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Fondazione Cotarella: oltre 100.000 euro per la lotta ai disturbi del comportamento alimentare

La cena pluristellata con Carlo Cracco, Ana Ros e Norbert Niederkofler, ed un’asta enoica, per lottare contro un problema diffuso e sottovalutato

Oltre 100.000 euro raccolti per contribuire alla lotta ad un problema diffusissimo e spesso sottovalutato, come i disturbi del comportamento alimentare. Lo ha raccolto (ad ora, ma con un’asta, ancora in corso, ed una cifra destinata a crescere ancora) la Fondazione Cotarella, espressione culturale dell’azienda Famiglia Cotarella, con una cena evento andata in scena, nei giorni scorsi, al Ristorante Cracco di Milano, che ha visto protagonisti, oltre allo stesso Cracco, altri due nomi top come la chef slovena Ana Roš (Hiša Franko di Caporetto, tristellato Michelin), e Norbert Niederkofler (Atelier Moessmer di Brunico, anche lui fresco di tre stelle Michelin, conquistate in una sola volta). Il servizio della charity dinner della Fondazione Cotarella è stato curato dagli studenti di Intrecci, l’Accademia di Alta Formazione di Sala, fondata dalle tre “sorelle” Cotarella (Marta, Enrica e Dominga), l’unica accademia di sala e accoglienza in Italia con formula “campus”.
“La serata - spiega una nota - è stata voluta dalla Fondazione Cotarella per raccogliere fondi a sostegno del progetto e delle attività della Dimora Verdeluce, dove i giovani che hanno terminato le cure contro i disturbi del comportamento alimentare avranno a disposizione un’equipe di esperti, coach, counselor, psicologi, psicoterapeuti, nutrizionisti, ma anche laboratori didattici ed esperienziali, un orto e un giardino didattico, una palestra, una cucina, una web radio”. “Gli ospiti di Dimora Verdeluce non saranno soli nel percorso di uscita dalla malattia - ha spiegato Dominga Cotarella, presidente Fondazione Cotarella - perchè il nostro obiettivo è quello di affiancarli con esperienze e azioni concrete per far sì che possano conoscere da vicino il cibo di qualità, recuperare con esso un rapporto “amichevole”, magari scoprire una vocazione nell’enogastronomia e nelle tante professioni legate anche al mondo dell’accoglienza, del turismo, della comunicazione, anche attraverso gli insegnamenti e l’esempio dei tanti professionisti che hanno accettato di aiutarci in questa esperienza delicata ed entusiasmante. In questi due anni di vita, ci siamo confrontati con istituzioni, associazioni, famiglie, esperti, medici, con il mondo accademico e quello scientifico e abbiamo toccato con mano quanto sia importante restituire dignità alla fragilità e all’unicità di ogni persona. Siamo sempre più convinti che il pubblico e il privato possano e debbano fare insieme la differenza - ha concluso - e che sia fondamentale che realtà come la nostra collaborino in modo integrato con le strutture prettamente sanitarie”. “Grazie alla generosità di tanti benefattori - ha aggiunto Ruggero Parrotto, dg Fondazione Cotarella - siamo riusciti ad offrire ai ragazzi laboratori didattici insieme a grandi chef, che ci hanno dato la loro disponibilità per stimolare i partecipanti a un approccio diverso verso il cibo, abbiamo finanziato progetti professionali proposti da alcuni dei ragazzi in uscita dalla malattia, offrendo loro una concreta opportunità di crescita e di lavoro, abbiamo aperto un centro di ascolto a disposizione dei pazienti ma anche delle loro famiglie. Abbiamo anche avviato un’attività di affiancamento e di orientamento nelle scuole per i genitori e gli insegnanti, perché riconoscere i sintomi della patologia prima possibile e sapersi relazionare in modo corretto con i ragazzi può essere decisivo. Siamo grati - ha concluso - a tutti coloro che sostengono le attività di Fondazione Cotarella”.
Tra i giovani supportati da Fondazione Cotarella, Alba, Luna, Francesca, Grazia e David, che hanno voluto raccontare la loro esperienza nel corso della serata. O Carlo, che l’esperienza dei disturbi del comportamento alimentare l’ha vissuta da adulto. Alba ha ideato e realizzato il podcast “La parte bella”, in cui racconta la parte più bella e in assoluto più spaventosa dei disturbi alimentari, quella della guarigione, ispirando altri giovani con l’esempio di chi è riuscito a sconfiggere la malattia e a riprendersi una vita vera e piena. Nel 2023 la prima stagione de La parte bella ha raccontato in 12 episodi altrettante storie e già si sta lavorando al 2024 con altri podcast a ricordare che la guarigione è possibile per tutti. Luna ha, invece, scelto di diventare life coach e personal trainer e sta studiando da biologa nutrizionista con l’obiettivo di aiutare chi, come lei, ha sofferto di Dca, a riscrivere la propria storia attraverso laboratori sul movimento gentile e consapevole del corpo, la corretta nutrizione e la riscoperta di sé stessi, delle proprie passioni e volontà. Luna sarà uno dei professionisti che opereranno alla Dimora Verdeluce, ma nel frattempo sta lavorando a un progetto, unico nel suo genere e complesso, per la realizzazione di una piattaforma nazionale di contatto con i professionisti della salute per permettere a chi soffre di Dca di cominciare il proprio percorso di cura prima possibile. Anche Francesca hai ideato un podcast ma, in questo caso, i protagonisti saranno ospiti illustri della ristorazione e del fine dining. Chef, maître, pasticceri, sommelier porteranno il pubblico di “Chiacchiere Gourmet” alla scoperta del loro mondo, con l’obiettivo di incentivare i giovani ad avvicinarsi ad esso e a scoprire l’essenza stessa del cibo, a partire dall’esperienza di chi, con il cibo, ha lottato per poi rinascere. Proprio come Francesca, che oggi ne ha fatto un linguaggio, un modo per raccontarsi e raccontare. Infine, Grazia e David, che con Fondazione Cotarella hanno trovato un futuro professionale, oltre che una seconda famiglia. Entrambi, tra l’altro, si sono occupati dell’accoglienza presso il Centro di ascolto della Fondazione a Orvieto, dove ragazzi e famiglie che vivono la realtà dei Dca possono essere ascoltati e aiutati da professionisti specializzati come psicologi e nutrizionisti per poter intraprendere il giusto percorso di cura. Hanno anche preso parte all’organizzazione e gestione dei laboratori di cucina e degli aperitivi Lilla, realizzati da Fondazione Cotarella, in collaborazione con Animenta. E proprio in rappresentanza di Animenta, nella serata, è intervenuta Francesca, a sottolineare l’importanza dei laboratori di cucina, che grazie all’amore e alla passione che grandi chef mettono nella sua preparazione, insegnano a fare del cibo un’occasione di condivisione e di piacere. Infine, Carlo, la cui esperienza con i disturbi alimentari, affrontata con la determinazione e la responsabilità di un padre di famiglia, l’ha portato a volersi mettere a disposizione degli altri per sensibilizzare le famiglie e i medici a non sottovalutare i sintomi dei Dca.
Tanti gli ospiti illustri presenti alla cena, tra gli altri, Marina Caprotti, ad Esselunga, Paolo Canali, direttore commerciale del suo brand di abbigliamento da uomo, Chiara Maci, food blogger, conduttrice tv e scrittrice, Lea Gasparoli, avvocato e giornalista; Paolo Vizzari, narratore gastronomico, Achille Scudieri, presidente della Fondazione nata per volere della famiglia Scudieri di Napoli, Andrea Delfini, presidente Nero Lifestyle, e moltissimi altri.

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