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VINO & PREMI

Castello Banfi, Caprai, Bertani e non solo: tanta Italia ai “Texsom International Wine Awards”

Dal Texas uno scorcio di normalità: tante le griffe del Belpaese premiate dai sommelier Usa

Difficile, ed in un certo senso straniante, scrivere di vino e premi internazionali in un momento in cui proprio il settore enoico sta pagando lo scotto di una crisi di cui ancora si fa fatica a vedere la fine, in Italia come nel resto del mondo. Ma è anche un bel modo per tornare, lentamente, alla normalità, quella in cui le etichette del Belpaese facevano incetta di medaglie. Esattamente come successo ai “Texsom International Wine Awards”, in Texas, dove da più di 30 anni una giuria di altissimo livello, riunita dai sommelier texani (Masters of Wine, wine educator del Wset - Wine and Spirit Education Trust e sommelier dei Court of Master Sommeliers e della Somm Foundation) giudicano gli oltre 3.400 vini, da ogni angolo del mondo, ammessi al concorso. Che, come detto, nella kermesse andata in scena a fine febbraio, ha visto anche tanta Italia tra i vincitori.
Al top, con la Medaglia di Platino, c’è l’Aska 2017, il Bolgheri Doc di Castello Banfi, ed un gradino più in basso, sono ben 31 le Medaglie d’Oro, tra cui, per citarne qualcuna, il Montefalco Rosso 2016 di Arnaldo Caprai, il Valpolicella Ripasso 2016 di Bertani, il Testamatta 2016 di Bibi Graetz, il Barolo 2015 di Borgogno, Il Brunello di Montalcino 2015 Poggio alle Mura di Castello Banfi, il Montepulciano d’Abruzzo Riserva “Marina Cvetic Iskra” Masciarelli 2015 di Masciarelli, il Cannonau di Sardegna Riserva 2016 di Pala, il Chianti Classico Gran Selezione 2015 di Rocca delle Macie, Il Nobile di Montepulciano Riserva 2015 di Salcheto, il Cannonau di Sardegna 2017 di Sella & Mosca, il Vorberg Pinot Bianco Riserva 2017 di Terlan, la Lacrima Di Morro D’Alba Querciantica di Velenosi, il Non Confunditur 2017 di Argiano, il Franciacorta CruPerdu 2011 di Castello Bonomi (famiglia Paladin) ed il Brunello di Montalcino Riserva 2013 di Donatella Cinelli Colombini. Ci sono poi i premi speciali, come quello di miglior rosso per la giuria, andato al Barolo 2015 di Fontanafredda, e quello di miglior bianco per la giuria, al Gavi dei Gavi d’Antan 2006 de La Scolca, ma anche il miglior rosso da blend, all’Amarone della Valpolicella Classico 2016 di Farina.

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