Con i costi energetici che salgono, si moltiplicano e crescono gli appelli per cambiare marcia e applicare correttivi, alla luce dello scoppio della guerra in Medio Oriente che ha, tra le tante conseguenze, anche quella di aver fatto schizzare in alto i prezzi di benzina e gasolio agricolo, con serie preoccupazioni da parte del settore primario. E tra chi chiede di accendere i riflettori sull’origine di questi rincari, Coldiretti ha annunciato di presentare “un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alla Guardia di Finanza per chiedere di fare piena luce sulle possibili manovre speculative sul prezzo del gasolio agricolo, con la richiesta di accertare eventuali responsabilità e procedere nei confronti dei responsabili per il reato di manovre speculative su merci previsto dall’articolo 501-bis del codice penale”.
L’iniziativa, firmata dal presidente Ettore Prandini e dal segretario generale Vincenzo Gesmundo, nasce, spiega l’associazione, “a seguito del repentino aumento registrato negli ultimi giorni sul gasolio agricolo agevolato, passato nel giro di una settimana da circa 0,85 euro al litro fino a valori che in alcuni casi raggiungono 1,25 euro al litro, con picchi segnalati soprattutto in Sicilia e Puglia. Con un trend che nei prossimi giorni vedrà ulteriori aumenti”. Per Coldiretti “si tratta di un incremento anomalo e sproporzionato rispetto all’andamento generale del mercato dei carburanti. Nello stesso periodo, infatti, il prezzo del diesel per autotrazione in Italia ha registrato un aumento molto più contenuto, stimato tra i 18 e i 19 centesimi al litro, mentre per il gasolio agricolo l’incremento risulta tra i 40 e i 45 centesimi al litro”. Una dinamica che, secondo l’organizzazione agricola, “non trova apparente giustificazione nelle variazioni dei prezzi internazionali né nell’andamento del mercato dei carburanti, e che per l’ampiezza del fenomeno lascia ipotizzare condotte speculative realizzate su larga scala, in un settore - quello dei carburanti - caratterizzato da una forte capacità di influenza reciproca tra operatori”. Il gasolio agricolo, ricorda Coldiretti, “rappresenta, infatti, un fattore produttivo essenziale e non sostituibile per l’attività delle imprese agricole”. L’esposto arriva dopo la lettera inviata nei giorni scorsi al Governo, “con cui è stato chiesto un incontro urgente per affrontare l’impennata dei costi del gasolio e dell’energia alla luce delle tensioni internazionali, sottolineando il rischio di effetti a cascata sull’intera filiera agroalimentare”.
Gasolio agricolo, ma non solo nel mirino dei rincari. Sempre nei giorni scorsi, Confagricoltura aveva affermato che “i primi segnali di aumento dei costi energetici dall’apertura del conflitto in Medio Oriente sono già palesi e potranno avere conseguenze in termini inflattivi sui consumi. Sul portafoglio delle famiglie i carburanti incidono per il 4%, l’energia per il 9,8%. Il carrello della spesa per il 20%. Nel settore primario, già oggi si registra una situazione di instabilità che, per vari motivi, sta interessando diversi comparti, e che ora si somma a significativi incrementi di prezzo per i fertilizzanti (urea) e i carburanti, aumentati rapidissimamente negli ultimi giorni”. Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, aveva espresso preoccupazione per “l’escalation improvvisa dei prezzi dei combustibili e dei prodotti energetici, nonché dei fertilizzanti, che hanno raggiunto punte ingiustificate di oltre il 30% anche in seguito alle decisioni europee antecedenti il conflitto in Medio Oriente. Questo accade, tra l’altro, in una fase in cui si sta avviando la campagna di produzione”. Confagricoltura aveva invitato “a monitorare costantemente la situazione, ma anche a individuare eventuali interventi per riequilibrare le quotazioni di benzina e gasolio dopo la scelta dell’unificazione dei tassi di accisa. Non ultimo, a rivalutare il provvedimento del cosiddetto Dl Bollette, che è stato concepito in un contesto del tutto diverso da quello attuale, con perturbazioni notevoli del prezzo dei beni energetici”.
Sempre sul tema, Cia-Agricoltori Italiani, era tornata a ribadire “che è urgente intervenire sia in ambito nazionale, il Dl Bollette è un’opportunità da cogliere, sia a livello Ue, con politiche e strumenti per salvaguardare e sostenere i settori più esposti”. Per il presidente Cristiano Fini, “i rincari ingiustificati dei carburanti denunciati in queste ore, con il gasolio ai massimi da due anni a fronte di anomalie sulle quotazioni internazionali, colpiscono al cuore le nostre aziende. All’avvio delle lavorazioni primaverili, le imprese del comparto stanno facendo i conti con rincari inaccettabili del 30-35% sul gasolio agricolo”. Per Fini “non possiamo vivere in balia della finanza internazionale senza vere reti di sicurezza europee a tutela del reddito - prosegue - i dati diffusi dall’Onu evidenziano un paradosso drammatico e confermano le nostre denunce: la Fao stessa stima un calo del 3% della produzione mondiale di grano nel 2026 proprio perché, in particolare nell'Unione Europea, i prezzi all'origine sono così bassi da scoraggiare le semine. È la prova inconfutabile che il sistema è malato e che gli agricoltori sono costretti a lavorare in perdita”.
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