erbe aromatiche diventano attrazione per il turismo enogastronomico

Che il settore del wine & food faccia da traino del turismo in Italia ormai è un dato di fatto: i dati di Isnart-Unioncamere diffusi solo pochi giorni fa, rivelavano un giro di affari legato all’enoturismo pari a 12 miliardi di euro e 110 milioni di turisti. Ciò che invece pochi sanno è che sul mercato del turismo legato ai prodotti tipici del Belpaese sta facendo capolino quello delle erbe aromatiche. Questo tipo di erbe, insieme con la cultura del vivaismo, sta conquistando (o meglio, riconquistando) già la gastronomia, ristoranti di alto livello compresi: adesso, sono i turisti di tutto il mondo ad interessarsi alle erbe spontanee ed aromatiche per un’esperienza turistica sicuramente non convenzionale. Ed è l’interesse sempre maggiore per questo settore che il 16 maggio, dopo 90 anni, è arrivato il “Testo unico in materia di coltivazione, raccolta e prima trasformazione delle piante officinali”, che finalmente disciplina la raccolta e il commercio di essenze vegetali apprezzate nei crescenti consumi alimentari legati alla sfera della salute e benessere.

Uno dei testimoni maggiori della ricerca da parte dei turisti di esperienze sensoriali con le erbe aromatiche è sicuramente “Gli Aromi”, azienda agricola di Enrico Russino che, a Scicli, in Sicilia, riceve 9.000 visite l’anno per il loro percorso emozionale-olfattivo tra salvie e gerani malvarosa, per un totale di 200 specie di piante aromatiche.

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