Che il mercato del vino, dopo un 2025 in ribasso, abbia iniziato il 2026 con un’altra salita da scalare, non è una novità come dimostra anche l’andamento dell’export enoico italiano (ma anche della Spagna) di gennaio, analizzato da WineNews su dati Istat, con il risultato di -18,7% in valore a 470 milioni di euro rispetto a gennaio 2025 (108 milioni di euro persi) e volumi a 133 milioni di ettolitri (-13,3% su gennaio 2025), con il crollo negli States (-35,2% in valore), ma in cui lo “score” è, però. influenzato dalla corsa agli acquisti di inizio 2025 per scongiurare i dazi voluti dal presidente Usa Donald Trump e poi effettivamente applicati. Ma anche nel Vecchio Continente, a livello generale, il vino certifica una battuta di arresto. Secondo il “Monitoring Eu Agri-Food Trade” della Commissione Europea, che si riferisce a gennaio 2026, infatti, le esportazioni di vino hanno totalizzato 1 miliardo di euro in valore, -11% su gennaio 2025 che, in altri termini, significa una diminuzione di 127 milioni di euro, causata principalmente dalla riduzione dei volumi (-16%) e dei prezzi (-19%) delle esportazioni di vino verso gli Stati Uniti. Il vino, ed i prodotti a base di vino, che incideva per il 7% nel 2025 sul totale dell’export agrifood europeo, nel “paniere” dei prodotti esportati è alla posizione n. 4. A livello generale, considerando il comparto dei prodotti agroalimentari, a gennaio 2026 l’Unione Europea ha esportato per un valore di 17,5 miliardi di euro, -9% sul mese precedente e -8% su gennaio 2025.
Le esportazioni hanno registrato il calo più significativo verso i principali partner commerciali dell’Ue e quindi Regno Unito (4,1 miliardi di euro, -7% su gennaio 2025) e Stati Uniti (con un più pesante -25% su gennaio 2025 a 1,8 miliardi di euro). Pur partendo da valori bassi, le migliore performance sono arrivate da Singapore (+46%), Egitto (+24%) ed Iraq (+42%). Detto di Regno Unito e Stati Uniti, i cali in valore più marcati in valore si sono visti anche in Giappone (-16%) e Russia (-17%).
L’Ue, a gennaio 2026, ha, invece, importato prodotti agroalimentari per un valore di 14,4 miliardi di euro a gennaio, -7% sul mese precedente e -11% su gennaio 2025.
Una situazione, quindi, difficile anche a livello europeo per l’agrifood, che deve fare i conti con le instabilità internazionali e non solo, con la speranza che i prossimi mesi possano portare buone notizie per un comparto che è di vitale importanza anche per l’economia italiana.
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