Maturato parte in cemento e parte in barrique di secondo passaggio, il Chianti Classico Cortine 2021 alterna al naso rimandi fruttati e tocchi di erbe aromatiche, con toni affumicati a rifinitura. In bocca il sorso è ben proporzionato, dallo sviluppo continuo e dal finale ancora su ritorni fruttati. Pieve di Campoli, di proprietà dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero (Idsc) dell’Arcidiocesi di Firenze, è nata nel 1985 per amministrare i terreni ecclesiastici a seguito della creazione dell’Ente che riunisce le proprietà agricole dell’Arcidiocesi. Oggi è una realtà produttiva, che conta su 40 ettari a vigneto - allevati a Sangiovese, Canaiolo, Colorino, Pugnitello, Merlot, Petit Verdot, Trebbiano e Malvasia - situati tra i comuni di San Casciano e Barberino-Tavarnelle Val di Pesa. Le etichette sono distribuite su due linee: “Pieve di Campoli” - che comprende Chianti, Chianti Classico Annata e Riserva, Rosato e Vin Santo - caratterizzata da vini ottenuti dai ceppi più vecchi del vigneto di proprietà e con il Chianti, che ripropone l’uvaggio della ricetta Ricasoli. Poi ci sono quelle che fanno capo al borgo di Cortine, e che comprendono Chianti, Chianti Classico Annata, Riserva e Gran Selezione, Vinsanto, Trebbiano, Canaiolo e Pugnitello Igt. Recentemente, l’azienda si è dotata di un nuovo centro aziendale a San Casciano, comprensivo anche di un moderno frantoio Mori-Ten.
(fp)
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