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VINO E TERRITORIO

Sagrantino di Montefalco, un grande rosso capace di reinventarsi, senza perdere identità

Nell’evento “A Montefalco”, by Consorzio Vini Montefalco, nel calice l’annata 2022 (4 stelle su 5), con i migliori assaggi WineNews

Nato come “vino da Messa” dei frati Francescani, il Sagrantino di Montefalco oggi è il simbolo, nel calice, di un’Umbria profonda e spirituale, ma anche uno dei rossi italiani che più negli ultimi decenni ha saputo reinventarsi senza perdere identità. Pilastro ampelografico ed economico di un territorio rilanciato grazie alla cantina Caprai, guidata da Marco Caprai (che ne è ancora il vertice, con la maggioranza della proprietà oggi del gruppo Angelini Wines & Estates), a partire dagli Anni Ottanta del Novecento, che oggi, nei numeri del Consorzio Vini Montefalco guidato da Paolo Bartoloni (che mette insieme 74 cantine, con una produzione fatta all’87% di vini rossi), si traduce in 380 ettari rivendicati a Montefalco Sagrantino Docg (per una produzione 2025 di 1,3 milioni di bottiglie), 510 a Montefalco Doc (3,2 milioni di bottiglie) e 50 ettari dedicati al bianco del territorio, lo Spoleto Doc (prodotto nel 2025 in 416.000 bottiglie), con vini che, per il 12,5%, prendono la via dell’export. Da un territorio che vede il 56% delle cantine già certificate biologico, o in fase di conversione, ed il restante 44% avere, comunque, una qualche certificazione di sostenibilità ambientale.
Numeri che arrivano da “A Montefalco”, evento firmato dal Consorzio Vini Montefalco, nei giorni scorsi, che ha messo sotto i riflettori l’annata 2022 del Sagrantino di Montefalco, giudicata da 4 stelle su 5 (92 centesimi su 100),
secondo la commissione di degustazione (che ha visto come presidente “esterno” il wine writer Ian d’Agata), in uno dei luoghi più iconici del borgo umbro, il Complesso Museale San Francesco, che racchiude anche il “Museo del Sagrantino”, e soprattutto, nella Chiesa di San Francesco, gli affreschi di Benozzo Gozzoli del 1452 che raffigurano la vita del Santo Patrono d’Italia (di cui quest’anno si celebrano gli ottocento anni dalla morte, ndr). Dove spicca proprio una delle prime immagini del Sagrantino di Montefalco, le cui barbatelle sono state salvate dall’abbandono nel Convento di Santa Chiara sempre a Montefalco, da Caprai, con l’Università di Milano (tra le curiosità dell’evento, anche la proclamazione dell’etichetta celebrativa dell’annata 2022, la migliore nel Concorso “Etichetta d’autore”, firmata da Martina Ferrari, che accompagnerà simbolicamente questa vendemmia, interpretandone l’identità attraverso il linguaggio artistico, le masterclass guidate dalla Master of Wine, Cristina Mercuri, ed il Concorso “Gran Premio del Sagrantino”, riservato ai sommelier di Ais - Associazione Italiana Sommelier, focalizzato sul Sagrantino, e vinto da Andrea Peruzzi di Ais Cesena).
Una vendemmia 2022 del Sagrantino di Montefalco che, spiega il Consorzio, “ha mostrato i suoi tratti essenziali fin dall’inizio, con un inverno caratterizzato da precipitazioni sporadiche e di scarsa entità. Alcune piogge rilevanti tra fine marzo e inizio aprile, abbinate a temperature più basse della media nel corso delle settimane seguenti, avevano illuso su una possibile inversione di tendenza, incidendo su un germogliamento lento e scalare. Le cose cambiano però radicalmente da maggio in poi, confezionando un’estate estremamente siccitosa che ribalta totalmente le aspettative. Spostando il focus sulle temperature, a fronte di valori particolarmente elevati per tutto il mese di luglio e i primi giorni di agosto, va detto che il cuore della stagione fa registrate indici tutto sommato miti, abbinati a buone precipitazioni. Un mix di fattori che ha permesso alla vite di completare l’invaiatura e riprendere con decisione la vegetazione. La maturazione delle uve ha visto un leggero anticipo nelle varietà precoci, mentre in quelle tardive come il Sagrantino si è rimasti nei tempi canonici, anche grazie ai fenomeni piovosi di fine settembre. Le uve tardive sono arrivate in cantina perfettamente sane e le fermentazioni sono risultate sufficientemente regolari. Certamente la concentrazione fenolica dei frutti ha invitato a usare cautela nelle estrazioni e nelle macerazioni, evitando di calcare la mano. L’andamento anomalo delle stagioni sembra tuttavia aver trovato una sintesi inaspettata nei vini. I Sagrantino appaiono maturi, ma affatto eccessivi sotto il profilo aromatico, anzi capaci di mostrare buoni dettagli e un bellissimo bilanciamento balsamico alle note fruttate. Di ottima struttura, eppure abbastanza armonici fin dalle prime fasi, tutto sommato in equilibrio tra le varie componenti e per niente “pesanti”. Il corredo fenolico è certamente ricco, di buona grana sul piano tannico, e anche l’apporto alcolico si attesta su valori medi. In conclusione: i vini sono intensi ma non eccessivi, ben leggibili, pronti e molto godibili”.
Sensazioni che si ritrovano nel calice, nei migliori assaggi dello staff WineNews (non molti, per la verità, i campioni in assaggio, ndr), da cui emerge che i produttori stanno lavorando sempre meglio, in sottrazione, spesso tutt’altro che facile, con un vitigno complesso come il Sagrantino.

Arnaldo Caprai - Sagrantino di Montefalco 25 Anni 2022
Il profilo olfattivo si delinea, attendendolo, verso la vaniglia, le spezie in genere con cenni di grafite e un tocco di tostatura. La struttura è corposa, i tannini ben integrati, la materia è di quella fatta per durare nel tempo. Darà più soddisfazione con qualche anno in più, ora è ancora giovane, d’altronde è un Sagrantino concepito per essere longevo.

Arnaldo Caprai - Sagrantino di Montefalco Collepiano 2022
Davvero in forma come non mai. Naso invitante (frutti scuri, prugna, amarena, pot-pourri, spezie). Al palato tannini presenti, ma ben assestati, la trama è ben ordita e fine, il sorso scorrevole. Un Sagrantino da bere con vero piacere.

Arnaldo Caprai - Sagrantino di Montefalco Valdimaggio 2022
Al primo impatto le spezie predominano, ma sotto c’è il frutto, fiori secchi, prugna, radice di liquirizia. La trama è fitta, strutturata, ma fluida, i tannini sono amalgamati e il sorso, caratteriale e ben calibrato, è piacevolmente persistente. Il legno è presente senza essere invadente.

Scacciadiavoli - Sagrantino di Montefalco 2022
Fragranze di erbe officinali, frutti neri, spezie catturano il senso dell’olfatto. La bocca è morbida, equilibrata tra potenza e raffinatezza, mentre in finale emerge una vibrazione acida che invoglia la beva. Convince sorso dopo sorso, per la godibile integrazione dei tannini, per la dinamica sapida e il lungo finale. Si beve bene!

Antonelli - Sagrantino di Montefalco 2022
Il bouquet è intenso, variegato e accattivante: frutti rossi, grafite, fiori secchi, note balsamiche. In bocca è molto elegante, fine, sapido, la trama è fine e saporita con una bella scorrevolezza, ha slancio e una bevuta agile per un Sagrantino.

Bocale - Sagrantino di Montefalco 2022
La poliedrica fragranza con i suoi sentori netti e precisi (spezie, mora di rovo, prugna, intense note balsamiche) eppure parte dell’orchestra sinfonica, invita all’assaggio. La tessitura è avvolgente, la percezione tattile risulta materica, ma calibrata, i tannini sono integrati, la bocca è saporita e lo sviluppo è ben articolato fino al lungo finale.

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