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Sandro Veronesi: “le aziende italiane devono investire nella corretta comunicazione del vino”

L’appello per la scienza e la cultura del patron Oniverse con Federico Veronesi, guida di Oniwines e ad Signorvino, e il professor Giovanni Scapagnini

Aggregare le aziende leader italiane, quelle che con i loro brand hanno trainato le denominazioni più e meno importanti del Belpaese, attorno ad un progetto di comunicazione che racconti su basi scientifiche il valore del consumo moderato di vino per restare in salute. Questa la “controffensiva” ad una comunicazione che, negli ultimi anni, è stata spesso improntata alla “demonizzazione” del vino, non distinguendolo dai superalcolici nelle campagne contro l’abuso di alcol, trascurando quello che rappresenta nella nostra tavola, e nella nostra cultura, dove è socialità e condivisione, e generando incertezza tra consumatori ed operatori del settore, lanciata, ieri, da Signorvino. Che, in un contesto complesso per il settore, tra calo di consumi, incertezza dei consumatori, un clima normativo più restrittivo ed una comunicazione pubblica che ha adottato un approccio allarmistico e semplificato, invita a non sottrarsi al confronto, ma a trasformare la paura in cultura, investendo sulla promozione e comunicazione del vino non in senso commerciale, ma bio-evolutivo e culturale, puntando sullo stile di vita mediterraneo, dove il consumo moderato e consapevole ha una collocazione precisa, e sulla formazione piuttosto che sui divieti. Se ne è parlato nello speech “Il gusto di sentirsi bene. Vino: cultura, socialità e nuove tendenze”, promosso per ricondurre il dibattito sul consumo di vino ad una dimensione culturale, scientificamente informata e orientata alla consapevolezza, con una platea di produttori, stakeholder e giornalisti del settore, tra cui WineNews, e moderati da Benedetta Rinaldi, conduttrice del programma di medicina di Rai 3 Elisir, in Oniverse, alle porte di Verona, il gruppo della famiglia Veronesi, di cui fanno parte brand come Calzedonia, Intimissimi, Tezenis e Falconeri, e Oniwines che, accanto alla più estesa catena italiana di enoteche con cucina dedicata alla promozione dell’eccellenza enogastronomica italiana, mette insieme le cantine Tenimenti Leone nei Colli Albani nel Lazio, La Giuva in Valpolicella, Podere Guardia Grande in Sardegna, Villa Bucci, gioiello delle Marche e del Verdicchio dei Castelli di Jesi, la storica Pico Maccario in Monferrato (l’ultima acquisizione, ndr) e ora nel Trentodoc, con Ert1050 (con un fatturato prossimo ai 100 milioni di euro).
L’appello alla proattività del settore e ad una prossima progettualità parte dall’assunto espresso da “Mr Calzedonia”, Sandro Veronesi, presidente Oniverse, che le aziende nell’agroalimentare possano plasmare cambiamenti nelle abitudini socioculturali e non solo adattarvisi. “È necessaria - ha affermato con forza il fondatore del Gruppo - una controffensiva ad un’informazione scorretta sul vino creando un movimento che investa sulla comunicazione di studi scientifici circa i vantaggi di un consumo di vino moderato”. Un’impresa non facile mettere insieme attorno a un movimento, a un progetto le aziende vitivinicole vista la frammentazione del settore in Italia e le idee spesso contrapposte. Tuttavia non c’è altra strada. “Le aziende grandissime riescono senza dubbio ad influenzare il pubblico, come fa ad esempio la Coca Cola o come hanno fatto i birrai, con il claim che prometteva di “vivere cent’anni” consumando birra - ha detto Sandro Veronesi - il nostro caso è senza dubbio differente, ma insieme possiamo portare avanti le nostre idee ispirate ai comportamenti diffusi nella nostra cultura, quella di cui siamo convinti, basati sul nostro modo di consumare il vino, a tavola con il cibo e con altre persone, diversamente da ciò che è nel costume di altri Paesi, come gli Stati Uniti, dove non si ha l’abitudine di mangiare insieme e il vino si consuma da solo e spesso in solitaria” e da dove, dice Veronesi, arriva l’offensiva anche nei confronti del vino. “A questo punto delle due l’una - avverte - o subiamo aspettando che il vento cambi o ci facciamo venire qualche idea e ci mettiamo a lavorare insieme per influenzare la direzione del vento”. Vento che, ha spiegato Sandro Veronesi, in un’intervista a WineNews, ha fatto entrare il vino “in una fase di normalità, nel senso che in tutti i settori di prodotti di consumo l’offerta supera la domanda. Il vino aveva vissuto una “bolla” in cui fortunatamente c’era quasi più domanda che offerta, e ora bisogna impegnarsi e darsi da fare per vendere anche il vino”.
Anche i dati scientifici ci sono e provengono da fonti prestigiose, come ha raccontato con una relazione sul profondo legame tra vino e umanità esplorato da un punto di vista scientifico il professor Giovanni Scapagnini, autorità riconosciuta nel campo delle geroscienze nutrizionali e dell’invecchiamento, medico, ricercatore, ordinario di Nutrizione clinica e direttore scientifico della Fondazione Garda Valley (e come ha approfondito in un’intervista a WineNews). Dalle numerose ricerche dello stesso Scapagnini e di altri importanti ricercatori, emerge chiaramente il ruolo positivo del vino. Tra i benefici del consumo moderato quelli su salute cardiovascolare, metabolismo, funzione cognitiva e benessere emotivo. In questo quadro Scapagnini ha evidenziato, infatti, come - secondo i pilastri dell’healtspan: benessere psicologico, funzioni cognitive e salute cardiometabolica - se lo stress è un fattore rilevante per la qualità della vita e la longevità, l’assunzione moderata di vino, soprattutto durante i pasti e in un contesto sociale, è associata in alcune popolazioni centenarie a una riduzione dello stress percepito e ad un miglior equilibrio psicologico.
“L’incontro di oggi - ha spiegato Federico Veronesi, alla guida di Oniwines e ad Signorvino - vuole essere un punto di partenza per un percorso che sentiamo necessario vista la situazione che stiamo vivendo nel mondo del vino di cui tanti stanno parlando in maniera negativa. Coinvolgere le aziende leader di mercato che hanno contribuito maggiormente a rendere famose le denominazioni e i loro marchi è un passo sicuramente importante che già in parte stiamo facendo sotto il cappello Signorvino. Tuttavia il progetto deve essere portato avanti senza l’interesse puramente specifico del singolo brand, ma esclusivamente sotto “il segno del vino” con l’obiettivo di fare bene a tutto il settore: questa sarà la sua forza. Certo non è semplice. Oggi non abbiamo un progetto in particolare, ma abbiamo voluto, proprio nel “Sober January”, lanciare idee che andranno a strutturarsi nel prossimo futuro. Tanti non considerano gli effetti positivi del vino bevuto con moderazione sul benessere psicologico, come dimostrano le ricerche illustrate dal professor Scapagnini, che evidenziano come il vino sia un antistress naturale in una società che consuma molti psicofarmaci soprattutto in età avanzata, quando gli effetti benefici del vino sono addirittura superiori. E poi c’è il ruolo del vino nella convivialità. Crediamo che il vino non sia solo un prodotto, ma un ecosistema di relazioni, di cultura e di responsabilità. Vorrei fortemente che queste riflessioni non restino qui oggi, ma che arrivino, anche se in un percorso lungo, a cambiare i comportamenti delle persone di fronte a un bicchiere di vino, a far comprendere che non hanno solo un prodotto e un fermentato alcolico davanti, ma qualcosa di molto più profondo, che fa parte della nostra cultura. Mancano eventi popolari dedicati al vino, sul modello della birra. Pensiamoci tutti insieme a rimettere il vino al centro perché ritorni ad essere bevuto e vissuto”.
A partire dalla tavola, di cui il vino è il compagno più fedele circondato dai prodotti dei territori - motivo per cui la comunicazione enogastronomica, come sosteniamo da tempo, deve puntare sempre più sul mix vino-cibo-territori - e insieme alla quale la Cucina Italiana è stata riconosciuta Patrimonio Unesco.

 

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