Tra sostenibilità ambientale e brand reputation, il magazine Forbes Italia, in un esclusivo evento all’Hotel Principe di Savoia, a Milano, ha selezionato le 100 “Iconic Wineries” 2026, ovvero le aziende che disegnano il futuro dell’enologia made in Italy. Le cantine, che rappresentano l’eccellenza dell’enologia italiana, sono state scelte da Cristina Mercuri, wine educator e fondatrice del Mercuri Wine Club, recentemente nominata prima donna italiana Master of Wine (by Institute of Masters of Wine). Che, tra le altre, vanno da Allegrini ad Argiano, da Argiolas ad Avignonesi, da Baglio di Pianetto (Premio Contemporary) a Banfi, da Barone Pizzini a Bellavista (anche con il Premio Iconic Man, con il brand manager Alessandro Massano), da Berlucchi a Lungarotti (anche con il Premio Iconic Woman a Chiara Lungarotti), da Burato (Premio Emerging Winery) ad Umani Ronchi, da Ca’ del Bosco (Premio Research e Development) a Castelbuono “Carapace”, dal Castello Di Vicarello (Premio Diversità) a Ceretto, da Col di Lamo di Gianna Neri (Premio Niche) a Colterenzio, da Contadi Castaldi a Costa Arente, da Famiglia Cotarella a Cottanera, da Cristo Di Campobello a Di Meo (Premio Pioneer), da Donnafugata ad Elena Walch, da Ferrari Lunelli a Feudi di San Gregorio, da Frescobaldi a Girolamo Russo, da Kaltern a Lamole di Lamole, da Le Macchiole a Lini 910 (Premio Quality Price Ratio), da Lunae Bosoni a Marchesi di Barolo, da Marilisa Allegrini a Masciarelli, da Masottina a Mazzei, da Mesa a Michele Satta, da Biondi Santi a Nals Margreid, da Palmento Costanzo a Passopisciaro, da Petra a Pietradolce, da Pio Cesare a Planeta, da San Leonardo (Premio Terroir Driven) a Sella e Mosca, da St. Michael-Eppan a Tasca d’Almerita, da Tenuta di Valgiano (Premio Sustainability) a Tenuta Podernovo a Palazzone, da Tenuta Sette Ponti a Tenuta Trinoro, da Velenosi a Villa Bucci, a Zenato. Tra queste sono stati assegnati anche 11 Premi speciali (Baglio di Pianetto, Bellavista, Lungarotti, Burato, Ca’ del Bosco, Castello di Vicarello, Col di Lamo, Di Meo, Lini 910, San Leonardo e Tenuta di Valgiano).
Tra i Premi speciali, Roberto Di Meo che, questa estate, festeggerà i 40 anni della Cantina Di Meo a Salza Irpina, si è aggiudicato il Premio Pioneer “per la visione pionieristica con cui ha dimostrato il potenziale evolutivo dei grandi bianchi campani, attraverso un lavoro di ricerca e affinamento che ha ridefinito la percezione di Fiano, Greco e delle varietà autoctone dell’Irpinia”. Il Premio Contemporary a Baglio di Pianetto, “per aver interpretato la Sicilia attraverso una visione contemporanea del vino, in cui altitudine, precisione agronomica e ricerca stilistica convergono in etichette capaci di esprimere eleganza, identità territoriale e una chiara sensibilità internazionale”. La griffe Bellavista si aggiudica il Premio Iconic Man con il suo brand manager Alessandro Massano, per “la visione manageriale e la capacità di guidare con coerenza e sensibilità contemporanea uno dei gruppi simbolo della Franciacorta, contribuendo a rafforzarne il posizionamento qualitativo e l’autorevolezza sui mercati internazionali”. Chiara Lungarotti di Lungarotti, storica cantina umbra, vince il Premio Iconic Woman “per aver guidato con visione e autorevolezza una delle realtà simbolo del vino italiano, coniugando continuità familiare, sensibilità culturale e capacità di proiettare l’identità umbra in una dimensione contemporanea e internazionale”. A Burato il Premio Emerging Winery “per la capacità di affermare una nuova identità produttiva fondata su ambizione qualitativa e chiarezza stilistica, con vini che uniscono sensibilità contemporanea e un’eleganza ispirata ai grandi equilibri della tradizione borgognona”. A Ca’ del Bosco, griffe della Franciacorta, il Premio Research e Developmente per “l’impegno pionieristico nella ricerca viticola ed enologica, che ha contribuito a ridefinire gli standard qualitativi della Franciacorta attraverso innovazione tecnologica, sperimentazione continua e una visione produttiva orientata alla precisione assoluta”. A Castello di Vicarello il Premio Diversità “per aver costruito un progetto che unisce vino, ospitalità e cultura attraverso uno sguardo internazionale e inclusivo, dove sensibilità diverse e visioni complementari diventano valore creativo e motore di innovazione nel racconto contemporaneo della Toscana”. A Col di Lamo, realtà di Montalcino guidata da Gianna Neri, il Premio Niche, “per un progetto profondamente identitario e artigianale, capace di interpretare Montalcino attraverso produzioni di piccola scala e uno stile autentico, personale e distintivo, lontano dalle logiche convenzionali del mercato”. Lini 910 vince il Premio Quality Price Ratio, “per avere dimostrato come il Lambrusco possa unire autenticità territoriale, precisione stilistica e straordinaria accessibilità, offrendo vini di grande coerenza qualitativa capaci di rappresentare al meglio il valore contemporaneo del rapporto qualità-prezzo”. A Tenuta San Leonardo il Premio Terroir Driven “per aver costruito un’identità enologica profondamente radicata nel proprio territorio, dove clima, suolo e tradizione agronomica convergono in vini di straordinaria eleganza e coerenza espressiva. Infine, a Tenuta di Valgiano il Premio Sustainability “per aver sviluppato un modello agricolo fondato sull’equilibrio tra uomo, vigneto e paesaggio, interpretando la sostenibilità come pratica quotidiana e visione culturale capace di tradursi in vini di profonda identità territoriale”.
Ma Forbes Italia ha premiato anche i “Maestri del Calice”, i professionisti dell’ospitalità che, con competenza, passione e visione, guidano con maestria la selezione dei vini nei migliori ristoranti d’Italia, valorizzando territori, cantine e abbinamenti, e contribuendo in modo decisivo all’eccellenza dell’esperienza gastronomica: ad occuparsene Alberto Cauzzi, critico gastronomico, da anni impegnato nell’analisi dell’alta ristorazione italiana.
Con i “Maestri del Calice” e le “Iconic Wineries”, Forbes Italia conferma la propria attenzione verso un settore che unisce cultura e impresa e che continua a rappresentare una delle espressioni più dinamiche dell’economia italiana. La premiazione si propone così non solo come momento celebrativo, ma anche come occasione per raccontare le storie, le competenze e le visioni che contribuiscono a definire il futuro del vino italiano.
Focus - Forbes Italia: le menzioni speciali 2026
New Classic - Etna
Dedicato ai produttori che stanno scrivendo una nuova pagina della storia del vino italiano, contribuendo a posizionare l’Etna tra le grandi regioni classiche del mondo.
Ammura
Animaetnea
Graci
Cottanera
Monteleone
Neri
Feudo Cavaliere
Generazione Alessandro
Tenute Ballasanti
Tenuta di Fessina
Innovators of the Year
Dedicato ai produttori e ai progetti che stanno esplorando nuove frontiere del vino attraverso lo sviluppo dei vini dealcolati. Realtà che interpretano con visione e competenza i cambiamenti nei consumi contemporanei, ampliando le occasioni di consumo senza rinunciare a qualità, ricerca tecnologica e identità sensoriale.
Lea Winery
Hofstätter
Beyond the Appellation
Dedicato a coloro che stanno ridefinendo il concetto stesso di denominazione, lavorando oltre i confini disciplinari per costruire nuove identità territoriali e nuovi modelli associativi. Produttori e progetti che contribuiscono a creare categorie contemporanee capaci di anticipare l’evoluzione del vino italiano.
Botromagno - Progetto Gravina Doc
La Regola - Associazione Viticoltori Riparbella
Tenuta di Ghizzano - Progetto Terre di Pisa Doc Bianco
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