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GIORNALISMO ENOGASTRONOMICO

I 40 anni del Seminario Permanente Luigi Veronelli che porta avanti la sua grandissima eredità

Il traguardo, celebrato nell’anno dei 100 anni dalla nascita del maestro e fondatore dell’associazione, guidata dal nuovo presidente Aldo Tagliaferro

Se 100 anni fa, nel 1926, nasceva Luigi Veronelli , filosofo, prima di tutto, gastronomo e intellettuale, editore, scrittore, critico e giornalista, 40 anni fa, nel 1986, il maestro del giornalismo e della critica enogastronomici italiani fondava l’Associazione senza fini di lucro “per la cultura del vino e degli alimenti” per proseguire a lungo sulla strada dei valori e degli insegnamenti veronelliani, e che oggi raccoglie, custodisce e porta avanti (anche con la “Guida Oro I Vini di Veronelli”, punto di riferimento del settore), la sua grandissima eredità: il Seminario Permanente Luigi Veronelli, che celebra il traguardo con l’elezione del nuovo presidente, il giornalista e culture del vino Aldo Tagliaferro (che raccoglie l’eredità di Angela Maculan, che per 10 anni ha guidato il Seminario), e con i vignaioli, ristoratori, enotecari e amanti del vino e della gastronomia che ne fanno parte.
La scelta di Tagliaferro, vice capo redattore della “Gazzetta di Parma”, è un omaggio esplicito alla storia dell’Associazione e alla figura del suo fondatore, Luigi Veronelli nel centenario dalla sua nascita. Veronelli rivendicava con orgoglio la sua professione di giornalista “decano”. Aveva iniziato - anno 1962- nella sua Milano a “Il Giorno” diretto dal grande Italo Pietra. Non smise mai di “scrivere di vino e di cibo criticamente” come lui stesso diceva, e lo fece per l’intera vita, diventando anche editore delle riviste che dirigeva, ultima “Ex Vinis” .
“È un onore poter presiedere il Seminario fondato da un maestro come Luigi Veronelli, una figura a cui l’Italia deve moltissimo ma a cui non ha sempre dato il giusto riconoscimento - sottolinea Aldo Tagliaferro - e associare il nome di Veronelli al vino è quasi un automatismo, credo sia doveroso preservarne la lezione ampia e profonda di comunicatore, giornalista, scrittore, filosofo, saggista, interprete, attraverso il calice e i piatti, della natura più intima del Paese e delle sue radici legate alla terra”.

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