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VINO & FINANZA

Dal pegno rotativo ad altre soluzioni di sostegno al settore: il ruolo delle banche per il vino

Da Crédit Agricole Italia a Intesa Sanpaolo, a Vinitaly 2024 gli istituti di credito hanno promosso vari incontri confermando la loro centralità
BANCHE, CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, FINANZA, INTESA SANPAOLO, PEGNO ROTATIVO, Italia
Da stime WineNews, il pegno rotativo sul vino ha raggiunto, in un anno, 50 milioni di euro

Nato in tempo di Covid, come strumento pensato per aiutare le cantine a non svalorizzare i loro tesori e ad avere liquidità, ma forse poco sfruttato dalle aziende, il pegno rotativo è comunque entrato ormai a regime per il mondo del vino. Una proposta che, nel tempo, ha visto stringere accordi tra numerosi Consorzi del vino italiano ed istituti di credito e che consente di trasformare in credito bancario il vino in giacenza, preso come garanzia, pur rimanendo nelle disponibilità del produttore. Un fatto non da poco se consideriamo il periodo instabile e le incertezze che si sono palesate sul mercato soprattutto per i vini a lungo affinamento. Le banche stanno emergendo con un ruolo sempre più da protagonista per il settore vitivinicolo. Secondo stime raccolte da WineNews, il pegno rotativo sul vino ha raggiunto, nell’ultimo anno, un valore intorno ai 50 milioni di euro, ma, come detto in precedenza, le cifre hanno le potenzialità per crescere. E le scorte di vino in cantina potranno costituire la garanzia per l’erogazione di un finanziamento, che va ad aggiungersi ai tradizionali fidi a breve e medio termine: intorno a questa nuova opportunità, resa possibile dalla recente normativa che permette di estendere lo strumento finanziario del Pegno Merce a tutti i prodotti Dop e Igp, si è sviluppato, oggi, in chiusura di Vinitaly 2024, a Verona, il dibattito organizzato da Crédit Agricole Italia e Confagricoltura, nel quadro della collaborazione finalizzata a sostenere lo sviluppo delle aziende vitivinicole.
La nuova forma di finanziamento garantito dal valore del vino affinato in cantina permetterà agli imprenditori del settore di far fronte a due necessità: le esigenze di liquidità legate alla conduzione e il bisogno di un accesso privilegiato al credito per ottemperare agli obblighi dei disciplinari di produzione Dop e Igp, anche al fine di sostenere gli investimenti legati a transizione energetica, innovazione digitale e passaggio generazionale. Altra caratteristica dello strumento è quella della rotatività, cioè la possibilità di variare la scorta di prodotto in funzione della rotazione del magazzino: a fronte della vendita di un certo quantitativo di merce, per mantenere l’affidamento, è possibile reintrodurre un quantitativo analogo dello stesso valore.
“L’Italia ha il primato europeo di eccellenze agroalimentari a marchio Dop e Igp, sia come numero sia in termini di fatturato, con un valore della produzione che sfiora i 20 miliardi di euro - ha osservato Vittorio Ratto, vicedirettore generale Crédit Agricole Italia -. Un comparto così strategico del nostro made in Italy deve poter contare su molteplici fonti di finanziamento. In questo senso, i vini pregiati a lungo affinamento possono essere ulteriormente valorizzati e rappresentare una garanzia per finanziare i progetti di crescita. Noi come Banca ci lavoriamo da tempo e oggi siamo il primo Istituto per operazioni perfezionate con lo strumento del Pegno Merce ed iscritte al Sistema Informativo Agricolo Nazionale”.
Per Annamaria Barrile, dg Confagricoltura, “le denominazioni Dop e Igp sono un veicolo fondamentale per la crescita, nazionale e internazionale, del settore primario, con ancora un grande potenziale nel comparto vitivinicolo. L’opportunità offerta da Crédit Agricole Italia garantisce sicurezza e affidabilità e incarna la missione di Confagricoltura: posizionare l’agricoltura come asset strategico per il Sistema Paese, al servizio di imprese e cittadini. In questo momento è indispensabile affiancare i nostri imprenditori con strumenti finanziari come il “pegno rotativo”, essenziali per favorire l’accesso al credito e fronteggiare le sfide poste dal mercato”.
A Vinitaly 2024 c’è stato anche un altro evento che si è rivelata l’occasione per illustrare gli strumenti offerti dalla finanza per aiutare le aziende del vino ad affrontare sfide evolutive cruciali, come il passaggio generazionale o progetti di crescita dimensionale. A Veronafiere si è parlato anche di “Filiere di internazionalizzazione, le imprese agroalimentari italiane tra vecchi e nuovi mercati” in un incontro organizzato da Intesa Sanpaolo che ha creato una struttura dedicata all’agroalimentare. “Abbiamo oltre 1.000 professionisti agribusiness, 90 filiali sul territorio nazionale e 84.000 clienti a cui abbiamo erogato in tre anni, dalla nascita della nuova struttura, oltre 9 miliardi di euro - ha dichiarato Anna Roscio, responsabile Sales & Marketing Imprese Intesa Sanpaolo -. Tra le iniziative più recenti, il lancio di “Il tuo futuro è la nostra impresa”, programma che mette a disposizione 120 miliardi di euro fino al 2026 per le imprese, tra cui anche quelle agroalimentari, favorendo nuovi investimenti per accelerare quei processi di trasformazione ormai divenuti necessari per rinnovamento industriale, transizione energetica e digitale delle imprese, facilitando loro anche l’accesso alle nuove misure del Pnnr”.

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