Sostenere le attività di promozione del vino italiano sui mercati dei Paesi extra Ue puntando a rafforzare l’export del prodotto, in un periodo storico in cui la promozione è ritenuta sempre più determinante, tanto per il consolidamento che per la scoperta di nuovi mercati. Tutto questo fa parte del nuovo intervento Ocm Promozione per la campagna 2026-2027, già pubblicato ad aprile - nei giorni di Vinitaly 2026, a Verona - in tempi, va detto, molto anticipati rispetto a quanto avveniva in passato, e che consoliderà ulteriormente il ruolo di primo piano del vino italiano sui mercati internazionali. Un intervento che metterà a disposizione - come già raccontato da WineNews - risorse complessive pari ad oltre 98 milioni di euro, di cui 22 milioni di euro destinati ai programmi nazionali, e la restante quota da assegnare attraverso bandi regionali e programmi multiregionali.
Una misura, pubblicata sul sito del Ministero dell’Agricoltura, che rafforza la flessibilità operativa per adattare gli interventi alle specificità dei mercati, con misure per agevolare l’accesso dei piccoli produttori tramite la modulazione delle soglie minime di investimento, l’aggiornamento dei costi di riferimento per mercati strategici come Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Svizzera e Cina, oltre all’introduzione di nuovi parametri per il Giappone. Da ricordare che lo stesso Decreto direttoriale n. 173157 del 14 aprile 2026 indica la data del 15 giugno 2026 come termine di scadenza per la presentazione dei progetti di promozione nazionali.
In generale, invece, ammonta a 323,9 milioni di euro la dotazione finanziaria per la campagna 2026-2027 assegnata all’Ocm Vino, ripartiti tra le diverse misure: 98 milioni di euro, come detto, per la promozione sui mercati dei Paesi esteri; 144,1 milioni di euro (la quota più consistente), per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti; 4,8 milioni di euro per la vendemmia verde; 57,6 milioni di euro per la voce investimenti; 19,2 milioni di euro per la distillazione dei sottoprodotti della vinificazione.
Le regioni italiane, di questi 323,9 milioni di euro, ne ripartiranno 275,2 milioni, con la Sicilia, nel complesso, ad aggiudicarsi la fetta più grossa con 53,4 milioni di euro (di cui 34,1 per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti, 10,8 per gli investimenti, 7,8 per la promozione nei Paesi terzi), seguita dal Veneto con 37,2 milioni di euro (15,6 per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti, 13,4 per la promozione nei Paesi terzi, 7,5 per gli investimenti) e dalla Puglia con 30 milioni di euro (15,2 per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti, 7,2 per la promozione nei Paesi terzi e 6,9 negli investimenti).
Ed ancora, la Toscana a 27,7 milioni di euro (15,1 per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti, 6,5 per la promozione dei mercati nei Paesi terzi, 5,6 per gli investimenti), l’Emilia Romagna a 26,2 milioni di euro (14,5 milioni di euro per ristrutturazione e riconversione dei vigneti, 6,2 per la promozione nei Paesi terzi e 5,1 per investimenti), il Piemonte a 18,8 milioni di euro (9,1 milioni di euro per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti, 5,6 per la promozione nei Paesi terzi).
All’Abruzzo spettano 12,4 milioni di euro (6,4 per ristrutturazione e riconversione dei vigneti, 3 per la promozione nei Paesi terzi), al Friuli Venezia Giulia 11,2 milioni di euro (5,5 per ristrutturazione e riconversione dei vigneti, 3 milioni per la promozione sui mercati dei Paesi terzi), ed alla Lombardia 10 milioni di euro (5,2 per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti, 2,7 per la promozione nei Paesi terzi).
In top 10 anche la Sardegna a 8,8 milioni di euro (la metà per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti) e poi seguono la Campania (7,86 milioni di euro), le Marche (6,8 milioni di euro), il Lazio (5,2 milioni di euro), la Calabria (3,7 milioni di euro), Trento (3,6 milioni di euro), Bolzano (2,3 milioni di euro), il Molise (1,85 milioni di euro), la Basilicata (1,8 milioni di euro), la Liguria (638.783 euro) e la Valle d’Aosta (167.203 euro).
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