Che nel 2025 i dazi americani sul vino europeo abbiano pesato sulle esportazioni dell’Italia negli Stati Uniti, è stato confermato dai dati Istat analizzati da WineNews (1,75 miliardi di euro, ovvero il -9,1% sul 2024), così come che il 2026 per il vino tricolore, oltreoceano, sia partito in salita già a gennaio (-35,2%, dato che va letto alle luce, però, della corsa alle scorte dell’anno prima per la stessa minaccia dei dazi). Ma, cambiando prospettiva, e posto che la misura voluta dal presidente Usa Donald Trump non sia l’unico motivo di una flessione (resta, solo per fare un esempio, anche in Usa, il calo dei consumi), quanto hanno inciso nel 2025 i dazi americani per quanto riguarda le importazioni di vino che solitamente fanno gli Stati Uniti stessi? In termini di valore il -8,3%, ovvero 565 milioni di dollari di vino importato in meno. A dirlo è l’Aawe, l’American Association of Wine Economists, che cita i dati dell’U.S. Bureau of Census - Usa Trade Online, che WineNews ha analizzato, e che spiega anche che gli Stati federati ad aver importato meno vino sono, per l’appunto, i mercati più attivi.
Come New York che, nel 2025, ha importato 106 milioni di dollari in meno (il -7,6%), la California, in ribasso di 102 milioni di dollari (-7,1%) e il Texas, giù di 80 milioni di dollari (-17,7%), che, sommati da soli, totalizzano, in termini di milioni di dollari, il 51% della flessione economica dovuta al calo delle importazioni (288 milioni su 565). Il contraccolpo maggiore tuttavia riguarda la Carolina del Sud (-49,5%, anche se “solo” per -51 milioni di dollari) e il Wisconsin (-46,3%, con -10 milioni di dollari). Tra le poche eccezioni positive ben figurano la Pennsylvania (+23,2%) e l’Oregon (+14,2%), l’unico “Stato produttore” americano a registrare il segno più in termini di import visti i segni meno davanti a California, New York e Texas, ma anche quelli dello Stato di Washington (-6,3%), della Virginia (-16,4%) e dell’Idaho (-31,8%).
Nel frattempo, i dazi sono stati dichiarati illegittimi dalla Corte Suprema Usa e l’amministrazione americana ha dato il via al processo di elaborazione dei rimborsi che, secondo le stime, nel complesso di tutte le merci, sono dovuti per una somma intorno ai 160 miliardi di dollari.
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