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CULTURA

“Un buon naso è il miglior sommelier del mondo”. E non solo quello del vino

A (ri)proporlo come medium sensoriale e cognitivo, è “Naf - Nose Art Festival”, progetto culturale ideato dalla storica cantina umbra Scacciadiavoli

“Un buon naso è il miglior sommelier del mondo”. Una frase celebre, di autore incerto, ma che sottolinea l’importanza cruciale dell’olfatto, e non solo quando si parla di vino, dove è considerato il “senso principe” nella degustazione, responsabile di oltre l’80% della percezione del sapore, permettendo di analizzare la complessità aromatica, la qualità e l’evoluzione dei vini, ma che è anche un vero e proprio “medium” sensoriale e cognitivo, capace di evocare memorie, visioni e relazioni intime con luoghi, persone e paesaggi del mondo che ci circonda. A rilanciarne il ruolo come strumento di percezione e relazione nella quotidianità è “Naf - Nose Art Festival” 2026, edizione n. 2 di un progetto culturale e di ricerca, tra arte, scienza ed enogastronomia, ideato da Scacciadiavoli, storica cantina di Montefalco, terra del Sagrantino, in Umbria, guidata dalla famiglia Pambuffetti da quattro generazioni, articolato in una “Naf Preview”, con un ciclo di appuntamenti ospitati negli spazi museali di Palazzo Trinci a Foligno (13 marzo) e al Museo Tattile Sensoriale Omero alla Mole Vanvitelliana di Ancona (15 marzo), ed il Festival vero e proprio in azienda, in estate, che fanno da sfondo a performance in cui il pubblico è coinvolto in un’esperienza sensoriale in prima persona.
Un progetto curioso che nasce da un’idea di Liù Pambuffetti, alla guida di Scacciadiavoli, insieme al padre Amilcare e al cugino Iacopo Pambuffetti - fondata nel 1881 dal Principe di Piombino, Ugo Boncompagni Ludovisi, e dal 1954 dei Pambuffetti di Foligno - con l’obiettivo di indagare il rapporto tra olfatto, memoria, percezione e ambiente. “L’idea del Festival è quella di riappropriarci della parte sensoriale, non solo nel vino, nelle degustazioni, ma in generale nella vita, per poi riportare di nuovo questa esperienza anche nel mondo del lavoro, e, dunque, negli assaggi, perché siano un piacere - spiega, a WineNews, Liù Pambuffetti - facendo, cioè, prima un percorso individuale, personale, più profondo, per ritrovare in modo molto più “diretto e autentico” nel piacere di un buon vino e della tavola quello che abbiamo “annusato” e capito. Anche gli artisti e gli scienziati che si occupano di estetica e neuroscienza considerano l’olfatto per le sue basi molto profonde”, sia dal punto di vista anatomico che evolutivo ed emotivo, perché è il senso più arcaico e viscerale, capace di influenzare direttamente il comportamento umano e le emozioni grazie a un collegamento privilegiato con il cervello, e questo permette, di “lavorare sulla memoria che nel mondo del vino è un aspetto fondamentale”.
“I nomi, il naso” è una produzione site-specific originale di Tripee Teatro, scritta e diretta da Stella Piccioni e Daniele Gaggianesi, con il supporto produttivo di Scacciadiavoli. L’esperienza è costruita come una passeggiata sensoriale individuale: lo spettatore, bendato, attraversa una sequenza di stimoli accompagnato da un attore, concentrandosi sull’ascolto, sulla memoria, sul contatto e sulle percezioni olfattive, per finire con un momento conviviale con i vini della cantina.

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