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Merendine più leggere: in 15 anni -20% di grassi saturi, -30% di zuccheri e -21% di calorie

Unione Italiana Food: “demonizzarle senza appello non aiuta a capire come mangiamo oggi, vanno contestualizzate in un’alimentazione equilibrata”
MERENDINE, RICH-IN, SANA ALIMENTAZIONE, UNIONE ITALIANA FOOD, Non Solo Vino
Merendine più leggere: in 15 anni meno grassi saturi, zuccheri e calorie

Demonizzarle senza appello non aiuta a capire come mangiamo oggi: le merendine vanno, piuttosto, contestualizzate in un’alimentazione varia ed equilibrata, perché è lì che si misura davvero il loro ruolo, tra abitudini, porzioni e qualità complessiva della dieta. Il settore delle merendine, infatti, è tutt’altro che immobile: ogni anno arrivano sul mercato almeno 10 novità e dietro ogni singola referenza possono esserci fino a 5 anni di ricerca e sviluppo, come evidenzia Unione Italiana Food, a testimonianza di un comparto che non vive di sole ricette consolidate, ma di innovazione continua. I numeri raccontano un’evoluzione concreta: in 15 anni i grassi saturi sono diminuiti del -20%, gli zuccheri del -30% e le calorie del -21%, in un percorso di progressivo allineamento alle indicazioni nutrizionali più aggiornate. Oggi quasi un prodotto su 4 rientra nella categoria rich-in, con ricette arricchite da farine integrali, frutta, cereali, fibre e semi, segno di una ricerca orientata non solo al gusto, ma anche al profilo nutrizionale.
“Le merendine sono un prodotto rappresentativo del made in Italy - spiega Luca Ragaglini, vicedirettore e segretario Settore Prodotti da Forno Unione Italiana Food - in nessun altro Paese europeo esiste una categoria definita con questo nome”, distinta dallo snacking anglosassone, più frequente, destrutturato e spesso consumato fuori casa. In Italia la merendina resta, invece, una riduzione in formato monodose dei dolci da forno fatti in casa, soprattutto a base di pan di Spagna e pasta frolla, con un apporto energetico che oggi varia indicativamente dalle 110 alle 190 chilocalorie.
È proprio la dimensione della porzione, insieme alla qualità degli ingredienti, a renderle compatibili con uno stile alimentare consapevole: “se consumate con moderazione e in un’alimentazione variata, con un apporto completo dei principali nutrienti, possono rappresentare un’alternativa per la merenda e la colazione”, sottolinea Michelangelo Giampietro, specialista in Scienza dell’Alimentazione.
Nel frattempo l’innovazione prosegue, spingendosi verso nuove farciture e ingredienti - dai frutti rossi alle creme alla nocciola, dal limone al pistacchio, dal miele al cioccolato fondente - e verso l’impiego di farine integrali e nuovi elementi negli impasti, confermando come anche un prodotto quotidiano possa evolvere insieme alle esigenze nutrizionali e culturali dei consumatori.

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