Sono principalmente tre le scelte agronomiche prese da Velenosi per produrre il Nove, vino bianco dal basso grado alcolico che non supera il 9,5%: vigneti dall’esposizione fresca; vendemmia anticipata (ad inizio agosto lo Chardonnay e il Sauvignon Blanc, nella prima decade di settembre la Passerina); raccolta mattutina, quando gli acini non sono ancora caldi. Scelte utili a mantenere alta l’acidità degli acini e basso il grado zuccherino. In cantina i tre vitigni vengono inizialmente vinificati separatamente: fermentati in acciaio a temperatura controllata, maturano poi a lungo insieme a bassa temperatura, per intrappolare l’anidride carbonica che dà al vino una lieve effervescenza. Nove vuole rispondere ad una richiesta di mercato ma anche fare una dichiarazione: bisogna continuare a intendere il vino in modo libero, contemporaneo e divertente. In etichetta c’è un gallo, animale di fattoria che annuncia l’imminente nuovo giorno: la fine della notte, anche quando la luce ancora non si vede. Ispido di bosso e uva spina, questa prima versione di Nove si allarga poi verso profumi più dolci di ananas e pesca, e più freschi di nepitella e buccia di cedro; non manca anche una certa profondità rocciosa. Il sorso gioca tutto sull’acidità per lo più citrina, senza perdere struttura in termini di morbidezza e sapidità. Sul finale, alle note di agrumi si aggiungono mandorla bianca e, nuovamente, nepitella, ananas e pesca.
(ns)
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