Le eccellenze italiane ci sono tutte: dalla serie di monete dedicate alla Ferrari a quelle che celebrano la Vespa, la Ducati e la Lamborghini, da quelle per il brand Giorgio Armani al Campari, dal Prosecco Doc al Barolo, dal cioccolato del Piemonte alla Tintilia e caciocavallo del Molise fino al Vinsanto e cantucci della Toscana, solo per citarne alcuni. E allora, nella collezione numismatica della Repubblica Italiana, non può mancare l’ultima eccellenza “certificata” in ordine di tempo: la cucina italiana che a dicembre 2025 è stata incoronata ufficialmente Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco e della quale il vino è il fedele compagno. Il Ministero dell’Economia ha annunciato, infatti, un’emissione straordinaria da 5 euro in argento dedicata al riconoscimento raggiunto, perché rappresenta “un patrimonio vivo di conoscenze, gesti e rituali tramandati di generazione in generazione, espressione della biodiversità dei territori e simbolo riconosciuto dell’eccellenza italiana nel mondo”, realizzata e coniata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, e progettata dall’incisore Silvia Petrassi.
La nuova moneta “Cucina Italiana Patrimonio Unesco”, coniata in argento 925% e realizzata in finitura Fior di Conio con elementi colorati, nasce, spiega il Tesoro, “per celebrare questo importante percorso culturale e istituzionale, che riconosce nella cucina del nostro Paese una pratica sociale profondamente radicata nella storia, nella cultura e nel nostro stile di vita. Rende omaggio alla cultura gastronomica italiana e al suo straordinario valore sociale e identitario”.
Al dritto è rappresentata l’Italia Turrita che regge la bandiera tricolore con vicino, in basso sulla destra, una stella. Nel giro è posta la scritta “Repubblica Italiana”, mentre nel campo in alto a destra è posto “2026”, anno di emissione della moneta e la “R” identificativa della Zecca di Roma. In basso a sinistra la firma dell’autore della moneta. Sul rovescio è rappresentato, invece, il logo ufficiale della cucina italiana Patrimonio Unesco e, nel campo in alto, è posta la scritta “10 dicembre 2025” (giorno del verdetto, ndr), mentre in basso è posto il valore nominale “5 euro”. Nel giro sono posti la scritta “Io amo la cucina italiana Patrimonio dell’Umanità” con due cuori che sostituiscono le prime due O, ed il tricolore con colori araldici.
L’Italia è il Paese con più beni Immateriali Unesco riconosciuti, ben 61, e spera di toccare quota 62 con la canzone napoletana classica, la cui candidatura è stata promossa e lanciata, nei giorni scorsi, con l’evento “Campioni del Mondo - Italia Loves Unesco”, in diretta su Rai 1 e in mondovisione dall’Arena di Verona, condotto da Milly Carlucci e Paolo Belli, nel corso del quale il canto lirico e la cucina italiana si sono celebrati vicendevolmente sullo stesso palco con uno dei brindisi più teatrali e grandi di sempre con 10.000 calici di Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, uno dei simboli dell’Italia enoica.
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