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Produzione e consumo mondiale di bollicine cresceranno del 10% da qui al 2022. Nelle previsioni di Michel Rémondat, presidente “Bulles Expo”, le opportunità per i produttori europei, specie di Prosecco e Cava, in un mercato sempre più globalizzato

La produzione ed i consumi di bollicine nel mondo non smettono di crescere, ed il trend ne avrà ancora per qualche anno, almeno secondo le previsioni di Michel Rémondat, presidente di “Bulles Expo”, il salone internazionale degli sparkling di Parigi (18 e 19 giugno 2018), che prevede una crescita della produzione mondiale di spumanti del +10% da qui al 2022. “Quello delle bollicine - ha spiegato Rémondat a “Vitisphere” (www.vitisphere.com) - è un mercato particolare, un mondo a sé, i produttori europei dovranno essere bravi a cavalcare la crescita del mercato, ma sono sicuro che le aziende del Nuovo Mondo, dal Nord al Sud America, passando per le Cina, non si faranno sfuggire l’opportunità”.
A guidare il mercato, anche nei prossimi anni, saranno principalmente i marchi più forti, che creeranno maggior valore dalle loro produzioni, ma cresceranno anche i produttori indipendenti, una nicchia destinata ad ampliarsi. In termini di tipologie, invece, a tirare saranno rosé ed extra brut. Cava e Prosecco continueranno a correre, “aprendo i mercati a prodotti autentici, di valore e d’immagine”, pronostica Michel Rémondat. Infine, il mercato dovrebbe proseguire nel suo processo di globalizzazione: “almeno il 50% dei vini spumanti attraverserà un confine prima di essere stappato nel 2020”, assicura ancora il presidente di “Bulles Expo”.
Dal punto di vista dei consumi, la crescita dovrebbe seguire lo stesso identico trend, toccando i 24 milioni di ettolitri nel 2022: il +10%, appunto. “Il nocciolo della questione sta nello scoprire chi sarà a produrrà i 4 milioni di ettolitri in più che richiede il mercato”, aggiunge Rémondat. Ma è lecito pensare che le geografia produttiva di oggi non subirà grandi stravolgimenti, ed a guidare sarà ancora il Regno Unito, che ha chiuso il 2016 a quota 1,5 milioni di ettolitri di bollicine bevute. Allo stesso modo, gli Stati Uniti, il Canada, il Giappone e la Cina dovrebbero confermarsi attori importanti, senza dimenticare l’Australia, dove lo Champagne, ad esempio, ha fatto registrare una crescita importante nell’ultimo periodo.

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