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VINO E CULTURA

Un nuovo cru di Amarone, una Fondazione per il territorio: il progetto Villa De Buris by Tommasi

Tra eccellenza vinicola ed il recupero della villa più antica della Valpolicella, terra di origine di una delle famiglie al vertice del vino italiano

Tommasi Family Estates è una delle realtà più importanti del panorama vinicolo italiano di oggi: 562 ettari di vigneti tra Veneto, Toscana, Lombardia, Puglia e Basilicata, e vini prodotti in alcuni dei territori più importanti del vino del Belpaese, dalla Valpolicella a Montalcino (con Casisano), dal Lugana al Soave, dalla Maremma (Poggio al Tufo) a Manduria (Surani), dal Vulture (Paternoster) all’Oltrepò Pavese (Caseo). Ma il cuore è proprio tra le colline della Valpolicella, dove tutto è cominciato nel 1902, quando Giacomo Tommasi cominciò con un piccolo vigneto l’attività di viticultore a Pedemonte.
Ed oggi l’azienda, alla quarta generazione, fa vedere la luce ad un nuovo progetto, tra eccellenza enoica, storia e legame con il territorio. È quello legato al recupero ed al restauro di Villa De Buris, la più antica della Valpolicella, che non solo diventa casa di un nuovo “cru” di Amarone Classico, con lo stesso nome di Villa De Buris (al debutto con la Riserva 2008, ndr), ma che, dal 2019, sarà anche sede di una “Fondazione a tutela dei tesori della terra e dell’arte, attraverso la quale sviluppare azioni di valorizzazione del patrimonio storico-culturale e sostenere, nel contempo, la ricerca in campo enologico-vitivinicolo”, spiega l’azienda (e dal 2022, a lavori completati, diverrà anche un luogo di accoglienza di lusso, che si aggiunge a Villa Quaranta in Valpolicella, Albergo Mazzanti e Caffè Dante Bistrot a Verona e Agriturismo Poggio al Tufo a Pitigliano, Maremma Toscana).
“Un progetto di recupero e valorizzazione - spiega a WineNews Pierangelo Tommasi - che porta a compimento un percorso di crescita avviato vent’anni fa dalla famiglia”, tra i nomi che hanno fatto la storia del vino della Valpolicella, presentato oggi, e che sarà celebrato in grande stile, questa sera, con una cena firmata dagli chef stellati Moreno Cedroni, Pino Cuttaia e Giancarlo Perbellini, autori, insieme al chocolate designer Davide Comaschi, di un menù a otto mani creato ad hoc per oltre 250 vip internazionali.
“De Buris è un sogno che ha radici lontane, quando vent’anni fa la famiglia Tommasi acquistò le vigne de La Groletta, riconosciuto territorio vocato di produzione dell’Amarone e cru simbolo della Valpolicella Classica. Dieci ettari di vigneto di cui 1,9 dedicati esclusivamente a De Buris per catturare l’essenza del terroir; collocati nella porzione più alta e caratterizzati dalla particolare composizione argillosa del terreno ed un’esposizione a sud ovest, che gode del clima mite del Lago di Garda. Una materia prima di altissima qualità, ulteriormente esaltata dall’assemblaggio delle uve autoctone, che contraddistingue l’annata, composto per il 62% di Corvina, 25% di Corvinone, 5% di Rondinella e per l’ 8% di Oseleta. Un vino nato per nobilitare e omaggiare questa terra e la sua denominazione più prestigiosa e rappresentativa: l’Amarone”.
Un vino che, peraltro, assaggiato in anteprima, ha già messo d’accordo alcune delle più importante guide del Belpaese (“Tre Bicchieri” del Gambero Rosso, “Cinque Grappoli” della guida Bibenda, “Quattro Viti” della guida AIS Vitae, il “Faccino” della guida “Doctor Wine” di Daniele Cernili ed il “Platinum Award” del Merano Wine Festival).

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