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BIBLIOTECA ENOGASTRONOMICA

Il vino che si ascolta: il tacco d’Italia raccontato tra memoria, territorio e immaginazione

Nel libro “Dodici vini, dodici storie: la Puglia narrata in un calice”, Rosaria Bianco intreccia nettare di Bacco, rievocazione e ritorno
BIBLIOTECA ENOGASTRONOMICA, PUGLIA, rosaria bianco, Italia
“Dodici vini, dodici storie: la Puglia narrata in un calice” di Rosaria Bianco

C’è un vino che non chiede di essere analizzato, ma ascoltato, ed è da questa scelta controcorrente che nasce “Quante storie per un vino - 12 racconti per 12 vini pugliesi” (Kleos Press-Edizioni Ampelos, 112 pagine, prezzo di copertina 14,00 euro) di Rosaria Bianco, sommelier e giornalista, un libro che rompe il linguaggio codificato della degustazione per restituire al vino la sua natura più profonda di racconto, esperienza e traccia del tempo. Dodici racconti ispirati a dodici vini pugliesi trasformano vitigni ed etichette in soglie narrative, capaci di aprire paesaggi interiori e geografie emotive saldamente radicate nella terra di Puglia. Primitivo, Negroamaro, Susumaniello, Verdeca e Fiano, tra vini fermi, rosati e bollicine metodo classico, diventano protagonisti di un itinerario che dal Salento risale la Valle d’Itria, attraversa il Nord barese e arriva fino a San Severo, nel Foggiano, componendo un mosaico narrativo ampio e coerente. Il vino non è mai oggetto di recensione né pretesto tecnico, ma deposito di memoria, veicolo di desiderio, occasione di incontro, ritorno o riconciliazione: nelle masserie, sulle terrazze affacciate sul mare, tra vigne antiche, menhir, paesi del Salento, pietre bianche della Valle d’Itria e paesaggi del Castel del Monte, le storie danno voce a una Puglia concreta e visionaria, viva e mai decorativa. La competenza enologica dell’autrice resta sullo sfondo, lasciando spazio ad una scrittura sensoriale e misurata che indaga il legame tra territorio e destino umano, tra tradizione e visione, offrendo anche una riflessione attuale su come si possa oggi comunicare il vino senza impoverirlo. “Quante storie per un vino” si rivolge agli appassionati, ai lettori di narrativa e a chi lavora nel settore, invitando a rallentare e a riconoscere nel racconto del territorio una forma alta di conoscenza, da sorseggiare con la stessa attenzione riservata a un vino capace di lasciare traccia.

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