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LA CURIOSITÀ

Irlanda, Hong Kong e Nuova Zelanda: i Paesi in cui i “premium wine” vanno per la maggiore

La curiosa classifica dai dati Iwsr. Tra i grandi Produttori, Italia al 9,6%, davanti a Francia (7,8%) e Spagna (6,7%)

La cosidetta “premiumisation” dei consumi di vino è un fenomeno che, dicono tutti gli studi, ha una portata planetaria, e riguarda grosso modo tutti i mercati del mondo. Ma ci sono alcuni in cui la fascia “premium”, ovvero quella sopra ai 10 euro a bottiglia allo scaffale, pesa più che in altri. E questa particolare classifica (che prende in considerazioni i Paesi dove il consumo supera il milione di casse da 9 litri, ovvero 12 milioni di bottiglie, ndr), che emerge dai dati dell’Iwsr sul 2017, analizzati dal blog di wine economy “The Wine Gourd” di David Morrison, rappresenta non poche sorprese.
Per esempio, il Paese in cui la percentuale di consumo di vini premium rispetto al totale è maggiore, è la piccola Irlanda (66,9%), seguita da Hong Kong, (50,5%), gli unici due Paese dove è sopra i 10 euro il prezzo di una bottiglia su due consumata.
A seguire vengono Nuova Zelanda (47,1%), Canada (37,2%), Australia (36,7%), Singapore (36,5%), Svizzera (30,4%), Danimarca (30,3%), Norvegia (29,0%), Giappone (29,0%), e ancora Costa Rica (27,9%), Puerto Rico (26,9%), Israele (25,5%), Malaysia (24,1%), Taiwan (23,8%), Stati Uniti (22,6%), Regno Unito (22,3%) e Thailandia (21,9%).
Una graduatoria curiosa, da leggere al netto di fattori come la dimensione dei mercati, con una media dei consumi “premium” più elevata in quelli più piccoli, ma anche del peso delle importazioni sul mercato di questi Paesi (molti dei quali non sono produttori di vino, o producono volumi piccoli rispetto al consumo), del regime di dazi e così via.
In Germania, uno dei più grandi mercati del vino, il consumo di “premium wine” pesa appena per il 2,7%, secondo i dati, mentre tra i grandi Paesi produttori, l’Italia è quella con la percentuale migliore (9,6%), davanti a Francia (7,8%), e Spagna (6,7%).

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