02-Planeta_manchette_175x100
Consorzio Collio 2025 (175x100)
NEL CALICE

La piccola denominazione Valdarno di Sopra continua a definire la sua specificità sulla scena enoica

I migliori assaggi dello staff WineNews a “Valdarno di Sopra Day” in Tenuta Il Borro della famiglia Ferragamo, che chiude “Anteprime di Toscana” 2026
ANTEPRIME DI TOSCANA, CONSORZIO VALDARNO DI SOPRA, FERRAGAMO, IL BORRO, LA GIOCONDA, LEONARDO DA VINCI, TOSCANA, VALDARNO DI SOPRA DAY, VALDARNO DI SOPRA DOC, Italia
La Tenuta Il Borro della famiglia Ferragamo nel cuore del Valdarno in Toscana

È una delle più piccole denominazioni toscane - poco più di 300 ettari a vigneto - ma la Doc Valdarno di Sopra sta cercando di definire al meglio la sua identità e la sua particolarità, attraverso scelte sempre più chiare e in sintonia con lo scenario enoico, nonostante il suo grande cambiamento. La Doc a cavallo del Valdarno, che ha il vanto di essere lo sfondo della “Gioconda”, il capolavoro dell’arte italiana più famoso al mondo opera del genio di Leonardo da Vinci, ha infatti affrontato la delicata fase che sta attualmente attraversando il mondo del vino, stabilizzando tendenzialmente i suoi quantitativi - 1.676 ettolitri di produzione complessiva nel 2021 (per 223.487 bottiglie), 2.401 nel 2022 (per 320.247 bottiglie), 1.166. ettolitri (per 155.536 bottiglie) nel 2023, 2.545 ettolitri nel 2024 (per 339.356 bottiglie) e 2.628 ettolitri nel 2025 (per 350.530 bottiglie).
Un assestamento dei numeri, diffusi dal Consorzio dei Vini della Doc Valdarno di Sopra, nel “Valdarno di Sopra Day” 2026, di scena nei giorni scorsi nella storica Tenuta Il Borro della famiglia Ferragamo nel cuore del territorio, a chiusura delle “Anteprime di Toscana”, che affianca la tendenza crescente della produzione da monovitigni e quella della quota di vini da “vigna” (nel 2024 il 61%, nel 2025 il 66%). E, sempre secondo i dati del Consorzio, condotto da Luca Sanjust (che associa 23 produttori) gli ettolitri prodotti da monovitigni sono, nell’annata 2025, 1.654 (il 62,95% dell’intera produzione della denominazione) con il Sangiovese decisamente in testa (644 ettolitri, ovvero il 24,50% della produzione complessiva) seguito dal Merlot (488 ettolitri, cioè il 19,17%) e dal Trebbiano (268 ettolitri che equivale al 10,21% della produzione complessiva).
Un territorio, quello del Valdarno di Sopra, caratterizzato a valle dalle plioceniche “Balze” (poste soprattutto sulla riva destra dell’Arno, alle pendici del Pratomagno, di fronte alle erosioni di più modesta entità di Figline e Montevarchi, dove sono chiamate “smotte”), che affiancano le superfici coltivate, mentre le colline, storicamente coltivate a terrazze, sono attraversate dalla Strada dei Setteponti, tracciato etrusco e poi romano con il nome di Via Clodia ed con il celeberrimo Ponte Buriano, magnifico ponte romanico del XII secolo sull’Arno reso immortale da Leonardo, che da Fiesole e da Firenze raggiunge Arezzo e dove si trovano la maggior parte delle cantine. L’areale della denominazione si estende tra la piana di Arezzo e i Colli Fiorentini, gode di significativa omogeneità pedoclimatica, ma al contempo racchiude al suo interno diverse tipologie di terreno in grado di caratterizzarne qualitativamente la produzione di vini. A questo si aggiunge il fatto che tutti i viticoltori del Consorzio sono già certificati biologici o in fase di conversione, in un percorso comune condiviso e intrapreso da tempo e che troverà il suo obbiettivo finale di diventare la prima denominazione italiana interamente biologica per disciplinare. Inoltre, “la direzione indicata dall’articolo 7 del Regolamento Ue 1143/2024 e quanto previsto nel recente “Pacchetto Vino” - ha dichiarato il presidente del Consorzio, Luca Sanjust - confortano nelle scelte intraprese sul biologico e sulla sostenibilità e ci fanno ritenere che anche il Ministero dell’Agricoltura possa accogliere la nostra richiesta relativa all’inserimento nel Disciplinare di produzione dei vini “vigna” esclusivamente biologici”.
Protagoniste degli assaggi le annate 2024 e 2023. Due millesimi, per certi versi, opposti, con il 2024, con il suo particolare e, per certi aspetti, ormai “raro” andamento climatico, che ha portato nel bicchiere vini in generale ben eseguiti, ma, come si dice in questi casi, “buoni, ma non buonissimi”. Si tratta, infatti, di un’annata insidiosa per i produttori, che, d’altro canto, hanno potuto misurarsi, nella costruzione dei loro vini, con elementi favorevoli ad un’impronta stilistica “contemporanea” e “gastronomica”. Quadro completamente diverso per l’annata 2023. Un millesimo caldo, quasi torrido, con massime stabilmente sopra i 30° C nei mesi decisivi per la vendemmia e con le piogge, concentrate in pochi eventi. Con una primavera contraddistinta da un elevato numero di giorni di pioggia, e il conseguente persistere di una elevata umidità relativa, a costituire un habitat ideale per la peronospora.
Alla prova del bicchiere, negli assaggi WineNews, spicca la buona impostazione complessiva de La Corneta Rosso 2023 della Tenuta La Corneta, dai profumi di piccoli frutti rossi che anticipano una progressione gustativa snella, sottile e saporita. Immediatamente piacevole e fragrante il Valdarno di Sopra Sangiovese Lora 2025 della Cantina Le Pietre, dai profumi diretti e puliti. Elegante il Valdarno di Sopra Sangiovese Vigna Polissena 2021 de Il Borro, dai profumi di piccoli frutti rossi e spezie e dal sorso sottile e intrigante. Ben eseguito il Valdarno di Sopra Foglia Tonda Vigna Bellosguardo 2024 della Fattoria Bellosguardo dai profumi spigliati e freschi e al sorso vivace e saporito. Il Valdarno di Sopra Sangiovese Vigna Mulino 2023 della Tenuta San Jacopo possiede profumi ben profilati in cui un fruttato rigoglioso incontra toni terrosi e di sottobosco che sottolineano una bocca tonica e gradevolmente sapida. Tra i bianchi, spicca senz’altro il Trebbiano Bòggina B 2023 di Petrolo, dagli affascinanti profumi di camomilla, miele e pietra focaia, a fare da sfondo ad una bocca sapida, ritmata e succosa. Sul fronte dei “Supertuscan”, che pure caratterizzano la produzione dell’areale valdarnese, a colpire maggiormente una versione di grande respiro, la 2022, del Caberlot del Podere Il Carnasciale, con i suoi originali e caratteristici aromi fragranti di edera, erba di campo e spezie, che accompagnano una progressione gustativa dinamica, piccante e pepata, e l’Oreno 2023 di Tenuta Sette Ponti con la sua altrettanto caratteristica dolcezza fruttata e il suo sorso solido e dalla confortante morbidezza.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026

Altri articoli