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DIPLOMAZIA

Il Comité Champagne ha deciso i limiti di resa per la vendemmia 2020: 80 quintali ad ettaro

Il risultato, drastico, è il compromesso tra la posizione dei recoltant manipulant e quella delle maison, che puntavano ad un taglio ancora più netto
CHAMPAGNE, MAISON, RECOLTANT MANIPULANT, RESE, VENDEMMIA, Mondo
Comité Champagne, decise le rese 2020

Dopo un mese di trattative e di tensioni, il Comité Champagne ha finalmente trovato la quadra tra le tante anime di uno dei territori più prestigiosi al mondo - e più colpiti dalla crisi dei consumi dovuta al lockdown - decidendo un limite, per la campagna 2020, di 80 quintali di una ad ettaro, che si tradurranno in 230 milioni di bottiglie. Vince la diplomazia, con un passo indietro sia dei Vignerons Indépendants, la cui linea era quella di non scendere sotto i 90 chili ad ettaro, per garantire margini di profitto sufficienti ai “recoltant manipulant”, ovvero coloro che producono Champagne solo da uve provenienti dai propri vigneti, sia delle grandi Maison, che spingevano invece per una riduzione ancora maggiore, delle rese, a 60-70 quintali ad ettaro.
Una decisione particolarmente drastica, se si considera che il limite, nel 2019, fu di 108 quintali ad ettaro, e nel 2018 di 102 quintali ad ettaro, quanto doverosa. Nei primi 4 mesi 2020, infatti, le vendite si sono dimezzate, e, aspettando i dati ufficiali di maggio e giugno 2020 (su cui non c’è grosso ottimismo), secondo il Comité, le perdite, a fine anno, potrebbero toccare quota 1,7 miliardi di euro.

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