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TRADIZIONE IN TAVOLA

Vigilia di Natale, pesce in tavola per 8 italiani su 10: a dirlo un’indagine di Coldiretti/Ixè

Nel Belpaese il consumo di pesce si attesta a 28 chili procapite all’anno, più della media Ue (25 chili) e mondiale (20 chili)
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Vigilia di Natale, pesce in tavola per 8 italiani su 10: a dirlo un’indagine di Coldiretti/Ixè

La Vigilia di Natale sulle tavoli degli italiani vuol dire pesce. Una tradizione che sarà rispettata anche quest’anno, visto che se per Fedagripesca-Confcooperative pesce, molluschi e crostacei saranno protagonisti in oltre il 75% delle tavole della Vigilia, per una spesa che supera i 500 milioni di euro, secondo un’indagine di Coldiretti/Ixè saranno 8 italiani su 10 a mangiare pesce la sera del 24 dicembre.
“Se durante le festività di Natale si registrano le punte massime, in Italia il consumo di pesce - sottolinea la Coldiretti - è pari ad oltre 28 chilogrammi a testa durante l’anno, superiore alla media europea di 25 chili e a quella mondiale di 20 chili. Sulle tavole per le feste è forte la presenza del pesce nazionale a partire da alici, vongole, sogliole, triglie, anguilla, capitone e seppie, ma il 66% degli italiani assaggerà il salmone arrivato dall’estero, appena il 13% si permetterà le ostriche e il 15% il caviale, spesso di produzione nazionale che viene anche esportata”.
Per non cadere nelle trappole del mercato in una situazione in cui la grande maggioranza dei pesci in vendita provengono dall’estero, il consiglio della Coldiretti è di guardare l’etichetta sul bancone dove deve essere specificato il metodo di produzione (“pescato”, “pescato in acque dolci”, “allevato…”), il tipo di attrezzo oggetto della cattura e la zona di cattura o di produzione (Mar Adriatico, Mar Ionio, Sardegna, anche attraverso un disegno o una mappa).
Per quanto riguarda il pesce congelato c’è l’obbligo di indicare la data di congelamento e, nel caso di prodotti ittici congelati prima della vendita e successivamente venduti decongelati, la denominazione dell’alimento è accompagnata dalla designazione “decongelato”.
“Per garantirsi la qualità il pesce fresco - ricorda la Coldiretti - deve avere inoltre una carne dalla consistenza soda ed elastica, le branchie di colore rosso o rosato, e umide e gli occhi non secchi o opachi, mentre l’odore non deve essere forte e sgradevole. Infine, meglio non scegliere i pesci già mutilati della testa e delle pinne, mentre per molluschi e mitili, è essenziale che il guscio sia chiuso”. Il settore della pesca e acquacoltura vede impegnate 12.000 imbarcazioni, ricorda Coldiretti, con la top-ten delle produzioni è guidata dalle alici, seguite da vongole, sardine, naselli, gamberi bianchi, seppie, pannocchie, triglie, pesce spada, gallinelle e sugarelli.

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