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DA OGGI AL 15 APRILE

Esiste un modo di bere vino “all’italiana”? Sì, e lo racconterà Vinitaly 2026 a Verona

L’agenda WineNews, con il “day by day” degli eventi nell’evento mondiale di riferimento del settore che “tira la volata” della passione per l’Italia

Un racconto del vino italiano come simbolo del buon vivere all’italiana, amato nel mondo e rafforzato ancora di più dal riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Unesco, della quale è il compagno più fedele, e insieme alla quale sono convivialità e socialità, ma anche il medium per far conoscere al mondo la bellezza dell’Italia, per i legami che hanno con i territori, la storia, la cultura e le comunità. Se questo è Vinitaly a Verona - e se i mille e più motivi per non mancare li abbiamo già elencati - alla vigilia dell’evento di riferimento internazionale del vino italiano (Veronafiere, 12-15 aprile), non resta che far luce tra le migliaia di eventi nell’evento che WineNews ha messo in agenda (e che racconteremo “day by day” dal nostro “osservatorio” nel cuore della fiera, ospiti delle Marche, l’unica regione al “plurale” d’Italia, e dalla nostra redazione nel cuore della Toscana). Anche per i wine lovers, perché se la fiera è business e affari, grazie al “fuori salone pop” di “Vinitaly and the City” (10-12 aprile), è possibile vivere Verona e la Valpolicella in una grande degustazione collettiva condivisa, al via ufficialmente stasera con la vincitrice della Coppa del Mondo di Discesa Libera Laura Pirovano e un brindisi di Pinot Grigio Doc delle Venezie, “Official Wine” dell’edizione 2026, nella Loggia di Fra’ Giocondo, e che prosegue con tanti eventi culturali, tra cui lo spettacolo immersivo “Dentro c’è l’Italia”, una produzione originale che unisce linguaggi artistici differenti - danza, teatro e musica - per raccontare l’anima del vino italiano, firmato e diretto da Giuliano Peparini e organizzato da Veronafiere con OpportunItaly, il programma di accelerazione imprenditoriale del Ministero degli Affari Esteri e Ita-Italian Trade Agency, e patrocinato dal Ministero dell’Agricoltura - che, in fiera, porta una grande bottiglia dove “Dentro c’è l’Italia” e nella quale si entra in un racconto che unisce vino, natura, arte e cultura - con 150 performers della Peparini Academy sulla scalinata di Palazzo Barbieri in Piazza Bra (11 aprile), e, a seguire, con personaggi celebri come la speaker radiofonica Ema Stokholma, reduce dal Festival di Sanremo 2026.

Vinitaly 2026, #preview (11 aprile) - “Molta felicità sia agli uomini che nascono dove si trovano i buoni vini”
Diciamolo che già l’11 aprile si comincia bene, visto che “OperaWine” n. 15, la prestigiosa degustazione prologo di Vinitaly (Gallerie Mercatali), unica fuori dagli Usa firmata “Wine Spectator”, è prima di tutto una conferma della passione mondiale per il vino italiano, e da parte degli Stati Uniti in particolare, nostro primo mercato, come confermano i dati Istat 2025 che abbiamo analizzato con 1,75 miliardi di euro in valore (-9,1% sul 2024), seguiti da Germania e Regno Unito (ma anche in Italia, sempre secondo Istat, il vino resta “il più amato dagli italiani” negli ultimi 25 anni). E che una geopolitica complessa e nuovi abitudini di consumo non sembrano scalfire, come racconteranno le 150 migliori cantine dai territori top italiani selezionate dalla rivista Usa (che all’Italia, in una tradizione che si rinnova ormai da qualche anno, ha dedicato la copertina del numero Aprile 2026, che esce proprio quando c’è Vinitaly, con la nuova generazione dei “rampolli” del vino italiano). Una passione che diventa vero amore per il Belpaese e il “genio italiano” (lo stesso che WineNews ha fatto “rivivere” con l’Ai con i più grandi intellettuali di tutti i tempi che hanno dedicato pensieri al vino), celebrato attraverso Leonardo da Vinci per il quale “molta felicità sia agli uomini che nascono dove si trovano i buoni vini”, Camillo Benso Conte di Cavour e la Marchesa Giulia Colbert Falletti, “inventori” del Barolo, il “re dei vini”, e Mario Incisa della Rocchetto e Giacomo Tachis, “inventori” del Sassicaia e dei Supertuscans, i vini italiani più quotati e desiderati al mondo. Ed è questo il primo momento di confronto per tracciare un bilancio del primo trimestre 2026 con i produttori (con 4 su 10 che si aspettano un recupero, secondo un sondaggio WineNews) e con le istituzioni presenti dai Ministri dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ed il nuovo Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, con Matteo Zoppas, presidente Ita-Italian Trade Agency, Damiano Tommasi, sindaco Verona, ed i vertici di Veronafiere Federico Bricolo, presidente, Barbara Ferro, ad, e Gianni Bruno, dg vicario. Perché a Vinitaly ci sono ben 4.000 aziende, che rappresentano un settore che vale l’1,1% del Pil italiano, tra valore alla produzione (14 miliardi di euro) e indotto (che arriva a 45 miliardi di euro), e con un export che, nonostante tutto, ha tenuto, con 7,7 miliardi di euro nel 2025, grazie a 530.000 imprese e 870.000 occupati diretti nei 670.000 ettari del “Vigneto Italia”.

Vinitaly 2026, #day1 (12 aprile) - Esiste un modo di bere all’italiana?
Esiste un modo di bere all’italiana, fatto di qualità, moderazione, abbinamento con il cibo e consapevolezza che il vino è una bevanda culturale? È la domanda alla quale l’Italia del vino - pronta ad incontrare 1.000 buyers da 130 Paesi, grazie al programma di incoming di Veronafiere e Ita-Italian Trade Agency - sembra voler rispondere a Vinitaly 2026 (come abbiamo sottolineato, a proposito del consumo di bevande alcoliche, ricordando la storia di Nonino, tra i protagonisti di “Excellent Spirits” e dell’“Aperitivo all’italiana” con i principali bartender dei locali italiani dalla rinascita della grappa italiana al suo sdoganamento nella mixology “all’italiana” di qualità, di pari passo con l’educazione al consumo consapevole dei distillati). A partire dal Ministero dell’Agricoltura, che celebra il riconoscimento della Cucina Italiana Patrimonio Unesco, come un modo di stare insieme a tavola che non può essere tale senza vino, e “mette” in una grande bottiglia “l’Italia dentro”, tra vino, arte e cultura (come annunciato dal Ministro Francesco Lollobrigida, nei giorni scorsi, nel lancio di Vinitaly 2026 alla Camera a Roma): larga 30 metri e alta 10, vi si può entrare per vedere 22 vitigni italiani, tra sculture in arrivo dalla Galleria degli Uffizi e da Palazzo Pitti a Firenze, e, ancora, con i performers della Peparini Academy. Un’attenzione verso il settore da parte della politica nazionale ed europea, testimoniata dalla presenza a Vinitaly 2026 del Commissario Agricoltura Ue Christophe Hansen, della terza carica dello Stato, il veronese Lorenzo Fontana, Presidente della Camera, e, come detto, dei Ministri del Turismo Gianmarco Mazzi, anche lui veronese, delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, e, ancora, dei Ministri della Cultura Alessandro Giuli e dell’Istruzione Giuseppe Valditara e del Vice Premier e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani.
La Regione Lazio, con Arsial e, tra gli altri, i Consorzi Roma Doc, Cesanese di Olevano Romano e Atina Dop, ça va san dire, racconta la “Dolce Vita” come espressione contemporanea del vino e di uno stile di vita riconoscibile, perché c’è un modo di vivere il vino che va oltre il calice, ed è fatto di territori, persone, cultura, identità e qualità, come quella raggiunta dai vini della regione che la Fis-Fondazione Italiana Sommelier mette a confronto in blind tasting con grandi etichette italiane. Gianni Gagliardo, tra i più importanti produttori del Barolo e d’Italia, ha raccontato “Il fascino di un Paese straordinario” in un libro che viene presentato alla Regione Piemonte con l’Assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni. Anche la Regione Friuli Venezia Giulia, Ersa-Agenzia regionale per lo sviluppo rurale, PromoTurismoFvg e Io Sono Friuli Venezia Giulia, mostrano le “Connessioni di Eccellenza” tra il sistema vino ed il suo territorio e mettendo sempre più al centro l’essere umano con le sue passioni, brindando con l’Ambasciatrice del Friuli Samira Rui, Stefano Zannier, assessore Risorse Agroalimentari, e Sergio Emidio Bini, assessore Attività Produttive e Turismo. Ma se ne parla anche con “Non siamo fuori moda, siamo fuori linguaggio - Valori, identità e nuove generazioni”, talk promosso da Duca di Salaparuta con la giornalista Adua Villa e Francesco Quarna, voce di Radio Deejay e appassionato di vino, per discutere di nuove modalità di comunicazione e nuovi linguaggi, che tengano conto dell’evoluzione del sistema valoriale sopratutto nei giovani. Sullo sfondo di una Sicilia, da dove Donnafugata presenta il cortometraggio “Pranzo in famiglia”, tra vino, memoria, arte, moda (con la griffe che svela la nuova annata di Bollicina Gold con Dolce &Gabbana) e futuro e la gioia di stare insieme e condividere del buon cibo e dell’ottimo vino. E se con “Lugana Soundscape” i partecipanti, dotati di cuffie e bendati, vivono una degustazione al buio guidata esclusivamente dal suono e dal vino, grazie ad una composizione sonora firmata dal produttore italiano Cemento Atlantico che ha registrato dal vivo i rumori del territorio del Lago di Garda per il Consorzio (che presenta anche il progetto “Lugana Vitae-Vino, Influenza del Terreno e dell’AmbientE” che indaga in modo scientifico il pedoclima, alla base dell’identità del vino bianco italiano, realizzato con Fondazione Edmund Mach e Università di Verona ed il coinvolgimento dell’Assessore all’Agricoltura Regione Lombardia, Alessandro Beduschi), con l’“Abruzzo Virtual Tour”, indossando un visore, si può fare un viaggio immersivo tra territori, denominazioni e luoghi di interesse secondo il Consorzio Vini d’Abruzzo. E come in un loop, dal ritmo frenetico della fiera, assaggiando i vini, ci si ritrova in una dimensione sospesa, fatta della bellezza dei territori vitati, tempo della natura e piccoli gesti: Serena Wines 1881 lo chiama “Quality Times”, ed è lo stesso sia che si assaggino Prosecco, Metodo Classico, vini più complessi o etichette più leggere, cocktails o analcolici.
La formula del “cocktail conviviale” per incontrare e confrontarsi con le sue aziende di eccellenza è quella scelta anche dalla Cia-Agricoltori Italiani, mentre “Brilla! E Vetz” è un “aperitivo conviviale” con il quale Argea vuole dare una nuova espressione all’aperitivo italiano contemporaneo, tra vino, ready-to-drink e No-Lo. E a proposito di no e low alcol, ai quali è dedicata, per la prima volta, la “NoLo - Vinitaly Experience”, frutto della collaborazione Veronafiere - Unione Italiana Vini (Uiv), proprio dalla Valpolicella c’è Frizero, il primo impianto di dealcolazione in Italia ad aver ottenuto l’autorizzazione per la produzione di vino dealcolato, ma ci sono anche J.Hofstätter - Dr. Fischer con lo slogan “We define zero”, VasonGroup, Caviro, Iwb e Lea Winery. E tra referenze No-Lo, underwaters wine - con Jamin UnderWaterWines che porta in fiera i vini affinati nei mari italiani - vitigni rari e vini in anfora, torna anche “Amphora Revolution”, edizione n. 3 del progetto che vede insieme Merano WineFestival e Vinitaly, accanto a Vinitaly Bio ed i Raw Wine, ovvero i vini naturali, e cantine da 14 Paesi del mondo, nell’International Hall, che vanno dalla Francia alla Georgia, dall’Armenia agli Usa, dalla Germania al Giappone.
Tra le degustazioni, Luciano Ferraro, vice direttore “Corriere della Sera” e autore con James Suckling de “I migliori 100 vini e vignaioli d’Italia” punta i riflettori sulle “Cantine top e i vini dell’enoturismo”, ovvero da Endrizzi a Cottanera, da Feudi di San Gregorio ad Ambrogio e Giovanni Folonari, da Villa della Torre (Marilisa Allegrini a Caprili, da Ceretto a Il Borro-Ferragamo, da Argiolas a Masi. Bruce Sanderson, tasting director “Wine Spectator”, dedica i suoi workshop al “Barolo, then and now” e alla vendemmia 2016 del Chianti Classico a 10 anni dalla sua produzione. Tasting, quelli dei magazine internazionali che vanno da “Rooted in Italy: Native varieties at the pinnacle of Dwwa - Decanter World Wine Awards scoring” di “Decanter” a “Top of Toscana 2026: nel regno della regione regina della viticoltura italiana” di “Vinum”, ed a “Barolo vs Barbaresco: power and precision” dell’International Wine and Spirit Competition. Accanto a “Young to Young”, con i giovani produttori secondo il duo de “Il Golosario” Paolo Massobrio-Marco Gatti, ed ai “MicroMegaWines - Micro Size, Mega Quality” secondo il wine critica Ian D’Agata. La masterclass “Giulio Ferrari e Ferrari Riserva Lunelli: un viaggio nel tempo nell’Archivio di Famiglia” con la famiglia Lunelli e lo chev de cave Cyril Brun racconta, invece, l’evoluzione nel tempo del Trentodoc, il Metodo Classico di montagna che, secondo l’Osservatorio dell’Istituto Trento Doc che presenta i dati, brinda ad una crescita stabile e costante. Tradizionale, il “Tre Bicchieri Grand Tasting” con i vini “Tre Bicchieri” della guida “Vini d’Italia” 2026 del Gambero Rosso. “Anima Vulcanica - Dalla montagna dell’Etna all’isola di Pantelleria” del Consorzio dei Vini Etna Doc (con la presenza più grande di sempre di cantine e vini a Vinitaly), condotta da Andrea Amadei, volto e voce di “Decanter” Radio2 Rai e Rai1 e curatore di “The Art of Wine”, è, invece, un focus sui vini vulcanici insieme alla Doc Pantelleria. Con il progetto “7 terre per 7 vini”, Valle dell’Acate associa a ogni vino il territorio più rappresentativo di Sicilia per dare al prodotto finale un’espressione caratterizzata e altamente qualitativa. Cibo di territorio e vini di territori meno noti, ma molti identitari, è il fil rouge delle masterclass della Regione Toscana (che per la prima volta ha il suo spazio istituzionale in fiera), un viaggio tra la viticoltura delle isole Elba, Capraia e Giglio e del Candia dei Colli Apuani, dei Colli di Luni, del Mugello e del Casentino, tra gli altri, ed i piatti della loro tradizione. Pierdario Fasciano, “Miglior Sommelier Fisar” 2025, conduce la masterclass “Franciacorta, il Territorio nel Calice”, tra bollicine, paesaggio, gastronomia e cultura, ma anche tra tradizione e provocazione. Sguardo oltralpe, con i tasting “Vins de Bordeaux, the unexpected reds of Bordeaux” e “Les grands chais de France: sorprendente Loira”.
E da Bordeaux a Verona, passando per l’Umbria, ricordare e celebrare il “re” dell’assemblage, con aneddoti, curiosità e sorsi della Linea Signature creata dalla cantina umbra, artefice della rinascita del Sagrantino e del suo rilancio alla ribalta internazionale con il territorio di Montefalco con il più grande enologo della nostra epoca, è quello che farà Arnaldo Caprai, con una degustazione in ricordo di Michel Rolland - l’“uomo che ha inventato il vino moderno” e un “monumento dell’enologia mondiale”, della cui scomparsa WineNews ha dato notizia nei giorni scorsi - con Marco Caprai (evento riservato ai media, il 12, 13 e 14 aprile), e con nei calici Spinning Beauty Montefalco Sagrantino Docg (2015-2016), Belcompare Umbria Merlot Igt (2020-2021) e Malcompare Umbria Pinot Nero Igt (2020-2021).
Tra le bottiglie curiose, restando in Umbria, c’è Speco è il vino dedicato agli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, 100% Ciliegiolo prodotto da Leonardo Bussoletti nei vigneti vicini al Santo Sepolcro di Narni, luogo del miracolo francescano dell’acqua trasformata in vino. Ma ci sono anche le bollicine di “Romeo & Juliet”, gli spumanti Torre dei Vescovi di Cantine Vitevitis che nascono nei vigneti attorno ai Castelli di Montecchio che ispirarono il capolavoro di William Shakespeare ambientato a Verona.
Immancabile come sempre, in fiera, il legame tra vino & sport, che porta a Vinitaly 2026 Arianna Fontana, l’atleta italiana più medagliata nella storia dei Giochi Olimpici e Brand Ambassador della Valtellina, protagonista di un brindisi con il Consorzio dei Vini di Valtellina. Ma anche con la Louis Vuitton 38th America’s Cup, la più prestigiosa e antica competizione velica al mondo, in programma nel Golfo di Napoli nel 2027, e che coinvolgerà tutta la Regione Campania (e alla quale è dedicata la conferenza stampa di apertura di Vinitaly). E per gli amanti del Motomondiale, Viticoltori Ponte ospita la mitica Honda Rc213V del team Lcr Honda di cui è “Official Supplier” in MotoGp, il cui prototipo è stato protagonista di una memorabile vittoria lo scorso anno a Le Mans con il pilota Johann Zarco.

Vinitaly 2026, #day2 (13 aprile) - Il mix vino-cibo-territori “tira la volata” della passione per l’Italia
Accanto al vino ed ai territori, fa il suo ingresso il cibo, con “Quality Heritage of Europe - Qhe”, il progetto che vede alleati i Consorzi dei Vini della Valpolicella e del Parmigiano Reggiano, come racconteranno accompagnando Amarone, Valpolicella e Recioto con diverse stagionature di Parmigiano, fino a 90 mesi. E con il Consorzio del Parmigiano che, guidato da Nicola Bertinelli, dedica l’apertura di una forma, alla Regione Emilia-Romagna al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ed al Commissario all’Agricoltura Ue Christophe Hansen. In Emilia-Romagna nasce anche Cantina QN nel progetto QN Distretti del “Quotidiano Nazionale” in cui si parla di “Vite al limite: navigare la tempesta perfetta del vino italiano”, con Unione Italiana Vini-Uiv, Sace, Simest ed Enoteca Regionale Emilia Romagna. The Wine Net, invece, la Rete tra le eccellenze cooperative italiane (La Guardiense, Cva Canicattì, Cantina Frentana, Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano, Colli del Soligo e Pertinace), si racconta nella masterclass “Enoturismo cooperativo: sei regioni, sei vini, sei esperienze” attraverso il mix vino-cibo-territorio, nel format dedicato al settore di Vinitaly Tourism. Un settore della cui evoluzione ed impatto culturale, economico e narrativo, alla Regione Siciliana, parla anche Assovini Sicilia nell’incontro “Viaggio in Sicilia: le nuove frontiere dell’enoturismo”, moderato dal direttore Tg1 Gian Marco Chiocci, con Luca Sammartino, assessore per l’Agricoltura Regione Siciliana, la presidente Assovini Mariangela Cambria, le produttrici Francesca Planeta (Planeta), nel board de La Sicilia di Ulisse, e Federica Fina (Cantine Fina), neo presidente Movimento Turismo del Vino Sicilia, Filippo Magnani, fondatore Fufluns Wine Tours, il giornalista di viaggi Federico Geremei, l’editore Giulio Perroni e Filippo Galanti, co-founder Wine Suite. “Dal vigneto alla voce: chi racconta oggi i Paesaggi vitivinicoli Unesco del Piemonte” è, invece, il progetto di narrazione digitale con protagonisti i giovani accanto ai produttori dell’Ente Turismo Langhe Roero e Monferrato. Focus del Soave, quindi, sui “Giahs, Fao: le potenzialità del Paesaggio” e di quei comprensori agricoli dove l’agricoltore, grazie al suo lavoro, garantisce il mantenimento e l’integrità del paesaggio, con Cristian Ridolfi, presidente Consorzio, Mauro Agnoletti, presidente Associazione dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico (Pris) E.T.S., Isabella Burganti, assessore al Turismo e alla Cultura Comune di Trevi per la Fascia Olivata Assisi-Spoleto, e Salvatore Aceto, delegato Confagricoltura Limonicoltura Costa d’Amalfi per il Sistema Agricolo Terrazzato della Costiera Amalfitana.
Tra le degustazioni, i “Grand Tasting”, le “super degustazioni” firmate Vinitaly, iniziano con “The Reason Whyte”, i bianchi italiani che si guadagnano un posto in tavola facendo ciò che nessun altro vino sa fare, guidata dal Master of Wine Gabriele Gorelli, con le griffe Cantina Terlano, Capichera, Masciarelli, Inama, Les Crêtes, Frescobaldi, Monteleone, Tenute Alois, Tenuta di Fiorano, Vie de Romans, Vietti e Villa Bucci. “Great Super Tuscan Vintages: tasting 2021 vintage benchmarked to 2015”, è il tasting del Comitato Historical Super Tuscans - che riunisce le cantine che hanno fatto nascere i Super Tuscan nel Chianti Classico (San Felice, Marchesi Antinori, Montevertine, Castello di Monsanto, Castellare di Castellina, Isole e Olena, Badia a Coltibuono, Querciabella, Castello di Fonterutoli, Ambrogio & Giovanni Folonari, Riecine, Fèlsina, Castello di Volpaia, Castello di Ama, Castello di Albola e Brancaia) - con la Master of Wine Michelle Cherutti-Kowal. Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino parla di “Rosso di Montalcino. Indipendenza di un vino contemporaneo”, con il divulgatore enoico Francesco Saverio Russo. Il Consorzio del Bianco di Pitigliano e Sovana racconta “Pitigliano e Sovana: due anime, un’identità”. A guidare le masterclass dedicate ai vini bianchi, rossi, rosati e alle bollicine della Regione Campania sono, invece, tutte wine experts, da Chiara Giannotti (13 aprile) a Chiara Giovoni ed alla Master of Wine Cristina Mercuri (14 aprile), a Chiara Giorleo (15 aprile). Le Donne del Vino guidano per la Regione Veneto “Degusta, Ascolta, Scopri - Un viaggio nel Recioto della Valpolicella, attraverso il docufilm “La Vigna di Demetrio Zaccaria”, fondatore della Biblioteca Internazionale La Vigna di Vicenza, una delle più straordinarie biblioteche enologiche al mondo, e per la Regione Marche conducono la tavola rotonda “Wine Power & Le Marche al Femminile”, con Gabriele Micozzi, docente Marketing e Strategie Luiss Business School e Università Politecnica delle Marche, con la presentazione de “La Cartolina delle Marche”, nuovo progetto di marketing territoriale con itinerari enoturistici al femminile. E se la regione presenta anche “Il vino biologico nelle Marche” e il Distretto Biologico delle Marche, con, tra gli altri, Enrico Rossi, vicepresidente e assessore Agricoltura della Regione, ed Alberto Mazzoni, direttore Istituto Marchigiano di Tutela Vini-Imt, lo stesso Istituto racconta “Il Matelica in verticale”, ovvero il Verdicchio di Matelica, nicchia riconosciuta tra i grandi bianchi italiani. La Regione Friuli Venezia Giulia firma, invece, le masterclass “Wines of Friuli Venezia Giulia with Pietro Russo Master of Wine” e “Wines of Friuli Venezia Giulia with Filippo Bartolotta”. Il Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg fa guidare la degustazione “Oltre il tempo: paesaggio ed evoluzione tra Conegliano Valdobbiadene e Vulture. Quando territorio e uomo definiscono la capacità di un vino di evolvere” alla Master of Wine Cristina Mercuri.
Sangue d’Oro, il progetto enologico di Carole Bouquet, oggi nel portafoglio Pasqua Vini, è al centro della masterclass “Passiti a confronto: Sangue d’Oro e le interpretazioni artigiane di un grande vino di Pantellaria, condotta da Giuseppe Carrus, firma del Gambero Rosso. Artimino Wine Estate illustra “Una nuova interpretazione del Sangiovese tra Chianti Montalbano e Carmignano e una rilettura contemporanea delle varietà francesi storicamente presenti nel territorio”, con Annabella Pascale, presidente Artimino, Attilio Scienza, tra i massimi esperti di viticoltura al mondo (protagonista anche del firmacopie a Vinitaly del volume “An Italian wine pilgrimage: with Professor Attilio Scienza” con Stevie Kim, Mamma Jumbo Shrimp Edizioni), e l’enologo Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi. Quindi, come da tradizione, il Seminario Masi n. 36 dedicato a “L’Amarone tra passato e futuro: inedita degustazione di storiche annate dagli Anni Settanta ad oggi” con un assaggio verticale di Serego Alighieri Vaio Armaron Amarone Classico della Valpolicella Docg 1979, 1988, 1997, 2008 e 2017. Il Consorzio Alta Langa, guidato da Giovanni Minetti, presenta, invece, la mappa geologica dell’Alta Langa Docg alla Regione Piemonte, curata da Edmondo Bonelli, enotecnico, dottore in Scienze Naturali ed esperto di geologia e suoli. Il Consorzio Classese Oltrepò Pavese svela le prime 40 etichette di Classese, la nuova veste dell’Oltrepò Pavese Metodo Classico Docg, in Regione Lombardia, terra, evidentemente vocata alla tipologia, visto il prestigio delle bollicine Franciacorta Docg. Il Seminario Veronelli ricorda il maestro del giornalismo enogastronomico italiano nel centenario della nascita con “Camminare la terra con Luigi Veronelli: vigne iconiche e vini straordinari”. Ma è possibile incontrare anche la community delle Sbarbatelle, giovani produttrici under 40 di tutta Italia ed assaggiare i loro vini. Uno sguardo al “Sudafrica: un Calice di Storia e Innovazione”, con l’eccellenza dei vini del Sudafrica raccontati come sempre a Vinitaly da Afriwines, ma anche allo “Champagne oggi: stili, terroir e interpretazioni” con Gilbert & Gaillard.
A 10 anni dalla morte di Giacomo Tachis, figura chiave e rivoluzionaria nella produzione del vino italiano (del quale WineNews comunicò al mondo la scomparsa), Vinitaly ospita una masterclass organizzata da “Somm is the Future” in collaborazione con Assoenologi, che riunisce enologi e sommelier per rileggere la sua eredità attraverso alcuni dei vini più rappresentativi nati dalla sua visione, guidata da Paolo Porfidio, founder Somm is the Future, Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi, e Paolo Brogioni, direttore Assoenologi, con la figlia Ilaria Tachis: “10 anni dopo Tachis - I vini che hanno cambiato l’Italia”, con alcune delle realtà d’eccellenza che hanno condiviso un legame significativo con Tachis, da Argiolas (con Mariano Murru) a Donnafugata (con Antonio Rallo), da Umani Ronchi a Casale Falchini (con Elisabetta Barbieri), dalla Tenuta San Guido a San Leonardo (con Anselmo Guerrieri Gonzaga), da Podere La Villa a Feudi del Pisciotto (con Alessandro Cellai), e la sua visione capace di interpretare il vino italiano in chiave moderna, valorizzando tanto i vitigni internazionali quanto quelli autoctoni.
Con Omnia Technologies si parla di “Dealcolazione di qualità: visioni a confronto” offrendo una prospettiva concreta sull’evoluzione della dealcolazione nel mondo del vino con il contributo dei principali protagonisti italiani ed europei, come Mack & Schühle Italia, con la Wine Ambassador e neo Master of Wine Cristina Mercuri, e con Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi, Ce.Vi.V., Divin e La Cantina Pizzolato. Ma anche “Meininger” racconta i “Best of Mundus Vini non-alcoholic. An overview of the best non-alcoholic sparkling, white and red wines from the current spring tasting”.
La collettiva Fivi, la Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti guidata da Rita Babini, presenta la ricerca “Scelte di crescita e gestione finanziaria nelle aziende vitivinicole verticali” realizzata dall’Invernizzi Agri Lab di Sda Bocconi School of Management, diretto da Vitaliano Fiorillo, con il sostegno della Fondazione Romeo ed Enrica Invernizzi e Crédit Agricole Italia. E sul ruolo della viticoltura eroica nella custodia dei territori e delle comunità, tra sfide globali e nuove prospettive, fa il punto l’Osservatorio Cervim alla Regione Valle d’Aosta con il Consorzio Vini Valle d’Aosta. Tra le curiosità, c’è una domanda: “Cosa succede quando in vigna tornano alberi, bosco e uccelli?”. A parlare di agrifortestazione e avifauna è Castello di Grumello, con l’arboricoltore e direttore Stefano Lorenzi e con il dottore forestale Luca Mamprin, per capire come biodiversità e paesaggio incidono sulla qualità del vino, insieme a produttori di tutta Italia che hanno scelto di percorrere la stessa strada. Ma ci sono anche i vini più rappresentativi di Ruggeri, “I Classici”, vestiti di simboli, paesaggi, tradizioni e racconti di Valdobbiadene in un’edizione limitata firmata dall’artista e designer Sara Ricciardi.
Last but not least, la mixology, con “Dal calice al cocktail”, workshop guidato dal flair bartender Giorgio Facchinetti per il Consorzio dell’Asti Docg per esplorare nuove occasioni di consumo, in cui i drink miscelati si abbinano ai dolci della Pasticceria Bisco. Il Brachetto va, invece, da “Il Brachetto in tre atti” che mostra come lo stesso vitigno possa passare dal Metodo Martinotti al passito, a “Dolce, salato e Acqui”, una sfida gastronomica di abbinamento vino-prodotti di territorio, fino ai cocktails firmati dal bartender Davide Oglietti. E se “Lessini Durello Happy Hour” propone cocktails a base di Lessini Durello Metodo Classico con Flair Division, anche il Marsala va oltre i cliché, in versione cocktail negli “Aperitivi con Florio”.
Ma, a tirare la volata dell’eccellenza italiana e della passione per il vino italiano, e per l’Italia più in generale, è il Pinot Grigio Doc delle Venezie, “Official Wine” del Giro d’Italia 2026, due ambasciatori dell’Italian Style con una forte vocazione internazionale protagonisti di un appuntamento che unisce sport, territorio e identità italiana, come il Consorzio Doc delle Venezie, guidato da Luca Rigotti, che ha stretto la prestigiosa partnership con Rcs Sport, spiega al Ministero dell’Agricoltura, con i rappresentanti di Rcs MediaGroup ed i principali attori della promozione del territorio e del turismo delle Regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.

Vinitaly 2026, #day3 (14 aprile) - Vini rossi, bianchi e “se sono rosé fioriranno”
Cucina, arte, sport, ma anche cinema, sono tra i simboli del made in Italy che si uniscono al vino italiano per raccontare al mondo il nostro Paese. Nasce così la terza limited edition del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg dedicata alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia n. 83, svelata dal Consorzio con la giornalista e conduttrice Tv Gaia Padovan, in abbinamento ad un piatto d’autore dello chef Tino Vettorello per celebrare l’eccellenza e la creatività che uniscono arte e alta cucina. A proposito di “sinergie”, il concept “Partner in Wine - Immagini al servizio di un’idea”, Cuzziol GrandiVini, tra i distributori più qualificati, mette in scena un percorso narrativo che interpreta la distribuzione non come funzione logistica, ma come infrastruttura culturale e relazionale, attraverso una sequenza di illustrazioni sulla complessità del sistema vino e le interazioni tra produzione, mercato e identità territoriale. Ma ospita anche grandi produttori esteri, da Domaine Marjan Simcic a Verus, da Kozlovic a Domaine Paul Jaboulet Ainé, da Mandois a Vincent Girardin, da Marcel Deiss a Von Winning, e firma una masterclass guidata da Alice Paillard con la presentazione della nuova Cuvée della Maison Bruno Paillard, Blanc de Blancs 2015. Ed proposito, invece, di “vino al femminile”, le Donne del Vino e Regione Piemonte presentano lo studio su “Il ruolo delle donne nella trasformazione dei modelli di governance e di leadership nelle aziende vitivinicole” con Pierpaolo Penco, responsabile formazione Wine Business Mib Trieste School of Management, e tra le altre, le vicepresidenti Francesca Poggio e Marianna Cardone, Giovanna Prandini, ad Perla del Garda e presidente Ascovilo, e Karoline Walch, ad Elena Walch. In una giornata “in rosa, visto che è anche quella del primo brindisi ufficiale dell’Asti Rosé, con il quale il Consorzio dell’Asti Docg celebra l’introduzione della nuova tipologia nel disciplinare di produzione del Consorzio dell’Asti Docg. E, tra le degustazioni, ai vini rosati è dedicata anche “Se son rosé: tre territori, un colore, infinite sfumature”, ovvero Brescia, Cuneo e Siena, organizzata da Confagricoltura, condotta dalla giornalista Adua Villa e con cantine come San Gregorio e Donatella Cinelli Colombini, e come testimonials Ofelia Passaponti, Miss Italia 2024, e Irene Siragusa, velocista della nazionale italiana.
Il primo dei “Grand Tasting” di Vinitaly è dedicato, invece, a “Dal Pinot Nero alla Monica, dal Bellone al Cabernet Sauvignon, dal Barolo all’Amarone, passando per la Germania e la Cina” con il wine writer Ian D’Agata, la Master of Wine Maddy Jimerson e Andrea Gualdoni, “Miglior Sommelier d’Italia Ais - Premio Trentodoc” 2024, con le cantine Berlucchi Franciacorta, Cadgal, Pasqua/Carole Bouquet, Feudo Montoni, Benanti, Zenato, Tiberio, Santadi, Redalmo, Passopisciaro, Elena Walch, Cogno, Tua Rita, Folonari e Tedeschi. A seguire, “Eccellenze d’Italia: Viaggio nelle Grandi Annate delle Cantine Storiche” con Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi, e Luciano Ferraro, vicedirettore “Corriere della Sera”, e le griffe Bellavista, Casanova di Neri, Castello di Ama, Di Meo, Donnafugata, Famiglia Cotarella, Giuseppe Quintarelli, Marchesi Antinori, Montevetrano, San Salvatore, Tenuta San Guido, Terlano e Vietti. “Il mio nome è Toscana: le novità del disciplinare del vino Toscana Igt” è l’evento del Consorzio Vino Toscana Igt alla Regione Toscana, dove il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano racconta “Le Pievi del Vino Nobile di Montepulciano: passeggiando nella storia dietro al vino”, mentre il Consorzio del Morellino di Scansano illustra la nascita e le peculiarità della nuova tipologia Superiore. Quindi, il Master of Wine Gabriel Gorelli conduce la masteclass “Illustrios Legacy. Brunello di Montalcino Riserva and vintage personality” per il Consorzio con una selezione di annate rappresentative dei diversi decenni di storia della denominazione per offrire uno sguardo sulla continuità stilistica della Riserva. Viaggio attraverso le annate, tra stile, territorio ed identità anche per Citra Vini con la verticale condotta da Riccardo Cotarella, “Caroso e Laus Vitae, quando gli anni non contano”. A proposito di grandi rossi italiani, le Famiglie Storiche firmano la degustazione “Amarone: il tempo, la sala, la scelta”, dedicata all’evoluzione stilistica e alla versatilità gastronomica dell’Amarone della Valpolicella, con Roberto Anesi, Miglior Sommelier d’Italia Ais-Associazione Italiana Sommelier 2017. Dai grandi rossi ai grandi bianchi, l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini-Imt racconta il “Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg: emblema di un territorio”. Il Consorzio del Lambrusco presenta, quindi, con l’enologo Ruben Larentis, il progetto di valorizzazione dello Spergola Metodo Classico nella masterclass “Spergola: radici profonde, sguardo al futuro”

Vinitaly 2026, #lastday (15 aprile) - Il vino italiano guarda al futuro come patrimonio dell’umanità
A lanciare uno sguardo al futuro, è il Consorzio Vini di Romagna che presenta ufficialmente la nuova mappa delle Sottozone del Romagna Sangiovese, un’opera cartografica minuziosa realizzata da Alessandro Masnaghetti, il “cartografo del vino”, per comprendere le sfumature che rendono unico ogni calice di Sangiovese in base alla sua precisa origine. Graspo (Gruppo di Ricerca Ampelografica per la Salvaguardia e la Preservazione dell’Originalità viticola) svela, invece, il nuovo volume sui “Vitigni Rari italiani. Storie di Patriarchi, Profeti ed Eroi”. E Coravin, leader nei sistemi per il servizio del vino “by-the-glass” lancia un’esclusiva Wine List insieme alla storica griffe del Barolo Ceretto e la nuova “The Coravin Guide”, prima e unica guida digitale con alle migliori carte dei vini al bicchiere del mondo
Tra le degustazioni, Le Donne del Vino raccontano “La Longevità dei vini autoctoni bianchi del Friuli Venezia Giulia”, e anche Vite in Riviera, la rete di imprese del Ponente Ligure, mostra la longevità inaspettata dei suoi vini. Dall’altra sponda del mare, la Regione Sardegna mette in “Dialogo vini e sapori a km 0”, per scoprire la versatilità del vino sardo con la grande ricchezza gastronomica dell’isola.
Infine, la conferma di come il vino sia un patrimonio culturale dell’umanità, arriva proprio dalla Valpolicella, con il rito della messa a riposo delle uve, ufficialmente candidato all’Unesco dal Ministero della Cultura, e che, guardando oltre Vinitaly (il 18 aprile, ma sempre a Veronafiere), sarà al centro della masterclass guidata dalla Master of Wine Sarah Heller per il Consorzio Vini Valpolicella, “The Appassimento Legacy: between heritage and modern excellence”.

Focus - Di cosa si parla a Vinitaly 2026? Mercati, consumi, salute, sostenibilità e, soprattutto, di enoturismo e No-Lo
L’attualità più stringente, con i suoi imprevedibili mutamenti, ma anche trend in via di sviluppo o consolidati, dall’enoturismo, sempre più importante per le economie delle cantine italiane, e la nuova frontiera, in buona parte inesplorata per quanto, secondo alcuni, promettente, dei cosiddetti vino No-Lo, accanto ai focus sulle normative europee fondamentali per il settore, dalla Pac all’Ocm Vino, ed agli accordi internazionali, e ad approfondimenti sul tema dell’efficienza energetica, ma non solo: tra mercato e glamour, Vinitaly 2026 è, come sempre, il luogo dove addetti ai lavori, esperti e rappresentati della filiera si incontrano per approfondire il presente ed il futuro del vino italiano (e non solo) con studi, ricerche, dibattiti e talk. Si parte, ovviamente, il 12 aprile, con la classica “Opening Ceremony” di Vinitaly, con i vertici di Veronafiere, le istituzioni ed i rappresentanti di filiera, e la consegna dei premi “Vinitaly International Award” a Lamberto Frescobaldi, alla guida di Marchesi Frescobaldi, e ad Antonio Stopper, alla guida di Stoppervini, il “Premio alla Carriera” al professor Attilio Scienza, il premio “100 anni d’Eccellenza” a Valdo Spumanti e al Consorzio del Vino Bardolino, il nuovo premio “Miglior format di ristorazione” a Gucci Osteria di Massimo Bottura, ed i premi “Taste of Italy - Wine List Excellence” a La Ciau del Tornavento, Enoteca Pinchiorri, Antica Bottega del Vino, Ristorante Cracco, Roscioli, Babbo di New York, Felix Trattoria di Los Angeles, Giulietta a Toronto, Fasano a San Paolo, e 8 ½ Otto e Mezzo Bombana ad Hong Kong, ed il “Premio Vinitaly Territory Ambassador” ad Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute.
Poi, si entra subito nel vivo di uno degli argomenti più caldi di questa edizione di Vinitaly, l’enoturismo, con “Progettare l’Enoturismo: trasformare l’ospitalità in unità strategica di business per le cantine”, con Silvia Ghirelli, “Hospitality Consultant”, Bruno Pellegrini, fondatore della prima piattaforma al mondo di “Travel Podcasting”, Loquis, e Luca Fois, esperto di design e docente al Politecnico di Milano. Di dazi, guardando ovviamente agli Usa, e mercati diversi, con focus sull’accordo Ue-Mercosur, si parla, invece, in “Export 2026: strumenti legali per la diversificazione dei mercati e la gestione del rischio dazi” nel tradizionale meeting firmato Ugivi - Unione Giuristi della Vite e del Vino, con esperti ed avvocati di diversi fori, ed i vertici di Consorzi come Doc Delle Venezie, Valpolicella e Lugana. Si rimane in ambito “normativo”, ma tornando al turismo del vino, nel talk su “Come orientarsi nella giungla della normativa che regola l’enoturismo”, con Luca Castagnetti di StudioImpresa, mentre il professor Vincenzo Russo dello Iulm di Milano e Davide Gangi di Vinoway Italia parlano di “Enoturismo e nuove generazioni: la leva strategica e neuroscientifica per il futuro del vino italiano”. Con Coldiretti si parla, invece, di “Liberiamo il vino - Proteggere e promuovere un pilastro del Made in Italy” alla presenza, tra gli altri, di Ettore Prandini, presidente Coldiretti, Luigi Scordamaglia, ad Filiera Italia, Matteo Zoppas, presidente Agenzia Ice, Alberto Stefani, presidente Regione Veneto, Federico Bricolo, presidente Veronafiere, Francesco Ferreri, presidente Consulta Vino, Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi, e Dominga Cotarella, presidente Fondazione Campagna Amica e Terranostra. A seguire, l’incontro organizzato da Ismea congiuntamente con il Ministero dell’Agricoltura su “Il vino italiano dall’analisi di mercato alle politiche di settore - Il nuovo Bando Ocm Promozione del vino nei mercati dei Paesi terzi”, dedicato all’analisi dello scenario competitivo e delle prospettive di crescita della domanda nei mercati esteri, anche alla luce dei recenti accordi di libero scambio con il Mercosur e l’India, e nel quale il Ministero dell’Agricoltura illustra il nuovo avviso per la presentazione dei progetti di promozione del vino nell’ambito dell’Intervento settoriale dedicato ai Paesi terzi, offrendo agli operatori un quadro aggiornato delle opportunità di sostegno all’internazionalizzazione, con Livio Proietti, presidente Ismea, Tiziana Sarnari, responsabile Ufficio Indicazioni Geografiche Ismea, Marco Lupo, capo Dipartimento della Sovranità Alimentare, Teresa Nicolazzi, dg Agebil, Rita Babini, presidente Fivi, Luca Rigotti, presidente Gruppo Mezzacorona, responsabile Vino Confcooperative, presidente Consorzio Doc delle Venezie, e presidente Gruppo di Lavoro Vino Copa-Cogeca, Gabriel Castelli, direttore Federvini, Carmen Caruccio, Senior Policy Officer Unione Italiana Vini-Uiv, e Silvana Ballotta, manager Business Strategies.
Con lo stesso macro argomento dell’enoturismo si aprono anche i talk del 13 aprile, con la presentazione delle prima delle tante ricerche sul tema, ovvero, “Enoturismo in Italia, il valore della prossimità Il viaggio verso le cantine: la vera sfida dell’enoturismo” con lo studio curato dal Ceseo - Centro Studi Enoturismo e Oleoturismo dell’Università Lumsa, guidato da Dario Stefàno, per il Movimento Turismo del Vino presieduto da Violante Cinelli Colombini, seguita da “L’Italia del vino nel turismo globale. Attrattività e posizionamento nel mercato americano” realizzata da Roberta Garibaldi, esperta di turismo, docente di Tourism Management all’Università di Bergamo, in collaborazione con Vinitaly Tourism. Quindi, un classico, ovvero il focus su “Il vino nella grande distribuzione: dinamiche di mercato e criticità emergenti”, che vede intorno al tavolo Virgilio Romano, Business Insight Director Circana, Alberto Arcidiacono, responsabile Acquisti Private Label Beverage Crai, Lorenzo Cafissi, direttore Beverage NewPrinces Group, Valeria Gasparre, Country Director Italy - Illva Saronno e Duca di Salaparuta, in rappresentanza di Federvini, Laura Mayr, General Manager Ruggeri e consigliere e coordinatrice del Tavolo del Commercio Internazionale di Unione Italiana Vini - Uiv, Alessandra Manzato, Croup Category Manager Grocery e Bevande Conad, Eleanna Pizzinelli, responsabile Reparto Beverage Coop Italia, e Marco Usai, Wine specialist Md Discount. E se questo è un focus sul più importante canale della distribuzione del vino in Italia, in termini di volumi movimentati, guarda ai mercati del mondo “Il vino in un mondo che cambia: il valore del modello italiano oltre i dazi e lo scenario geopolitico”, by Federvini (che, nei giorni scorsi, ha promosso lo studio sul “Consumo responsabile di bevande alcoliche: The Italian Way” con l’Università La Sapienza di Roma, ndr), con gli interventi di Matteo Zoppas, presidente Ice, Federico Bricolo, presidente Veronafiere, Giacomo Ponti, presidente Federvini, Albiera Antinori, presidente Gruppo Vini Federvini, Paolo De Castro, presidente Nomisma, Bruna Bonori di TradeLab. A seguire, “No-Low, high level: vini analcolici che non sono più un Plan B”, con Noelia Oliver, Sales Manager BevZero, e Antonio Ciccarelli, responsabile Comunicazione Piccini, è una prima introduzione al tema dei vini dealcolati o a basso tenore alcolico. Ma si parla anche di scienza e sostenibilità, ed in particolare, del progetto “Grape4vine: riciclare gli scarti per proteggere il vigneto a “residuo zero””, nel talk organizzato dall’Università di Milano, con professori come Attilio Scienza, Silvia Laura Toffolatti, Gabriella De Lorenzis, Ileana Vigentini e Jacopo Bacenetti, e ricercatori Crea come Luca Nerva e Walter Chitarra. Si torna poi, ancora una volta, sull’enoturismo, con il focus firmato Slow Food Travel, “Nuovi viaggiatori, nuovi territori: il turismo che cambia e la risposta di Slow Food Travel” con Francesca Baldereschi, responsabile Slow Food Travel, ed i vertici di aziende come Cantine del Notaio, Cascina Chicco e Terra dei Re. Mentre al Ministero dell’Agricoltura è di scena “Il consumatore al centro - La nuova alleanza tra vino e ristorazione”, con la presentazione della prima indagine dell’Osservatorio Fipe-Uiv “Vino & Ristorazione”, in collaborazione con Vinitaly, su un panel rappresentativo di ristoranti e locali del Belpaese, illustrata da Carlo Flamini (Osservatorio del Vino di Unione Italiana Vini - Uiv) e Giulia Erba (Ufficio Studi Fipe-Confcommercio), con gli interventi di Federico Bricolo, presidente Veronafiere, Lamberto Frescobaldi, presidente Unione Italiana Vini-Uiv, e Lino Enrico Stoppani, presidente Fipe-Confcommercio, con le conclusioni del Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, moderati da Paolo Castelletti, segretario generale Uiv. Di “Vino, alimentazione e salute: questione di stile” si parla, invece, nel talk di Università di Milano da Confcooperative Fedagripesca con il presidente Raffaele Drei, il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, e Alberto Battezzati, professore di Fisiologia dell’Università di Milano, oggi uno dei temi più dibattuti sia nei contesti scientifici che nelle politiche pubbliche, come dimostra il crescente interesse di istituzioni, associazioni e organismi internazionali nel definire linee guida sul consumo responsabile, legato anche ad un modello alimentare equilibrato. “Vino e Longevità. Salute, cultura, convivialità e tendenze” è il tema della conferenza promossa da Signorvino al Ministero dell’Agricoltura per presentare il board dell’Accademia Internazionale del Bere in Salute (Aibs), organismo scientifico che al fianco del professor Giovanni Scapagnini, tra i massimi esperti italiani di geroscienze nutrizionali, raccoglie scienziati di fama internazionale impegnati nello studio della longevità, con il presidente Oniverse Sandro Veronesi, l’ad Signorvino e Oniwines Federico Veronesi, il presidente Veronafiere Federico Bricolo, e gli studiosi coinvolti.
Il 14 aprile sotto i riflettori la politica del vino, con un incontro al Ministero dell’Agricoltura con gli eurodeputati francesi e spagnoli oltre che italiani, come Dario Nardella, per parlare del nuovo “Pacchetto Vino” Ue e le sue misure. Peculiare il focus sul tema della formazione nel settore del vino di Foragri e Nomisma, “Strumenti e Politiche per una formazione di qualità: le sfide della transizione vitivinicola”. Ma a prendersi la scena, ancora una volta, è “Il ruolo dell’enoturismo per lo sviluppo delle imprese vinicole italiane: valori, scenari evolutivi e prospettive future” con il report di Nomisma realizzato in partnership con Unicredit e Vinitaly, con Denis Pantini, responsabile Agrifood e Wine Monitor di Nomisma, e Angelo Radica, presidente Città del Vino e Rete Europea Recevin. Ma nello stesso giorno si entra anche nel merito di un altro tema centrale a Vinitaly 2026, ovvero “Vini Dealcolati: Consumi, Consumatori e mercato, con i dati sul settore dell’Osservatorio del Vino di Unione Italiana Vini - Uiv, e la visione di big player del settore come Mack & Schühle Italia, con l’ad Fedele Angelillo, Argea, con l’ad Massimo Romani, e Alessio Del Savio, ad Mionetto, con Paolo Castelletti, segretario generale Uiv, Carlo Flamini, responsabile Osservatorio, e la chef Cristina Bowerman di Glass Hostaria di Roma (una stella Michelin), moderati dal direttore “Civiltà del Bere” Alessandro Torcoli. Alla stessa ora riflettori accessi anche su etica e sostenibilità a 360 gradi, con il mondo delle aziende B-Corp del vino (8 attualmente quelle italiane, Perlage Winery, Feudi di San Gregorio, Avignonesi, Tasca d’Almerita, Cielo e Terra, Perrini, Marcel Zanolari e Venturini Baldini, capaci di un fatturato complessivo di oltre 130 milioni di euro, ndr), con “BeWine. Innovation, taste & sustainability”, e con il “Wine Label Design Prize” in collaborazione con B-Lab Italia e Naba, insieme all’Università di Verona e con la regia di Rete231 e ConnectionEthica. Ma il tema della sostenibilità, all’insegna dalla “blue economy”, è di scena anche nella presentazione del “Progetto BluWine”, organizzata da Assoenologi e Università di Milano, con ricercatori come Daniela Fracassetti, Luca Rolle, Gabriella De Lorenzis, Giuliana Maddalena, Alessandra Di Canito, Roberto Beghi, Simone Giacosa, Susana Río Segade e Vasileios Englezos. Di formazione si parla anche in “Wine Business Academy: alta formazione e inserimento in azienda” nella presentazione della seconda edizione del corso firmato da Consorzio Italia del Vino (raggruppamento di 24 cantine che che mettono insieme il 15% dell’export nazionale e 1,5 miliardi di euro di fatturato), guidato da Robertà Corrà, e Luiss Business School, con il Dean Raffaele Oriani, con il supporto di Veronafiere, Gate39, “Wine Enthusiast” e Colangelo & Partners, moderati dal giornalista Gianluca Semprini, mentre è originale e attuale la presentazione della “Guida Nazionale per l’Efficientamento Energetico delle Aziende Vitivinicole” a cura di Enea - Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile.
Infine, sul fronte delle conferenze, la chiusura del 15 aprile è tutta incentrata sui due temi principali di questo Vinitaly 2026, enoturismo e vini No-Lo. Ad aprire i lavori è ancora Slow Food, con “Dall’autenticità all’esperienza: progettare il turismo Slow nel mondo del wine & food”, con Roberto Villa, Cmo Divinea Wine Suite, Bruno Bertero, dg Ente Turismo Langhe Monferrato Roero e direttore Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, Armin Gratl, dg Cantina Valle Isarco, la produttrice Isabella Carpineti della Marco Carpineti, e Francesca Baldereschi, responsabile Slow Food Travel. Enoturismo che si mescola con il mecenatismo e l’arte, invece, con “MetodoContemporaneo. Osservatorio su Arti e Paesaggio Vitivinicolo”, progetto lanciato a fine 2025 come osservatorio permanente su arte e paesaggio vitivinicolo promosso dall’Università degli Studi di Verona con Bam! Strategie Culturali, in un panel che vede i contributi di Alessio Planeta, ad Planeta, Olimpia Eberspacher, project manager “Artisti per Frescobaldi”, Camillo Privitera, responsabile eventi e attività per il sociale Ais-Associazione Italiana Sommelier, Susanna Gristina, presidente Iter Vitis, Nemo Monti, fondatore Nemo Monti Comunicazione, Giuditta Vegro, project manager Bam! Strategie Culturali, ed i ricercatori Costanza Vilizzi, Luca Bochicchio e Monica Molteni dell’Università di Verona. Si torna poi a parlare di “Vini dealcolati: dalla percezione la posizionamento) con Veronafiere e Uiv, con il segretario generale Paolo Castelletti, e con Settimo Pizzolato della cantina Pizzolato, la Master of Wine Cristina Mercuri, in veste di Brand Ambassador Mack & Schühle Italia), Alessandro Pipero, patron del Ristorante Pipero di Roma (una stella Michelin), e ancora giornalisti come Francesca Granelli, e Lara Loreti (“Il Gusto - la Repubblica e La Stampa”). Ancora, a chiudere, due focus sull’enoturismo. Ovvero “Dalla visita al valore: tecnologie che trasformano l’enoturismo”, con Desin Andolfo, fondatore Direct from Italy, Gaetano Lanza, imprenditore digitale, e Nicola Dalla Preda, Business Owner AgriFood TeamSystem, e, infine, con l’“Osservatorio Enoturismo 2025: dati, trend e prospettive del turismo del vino in Italia”, con i vertici WineSuite, Matteo Ranghetti, e “Wine Meridian”, Fabio Piccoli.

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