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POLITICA NEL PIATTO

Gli italiani dicono no al cibo sintetico. In arrivo lo stop per produzione e commercializzazione

Coldiretti: mezzo milione di firme per “salvare il made in Italy a tavola”. Oggi la bozza del disegno di legge presentata in Consiglio dei ministri
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Ddl contro il cibo sintetico, a “tutela” di quello naturale (ph: Kyle Mackie su Unsplash)

Il cibo sintetico non fa breccia tra gli italiani. A confermarlo è lo schema di disegno di legge del Governo contro il cibo sintetico “che risponde alle richieste di mezzo milione di italiani che hanno firmato la petizione promossa da Coldiretti per salvare il made in Italy a tavola dall’attacco delle multinazionali”, sottoscritta anche dalla Premier Giorgia Meloni e dal Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida. A dirlo è il presidente Coldiretti Ettore Prandini, nell’esprimere soddisfazione per aver posto all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri il Disegno di Legge “Disposizioni in materia di divieto di produzione e di immissione sul mercato di alimenti e mangimi sintetici”.
Le firme a supporto della nuova normativa sono state raccolte lungo tutto il Paese, da Coldiretti insieme a Campagna Amica, World Farmers Markets Coalition, World Farmers Organization, Farm Europe e Filiera Italia. La petizione ha ricevuto l’adesione anche di altri ministri e sottosegretari, parlamentari nazionali ed europei, governatori, sindaci, personalità della cultura dello sport e dello spettacolo, rappresentanti istituzionali di regioni e province, imprenditori ...
E, intanto, si va verso lo stop per la produzione e la commercializzazione di alimenti e mangimi sintetici secondo una bozza di Ddl che sarà presentata oggi dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida in Consiglio dei Ministri. Nel testo si vietano alimenti o mangimi costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o da tessuti derivanti da animali vertebrati per l’impiego nella preparazione di alimenti, bevande e mangimi. Vietata la vendita, l’importazione, la produzione per esportare, somministrare oppure distribuire per il consumo alimentare. Previste sanzioni da 10.000 fino a euro 60.000 e la confisca.
“Dopo l’autorizzazione per il consumo umano concessa dall’autorità alimentare americana Fda ai filetti di “pollo” creati in laboratorio dalla Upside Foods e a quelli della Good Meat, il rischio è una diffusione anche nell’Unione Europea dove già quest’anno - denuncia la Coldiretti - potrebbero essere introdotte le prime richieste di autorizzazione all’immissione in commercio che coinvolgono Efsa e Commissione Ue. Dopo la carne la sperimentazione si è estesa al pesce ed al latte mettendo a rischio la naturalità degli alimenti più presenti nella dieta”. Il presidente Coldiretti, Ettore Prandini, ha ringraziato il Governo “per aver accolto il nostro appello a fermare una pericolosa deriva che mette a rischio il futuro della cultura alimentare nazionale, delle campagne e dei pascoli e dell’intera filiera del cibo Made in Italy e la stessa democrazia economica” sottolineando poi che “le bugie sul cibo in provetta confermano che c’è una precisa strategia delle multinazionali che con abili operazioni di marketing puntano a modificare stili alimentari naturali fondati sulla qualità e la tradizione. La verità è che non si tratta di carne ma di un prodotto sintetico e ingegnerizzato, che non salva l’ambiente perché consuma più acqua ed energia di molti allevamenti tradizionali, non aiuta la salute perché non c’è garanzia che i prodotti chimici usati siano sicuri per il consumo alimentare e, inoltre, non è accessibile a tutti poiché è nelle mani di grandi multinazionali”.

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