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L’ALLARME

L’Italia è il secondo produttore europeo di agrumi ma le malattie dall’estero sono una minaccia

Confagricoltura lancia l’allarme: “da gennaio ad agosto 33 intercettazioni di Cbs (macchia nera degli agrumi) su frutti provenienti dal Sudafrica”
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Una pianta di arance (ph: Hans da Pixabay)

Ricchi di vitamina C, toccasana per la salute ma anche prodotti versatili e che dalla colazione alla cena possono accompagnare i pasti della giornata. Sono gli agrumi, una risorsa per l’Italia che è uno dei Paesi più importanti a livello produttivo. Il Belpaese è il secondo produttore europeo grazie a 140.000 ettari, 3 milioni di tonnellate di prodotto e 1,5 milioni di valore. Solo la Spagna fa meglio e se consideriamo che nell’Unione Europea gli ettari di agrumi sono poco più di 500.000 si capisce bene quale sia il peso italiano, tredicesimo “player” mondiale con un export che raggiunge 250 milioni di euro. Un “tesoro” che però merita attenzione e tutela. A lanciare l’allarme è Confagricoltura che chiede “più controlli alle frontiere per salvare i nostri agrumi dalle malattie causate dalle importazioni da Paesi Terzi. Nel solo periodo gennaio-agosto di quest’anno sono state ben 33 le intercettazioni di Cbs (macchia nera degli agrumi) su frutti provenienti dal Sudafrica”. Giosuè Arcoria, presidente della Federazione Italiana Agrumi (Confagricoltura), aggiunge che “se i nostri agrumi fossero attaccati da questa fitopatia l’intero comparto nazionale sarebbe a rischio. Stiamo ancora facendo i conti con il virus della tristezza e i nostri sforzi rischiano di essere annullati dall’ingresso della Cbs o da altre fitopatie”.
È necessario, per l’organizzazione degli imprenditori agricoli, mettere in atto velocemente misure efficaci per salvaguardare l’agrumicoltura italiana, il territorio, le imprese e l’indotto. Arcoria elenca alcune azioni da compiere: “occorre introdurre, come abbiamo richiesto un limite di intercettazioni, oltre il quale vanno bloccate le importazioni. La Cbs (macchia nera degli agrumi) non solo è altamente contagiosa, ma non esiste alcuna misura per controllarla”. Confagricoltura sottolinea di aver “ripetutamente sollevato, anche a Bruxelles, questi problemi. Nell’ultima riunione del gruppo di lavoro al Copa-Cogeca, Spagna e Italia hanno chiesto di intervenire.
Oltre alla macchia nera degli agrumi, infatti, ulteriori intercettazioni su mandarini e pompelmi provenienti dal Sudafrica e da Israele hanno segnalato la presenza di Falsa Cydia”. Per il presidente della Federazione Italiana Agrumi (Confagricoltura) Giosuè Arcoria “l’elevata vocazione produttiva del nostro territorio, l’ottima qualità delle produzioni italiane, l’ampia offerta e l’impegno degli agrumicoltori deve tradursi in altrettanta responsabilità da parte delle istituzioni europee per proteggere queste eccellenze con misure forti ed efficaci. Il ministro Lollobrigida ha firmato un buon decreto agrumi, a cui abbiamo contribuito per migliorare una prima versione, nel quale sono indicati obiettivi e un regime di aiuti favorevole alle imprese del comparto”.

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