Se per tutto il mondo del vino moderno portare le persone direttamente in cantina e far scoprire loro i territori, anche nell’aspetto storico, culturale, paesaggistico e non solo, attraverso un calice, è diventata non più una leva accessoria, ma un asset sempre più fondamentale per il business delle aziende, ci sono zone in cui l’enoturismo è da tempo visto come strategico, su cui si investe molto, con risultati evidentemente premianti. Come avviene in Sicilia, regione che, ormai, è stabilmente nel firmamento qualitativo del vino italiano, e terra di eccellenza proprio per l’enoturismo, grazie al quel “mosaico” di vino e territori che è la Sicilia stessa, da Noto all’Etna, da Marsala a Pantelleria, e non solo, ma anche grazie ai tanti sforzi messi in atto dalle cantine dell’Isola. Come raccontano i dati, illustrati, nei giorni scorsi a Verona, nel focus “Viaggio in Sicilia: le nuove frontiere dell’enoturismo”, con la conduzione del direttore Tg1 Marco Chiocci, firmato da Assovini Sicilia, associazione delle cento cantine siciliane più virtuose, guidate da Mariangela Cambria, che ha sottolineato come “l’enoturismo rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per raccontare l’identità e la biodiversità del vino siciliano. Come Assovini Sicilia, che riunisce oltre cento aziende del territorio e gran parte della produzione imbottigliata dell’isola, lavoriamo per rafforzare il posizionamento internazionale della Sicilia e costruire un sistema sempre più integrato tra vino, cultura e accoglienza”.
Secondo i dati, illustrati da Filippo Galanti, co-founder WineSuite, per esempio, il valore medio delle prenotazioni enoturistiche è passato da 28,8 euro nel 2022 a 39,4 euro nel 2025, con una crescita complessiva superiore al 35%. Parallelamente, il settore evidenzia una forte evoluzione digitale: oggi il 68,7% delle prenotazioni avviene online, a conferma di un cambiamento strutturale nelle modalità di accesso alle esperienze in cantina. Dal punto di vista del pubblico, si registra una prevalenza femminile (60,7%) e una forte concentrazione nella fascia d’età tra i 31 e i 45 anni, che rappresenta il segmento più dinamico. In Sicilia, il valore medio per persona si attesta a 34,4 euro nel 2025, ancora al di sotto della media nazionale (39,7 euro), ma con significativi margini di crescita legati al posizionamento qualitativo dell’offerta e alla crescente attrattività internazionale del territorio. Con la Sicilia che si posiziona tra le destinazioni più attrattive del comparto: è la seconda meta enogastronomica d’Italia, dopo la Toscana ed è tra le più richieste nei principali mercati internazionali, con livelli di interesse superiori al 60% tra i turisti francesi e statunitensi.
La domanda crescente di esperienze autentiche legate ai territori del vino - dall’Etna alle principali aree vitivinicole dell’Isola - conferma il ruolo della regione come destinazione sempre più riconosciuta e competitiva. Anche il potenziamento dei collegamenti internazionali, come i voli diretti tra la Sicilia e New York City, può contribuire ad ampliare i flussi turistici di qualità e generare nuove opportunità per le imprese locali. Particolarmente significativo anche il dato relativo alla stagionalità: il picco delle visite si concentra nei mesi estivi, con agosto che raggiunge il 18,4% delle presenze, superando la media nazionale e confermando la forte vocazione turistica della regione. “Dobbiamo continuare a investire in qualità dell’offerta, diversificazione e collaborazione tra imprese per rendere l’enoturismo un motore stabile di sviluppo per tutta la regione”, ha detto ancora Cambria.
Francesca Planeta, alla guida della storica cantina Planeta e nel board de “La Sicilia di Ulisse”, ha sottolineato come “il viaggiatore di oggi è molto più consapevole, non cerca semplicemente una destinazione, ma un’esperienza capace di creare una connessione con il territorio. Benessere, autenticità, identità gastronomica e relazione profonda con i luoghi sono diventati elementi centrali di un nuovo modo di vivere il viaggio. In Sicilia tutto questo esiste da sempre, non come costruzione per il turista, ma come espressione naturale della nostra identità. Non dobbiamo inventare nulla: dobbiamo riconoscere ciò che abbiamo e raccontarlo bene. È qui che si definisce la specificità della nostra associazione: un grande piatto non è completo senza il vino giusto, un pasto non è davvero riuscito senza un contesto capace di accogliere e il vero benessere nasce proprio dall’armonia tra questi elementi”. “I dati confermano che l’enoturismo non è più un’attività accessoria, ma una leva strategica per le cantine. La crescita del valore medio delle prenotazioni e l’aumento delle vendite online dimostrano come digitalizzazione e qualità dell’esperienza siano oggi determinanti. In Sicilia vediamo un grande potenziale: il territorio è già competitivo a livello internazionale, ma può crescere ulteriormente lavorando su diversificazione dell’offerta, pricing e destagionalizzazione”, ha commentato Filippo Galanti.
Per un settore, quello dell’enoturismo, sul quale crede in maniera forte anche la Regione Siciliana, come sottolineato dall’Assessore all’Agricoltura, Luca Sammartino. “I dati presentati oggi confermano che la Sicilia è una meta sempre più attrattiva per l’enoturismo e che questo comparto rappresenta una straordinaria opportunità di crescita per le nostre imprese e per l’intero territorio. Per questo motivo l’Assessorato dell’Agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea continuerà a garantire il massimo sostegno al settore, promuovendo misure capaci di rafforzare la competitività delle aziende, valorizzare la qualità delle produzioni e sostenere gli investimenti nell’accoglienza e nell’innovazione. La forza dell’enoturismo siciliano nasce dalla sinergia tra il patrimonio vitivinicolo, l’enogastronomia, le bellezze paesaggistiche e i beni culturali dell’Isola: un’identità unica che rende la nostra regione riconoscibile nel mondo. I veri ambasciatori dell’eccellenza siciliana sono i turisti che scelgono la Sicilia, la vivono e la raccontano. Anche in una fase di incertezza internazionale, saremo al fianco delle imprese per accompagnare la crescita dell’enoturismo e consolidare il ruolo della Sicilia tra le grandi destinazioni del Mediterraneo”.
Dai numeri si è poi passati al racconto delle esperienze e delle prospettive del settore, a partire dal legame sempre più stretto tra vino e territorio, con la testimonianza di Federica Fina, presidente Movimento Turismo del Vino Sicilia. “L’enoturismo è uno degli strumenti di comunicazione più potenti: è la nostra occasione per raccontare il vino e riavvicinare le persone a questo mondo, incuriosendo anche chi finora ne è rimasto distante”.
Lo sguardo si è poi ampliato al punto di vista internazionale, con un focus sui viaggiatori stranieri che scelgono la Sicilia come destinazione enoturistica, a cura di Filippo Magnani, fondatore Fufluns Wine Tours e scrittore: “stiamo ricevendo un numero crescente di richieste da appassionati e collezionisti di vino di tutto il mondo, desiderosi di conoscere la Sicilia. Un chiaro segnale che il vino siciliano ha, ormai, acquisito uno status globale, pur offrendo ancora un forte valore rispetto a denominazioni più inflazionate”.
Di “Foodscape, Mediascape e Turismo” ha parlato Federico Geremei, giornalista: “terra e territori, terreni e terroir: le geometrie variabili dei mediascape del comparto travel e della narrazione enogastronomica si assestano di continuo. Tra dinamiche consolidate, slanci, azzardi e nuovi linguaggi, l’editoria - specializzata e non, in Italia e all’estero - è messa alla prova dalla nuova, ennesima, rivoluzione delle news you can use”. L’editore Giulio Perrone, con un intervento dedicato allo sguardo letterario sulla Sicilia e al valore del racconto dei territori, ha quindi chiuso il convegno, spiegando che “nella nostra collana “Passaggi di dogana” cerchiamo di raccontare i luoghi in una chiave artistica ed emozionale. La Sicilia, con la sua magia e la sua tradizione multiculturale, rappresenta da questo punto di vista un’opportunità di narrazione unica, che può andare dalla matrice sensoriale dei personaggi di Andrea Camilleri alle atmosfere metafisiche delle canzoni di Franco Battiato, rivelandosi a uno sguardo attento sempre sé stessa e al tempo stesso nuova e diversa”. Come raccontano, a loro modo, anche i grandi vini di Sicilia.
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