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LA VIS-VAL DI CEMBRA, LA CANTINA DEI RECORD: +8% DI FATTURATO, CHE TOCCA 44 MILIONI DI EURO

Bilancio da “Oscar” alla Cantina La Vis e Val di Cembra, ad un anno dalla nascita della nuova realtà trentina, definita per peso politico e dimensioni “terzo polo della vitivinicoltura trentina”. L’annata 2003/2004 ha registrato infatti un nuovo record nei risultati con incrementi significativi in termini di fatturato (+8 %), ma anche di liquidazioni ai soci (per 18 milioni di euro). Il fatturato aziendale si attesta attorno ai 35 milioni di euro per un risultato complessivo del gruppo di 44 milioni di euro.

La soddisfazione nella base sociale è più che evidente perché oltre ai risultati conseguiti, vengono inoltre finanziati significativi investimenti tecnologici e viticoli a Lavis, la cantina di Cembra - celebre per i suoi vini di montagna - ma anche a Poggio Morino nella Maremma toscana dove si va completando la bonifica dell’azienda di 80 ettari, oltre che Maso Franch (struttura destinata ad agriturismo/ foresteria con annesso vigneto sperimentale) sempre alle porte della Valle di Cembra. Anche Cesarini Sforza, azienda Spumantistica trentina compartecipata di La Vis e Fratelli Rinaldi Importatori di Bologna, ha fatto segnare risultati di crescita lusinghieri in un periodo non particolarmente felice per le bollicine.

Il direttore generale Fausto Peratoner, nel rimarcare i risultati estremamente positivi raggiunti, ha sottolineato “la necessità di uno sviluppo commerciale ulteriore, con uno sforzo diretto ad acquisire nuove quote di mercato, e consolidare la posizione conquistata (grazie all’attività dei soci viticoltori) di produttore credibile di qualità”. Il presidente Roberto Giacomoni ha presentato, inoltre, il documento “Storie di Responsabilità Sociale”: un documento fortemente voluto che permette una lettura trasversale dei risultati raggiunti e che evidenzia il forte legame che l’azienda lavisana (con 1300 soci e 1350 ettari a vigneto) ha con il suo territorio e la sua gente nel pieno rispetto dei valori cooperativi che contraddistinguono il suo operato anche nell’era dei mercati globali.

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