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Deroghe seminativi, Confagricoltura: “scelta ok per cerali, incomprensibile esclusione mais e soia”

La Commissione Europea che assegna agli Stati membri la possibilità di derogare le regole della nuova Pac
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Una pannocchia di mais nella foto Patrick Pahlke via Unsplash

Deroghe sui seminativi, Confagricoltura si dice favorevole alla scelta europea, considerando lo scenario attuale che spinge a trovare misure per aumentare la produzione di cereali. Il presidente Massimiliano Giansanti, con riferimento al regolamento della Commissione Europea che assegna agli Stati membri la possibilità di derogare le regole della nuova Pac (in vigore dal 1 gennaio 2023), relative alla finalità non produttiva dei terreni e alla rotazione obbligatoria annuale dei seminativi ha così commentato: “l’attenzione di tutto il mondo è rivolta alla ripresa delle esportazioni dai porti sul Mar Nero, ma dobbiamo prepararci all’inevitabile contrazione dei prossimi raccolti in Ucraina. Nell’ottica della sicurezza alimentare assume, quindi, grande rilievo la decisione della Unione Europea di aumentare la produzione di cereali e semi oleosi”.
Stando alle stime della Commissione, gli investimenti potranno aumentare di 1,5 milioni di ettari in ambito europeo. Secondo Confagricoltura, l’incremento in Italia può essere valutato nell’ordine di 200.000 ettari. “Abbiamo sollecitato la decisione della Commissione - sottolinea Giansanti - per facilitare le scelte colturali delle imprese in una situazione particolarmente critica dei mercati e segnata da aumenti record dei costi di produzione”.
Il regolamento varato dall’Esecutivo Unione Europea stabilisce che sui terreni liberati dagli obblighi improduttivi non potranno essere coltivati mais e soia in quanto - è stato indicato in una nota ufficiale, evidenza Confagricoltura - si tratta di produzioni “tipicamente utilizzate per l’alimentazione del bestiame”. Una decisione che non trova in accordo Confagricoltura che parla di “un’esclusione assolutamente incomprensibile, mais e soia sono destinati - rimarca Giansanti - anche all’alimentazione umana e, nel caso della soia, l’Europa è largamente dipendente dalle importazioni dai Paesi terzi.
Il fatto è che in Commissione Europea prevale ormai un atteggiamento negativo ingiustificato nei confronti degli allevamenti”. Gli Stati membri hanno ora un mese di tempo per decidere sulla messa in opera delle deroghe. “Nonostante le eccezioni previste ed alcune complessità di natura burocratica, le imprese agricole hanno bisogno - conclude Giansanti - di flessibilità e di un quadro legale consolidato in vista delle prossime semine. Per questo chiediamo al Ministero delle Politiche Agricole di applicare all’interno le deroghe accordate dalla Commissione Europea”.

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