Questa particolare realtà produttiva - stiamo parlando di piccoli appezzamenti dislocati sulle isole di Mazzorbo, Torcello e San Maffìo nella Laguna di Venezia - di proprietà di Gianluca Bisol, Matteo Bisol e Andrea Boaretti, nasce nel 2006 e conta su una, evidentemente, piccola estensione a vigneto di complessivi 3 ettari in biologico, coltivati in prevalenza con la varietà a bacca bianca Dorona, che è stata oggetto di una nuova propagazione. Nei secoli della Serenissima, infatti, tutte le isole della Laguna avevano vigneti allevati a Dorona (detta anche Dora), Bianchetta e Raboso Veronese: l’uva era vinificata nelle isole e il vino era venduto a Venezia. Nel 1966 la violenza inaudita delle mareggiate spazzò via tutti gli orti delle isole lagunari, distruggendo i loro vigneti e le loro antiche varietà. Negli anni successivi, la produzione riprese ma con l’introduzione di altri vitigni come il Merlot, il Trebbiano e il Cabernet. Oggi i ceppi di Dorona, recuperati dopo il disastro del 1966, vivono ancora nell’isola di Sant’Erasmo e in quella di Mazzorbo, che, appunto, è uno dei tre principali nuclei produttivi del progetto enoico di Venissa. Il Venusa Cru Torcello TRC 1037 2024, Dorona in purezza maturata per un anno in anfora, profuma di terra, erbe aromatiche e pietra focaia, con tocchi balsamici. Il sorso è ampio e sapido, dallo sviluppo continuo e dal finale profondo e quasi salmastro.
(fp)
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