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CRESCONO I CONSUMI DI CARNE

Per la prima volta, negli ultimi anni, torna a crescere la spesa degli italiani per la carne

L’Osservatorio Permanente sul Consumo Carni, di Agriumbria, registra nel 2018 un aumento del 5%. Il 45% dei consumatori sceglie carne italiana
AGRIUMBRIA, CARNE ROSSA, CONSUMI, ISMEA, Non Solo Vino
Per la prima volta, dopo anni, in Italia tornano a crescere i consumi di carne

Anche un Paese come l’Italia, dove il cibo è cultura e tradizione, e la cui alimentazione, la Dieta Mediterranea, è riconosciuta come una delle più sane e complete al mondo, tanto da diventare Patrimonio Immateriale dell’Unesco, non è stato “immune” all’ondata, o rivoluzione, green che ha coinvolto più o meno tutto il mondo occidentale. Più o meno improvvisamente si è iniziato a sentire parlare di vegetariani, di vegani, di biologico e biodinamico, di coltivazioni naturali, di diete particolari (dalle “free-from” alle più rigide crudiste). E quasi tutte condividevano l’assenza, o lo scarso consumo, di carne, soprattutto quella rossa, per motivi sia di salute che di ideologia. Le vendite, nemmeno a dirlo, di carne, prodotta in modo massiccio in Italia, dove la carne è parte integrante della cucina regionale di tutto lo Stivale, ha subito un calo in picchiata, senza mai rialzarsi. O almeno fino allo scorso anno, durante il quale si è registrata per la prima volta una crescita nazionale della spesa per la carne del 5%, registrata dall’Osservatorio Permanente sul Consumo Carni, promosso da Agriumbria, fiera nazionale dell’agricoltura, della zootecnia e dell’alimentazione, in programma ad Umbriafiere, dal 29 al 31 marzo 2019. L’aumento dei consumi riguarda tutte le diverse tipologie di carne da quella di pollame (+4%) a quella di maiale (+4%) fino a quella bovina (+5%) che fa registrare il maggior incremento nel primo trimestre rispetto all’anno precedente, in un quadro di sostanziale stagnazione della spesa alimentare (+1,4%). Il consumo medio annuo in Italia di carne (pollo, suino, bovino, ovino) è sceso ai livelli di 79 chilogrammi pro-capite, tra i più bassi in Europa: ma il dato sensibile è che il 45% dei consumatori privilegia la carne proveniente da allevamenti italiani, il 29% sceglie carni locali, ed il 20% quella con marchio Dop, Igp o con altre certificazioni di origine. Vola, infatti, il consumo di carni Igp con un balzo del 20% nel numero di animali di razze storiche italiane allevate negli ultimi 20 anni sulla base delle iscrizioni al libro genealogico. La domanda di qualità e di garanzia dell’origine ha portato ad un vero boom nell’allevamento delle razze storiche italiane da carne che, dopo aver rischiato l’estinzione, sono tornate a ripopolare le campagne dagli Appennini alle Alpi.

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