Se gli e le chef sono le star della ristorazione, dietro le quinte e dietro i fornelli, a salire quotidianamente “sul palco”, ovvero in sala, sono maître, sommelier e camerieri. Il cui lavoro, ormai è parere diffuso, vale almeno quanto quello della cucina, se non di più, per il successo di un ristorante. Perché, come dice qualcuno, un buon servizio può anche salvare qualche piatto meno riuscito, ma non vale il contrario. A premiare i maestri del servizio, è stato il “Premio Eccellenza della Sala Italiana”, promosso da “Milano Wine Week” e “Wine List Italia”, con il patrocinio del Senato della Repubblica, andato in scena, ieri a Roma, nella Sala Atti Parlamentari del Senato. Dove “sono stati premiati i 30 protagonisti della sala italiana, selezionati come figure di riferimento per eccellenza, autorevolezza e contributo alla cultura dell’ospitalità nel nostro Paese. Professionisti che svolgono il loro lavoro ai massimi livelli e che hanno contribuito a costruire la storia della ristorazione italiana, continuando, con la loro presenza quotidiana, a plasmarne gli standard. Nomi che meritano di essere conosciuti, celebrati, raccontati, perché dietro ogni ristorante stellato, dietro ogni esperienza memorabile, c’è anche, e spesso soprattutto, la loro firma”.
Da Raffaele Alajmo del tristellato Michelin Le Calandre di Rubano a Piero Alciati dello stellato Guidoristorante a Serralunga d’Alba, da Riccardo Andreoli del bistellato Duomo a Ragusa Ibla a Nadia Benech dello stellato La Ciau del Tornavento di Treiso, da Valentina Bertini del gruppo Langosteria a Cinzia Boggian del bistellato La Peca di Lonigo, da Mariella Caputo della stellata Taverna del Capitano a Marina del Cantone ad Ivana Capraro del bistellato Castel Fine Dining di Tirolo, da Rossella Cerea del tre stelle Michelin Da Vittorio a Brusaporto a Maurizio Cerio dello stellato Don Alfonso di Sant’Agata Sui Due Golfi, da Luca Costanzi del Mirabelle di Roma a Giuseppe Cupertino di Borgo Egnazia a Savelletri, da Nicola dell’Agnolo dello stellato Il Luogo di Aimo e Nadia di Milano ad Umberto Giraudo del Romeo di Roma, da Oscar Mazzoleni del ristorante Al Carroponte di Bergamo a Luca Nicolis, oste della leggendaria Antica Bottega del Vino di Verona (di proprietà della Famiglie Storiche, ndr), da Sokol Ndreko del Principe di Forte dei Marmi a Mariella Organi del bistellato La Madonnina del Pescatore di Senigallia, da Giuseppe Palmieri della tristellata Osteria Francescana di Modena a Nando Papa del Verdura Resort di Sciacca, da Manuele Pirovano del bistellato D’O di Cornaredo a Leopoldo Ramponi di Al Bersagliere di Verona, da Marco Reitano del tristellato La Pergola del Rome Cavalieri di Roma a Cristiana Romito del tristellato Reale di Castel di Sangro. E ancora, da Antonio Santini, del tre stelle Michelin Dal Pescatore di Canneto Sull’Oglio a Michela Scarello del bistellato Agli Amici di Udine, da Alberto Tasinato de L’Alchimia di Milano a Giulia Tavolaro del Maxi di Vico Equense, chiudendo ancora con i maestri della sala di due tristellati Michelin, come Alessandro Tomberli dell’Enoteca Pinchiorri di Firenze, e Catia Uliassi del Ristorante Uliassi di Senigallia.
Tutti i premi sono stati consegnati alla presenza, tra gli altri, del senatore Gian Marco Centinaio, vice presidente vicario del Senato della Repubblica, Federico Gordini, presidente “Milano Wine Week”, e Marco Reitano, sommelier e co-curatore “Wine List Italia”. Ieri è stato anche annunciato il lancio della “Roma Wine Week”, in calendario dal 3 al 9 maggio 2027.
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