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IL PREMIO

Sostenibilità e territori rurali, 42 i Comuni “Spiga Verde” di Fee Italia e Confagricoltura

Assegnato il riconoscimento alle località che investono tutelando l'ambiente. Marche, Toscana e Piemonte “regine” con 6 Comuni a testa
AGRICOLTURA, AGRICOLTURA SOSTENIBILE, Confagricoltura, SPIGHE VERDI, TERRITORI RURALI, Non Solo Vino
I vigneti di Alba, nelle Langhe, uno dei 42 Comuni "Spiga Verde" d'Italia

La sensibilità su tutto quello che è “sostenibilità” cresce senza freno, soprattutto nei comuni rurali d’Italia. E passano così dalle 31 del 2018 alle 42 del 2019 le località meritevoli della “Spiga Verde”, il riconoscimento, indetto da Fee Italia (Foundation for Environmental Education) e Confagricoltura, edizione n. 4, programma pensato per guidare i Comuni rurali, passo dopo passo, a scegliere strategie di gestione del territorio in un percorso virtuoso che giovi all’ambiente e alla qualità della vita dell’intera comunità.
Regioni “regine” delle “Spighe Verdi”, con 6 Comuni a testa (spesso località dove il vino e la viticoltura sono trainanti e assolute protagoniste di economia e cura del paesaggio e dell’ambiente, ndr), sono le Marche
(Esanatoglia, Grottammare, Matelica, Mondolfo, Montecassiano e Numana), la Toscana (Castellina in Chianti, Massa Marittima, Castiglione della Pescaia, Castagneto Carducci, Fiesole e Bibbona) ed il Piemonte (Pralormo, Alba, Santo Stefano Belbo, Vicoforte, Canelli e Volpedo). Seguono la Campania con 5 località (Agropoli, Positano, Pisciotta, Massa Lubrense e Ascea), la Puglia (Castellaneta, Ostuni, Carovigno, Andria) ed il Lazio con 4 (Canale Monterano, Anguillara Sabazia, Pontinia, Gaeta), il Veneto (Porto Tolle, Caorle, Montagnana) e l’Abruzzo (Tortoreto, Giulianova, Roseto degli Abruzzi) con 3, e poi un Comune a testa per Liguria (Lavagna), Umbria (Montefalco), Sicilia (Ragusa), Calabria (Trebisacce) e Trentino (Cavareno).
Tra gli indicatori presi in considerazione per valutare l’impegno dei Comuni, parametri come la partecipazione pubblica, l’educazione allo sviluppo sostenibile; il corretto uso del suolo; la presenza di produzioni agricole tipiche, la sostenibilità e l’innovazione in agricoltura. E ancora: la qualità dell’offerta turistica; l’esistenza e il grado di funzionalità degli impianti di depurazione; la gestione dei rifiuti con particolare riguardo alla raccolta differenziata; la valorizzazione delle aree naturalistiche eventualmente presenti sul territorio e del paesaggio; la cura dell’arredo urbano; l’accessibilità per tutti senza limitazioni.
“Spighe Verdi”, spiega Claudio Mazza presidente della Fee Italia, “è un percorso che ha l’obiettivo di stimolare i Comuni rurali ad una conduzione sostenibile del territorio, impegnandoli in un processo di miglioramento continuo e creando un legame strategico tra amministrazioni locali e agricoltori per la valorizzazione del territorio”.
“Sono sempre di più i Comuni che hanno fatto della sostenibilità la loro grande occasione e dell’agricoltura il settore da cui far partire la rivoluzione culturale” afferma Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, evidenziando come “Spighe Verdi possa rappresentare una svolta, anche in termini di marketing e comunicazione, per le realtà finora poco conosciute. Una carta importate da giocare sul tavolo della competitività territoriale, così come in oltre trent’anni di vita hanno fatto i Comuni Bandiere Blu”.

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