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ECONOMIA

Nutriscore, cresce la lista dei “no”. Coldiretti: “a rischio 85% prodotti Made In Italy Dop e Igp”

Continua a far discutere l’etichetta nutrizionale europea: “a rischio ci sono 28 miliardi delle esportazioni agroalimentari nell’Unione Europea”
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Nutriscore, cresce la lista dei “no”. Coldiretti: a rischio 85% prodotti Dop e Igp

Continua a far discutere il nutriscore, l’etichetta nutrizionale europea che secondo il parere di molti penalizza la dieta mediterranea ed i prodotti di eccellenza italiani. Non a caso anche l’Italia, insieme ad altri sei paesi Ue - Repubblica Ceca, Cipro, Grecia, Ungheria, Lettonia e Romania - in un documento che sarà sottoposto all’attenzione dei ministri dell’agricoltura nel Consiglio del 21 settembre, ha proposto di escludere i prodotti Dop, le Igp e i prodotti mono-ingrediente (come l’olio d’oliva) dall’etichetta nutrizionale europea che dovrà tenere conto delle linee guida dietetiche di ciascun paese. Intanto, si allunga la lista dei “no” al nutriscore, con Coldiretti che, oltre ad aver apprezzato la decisione italiana, ha lanciato l’allarme per l’export agroalimentare italiano e le conseguenze negative che potrebbero ricadere per un settore di estrema importanza per l’Italia. “Le etichette nutrizionali che rischiano di affermarsi nell’Unione Europea sotto la spinta delle multinazionali bocciano ingiustamente quasi l’85% in valore del Made in Italy a denominazione di origine (Dop/Igp) che la stessa Ue dovrebbe invece tutelare e valorizzare”.

Secondo Coldiretti a rischio ci sono 28 miliardi delle esportazioni agroalimentari Made in Italy nell’Unione Europea “tra i quali si contano una rilevante presenza di prodotti, dai formaggi all’olio fino ai salumi Dop ingiustamente penalizzati dal nuovo sistema. L’etichettatura nutriscore, come quella a semaforo adottato in Gran Bretagna, influenzano il consumatore, con un bel verde, a scegliere prodotti con ingredienti di sintesi e a basso costo spacciandoli per più salutari. Un sistema fuorviante, discriminatorio ed incompleto che finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta”.

Per l’associazione, guidata da Ettore Prandini, il pericolo è che salgano alla ribalta i “cibi spazzatura” al posto di “elisir di lunga vita come l’olio extravergine di oliva considerato il simbolo della dieta mediterranea” ma anche di penalizzare altri prodotti italiani simbolo come “il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano ed il Prosciutto di Parma le cui semplici ricette non possono essere certo modificate”.
Ma non manca una nota di speranza per il futuro: “è importante - conclude Coldiretti - il via libera dell’Unione Europea del 28 luglio 2020 al sistema di etichettatura nutrizionale Fop (Batteria) proposto dall’Italia. Non è un caso che al fianco dell’Italia sotto la spinta della Coldiretti si sono schierati gli agricoltori europei e le loro cooperative riunite nel Copa e Cogeca, in vista della proposta della Commissione Europea sul tema prevista nel 2022, dopo che, nel 2021, sarà condotto uno studio di impattonella Strategia Farm to Fork”.

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