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CON L’UNIVERSITÀ DI POLLENZO

Nascono gli “Atlanti dell’Arca del Gusto” con il patrimonio agroalimentare italiano a rischio

Lo annuncia Slow Food per la “Giornata Mondiale della Biodiversità” (22 maggio), e saranno presentati a “Terra Madre Salone del Gusto” 2026 a Torino
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La capra Sempione, razza autoctona piemontese sull’Arca del Gusto di Slow Food

La biodiversità è un bene comune primario dal quale dipende la capacità di adattarsi ai cambiamenti, di opporsi al dilagare delle monocolture in agricoltura e delle razze animali cosmopolite in allevamento: significa investire sul futuro e su una garanzia di sopravvivenza. È il messaggio lanciato da Slow Food Italia in occasione della “Giornata Mondiale della Biodiversità” che ricorre domani, 22 maggio, e per la quale quest’anno l’Onu ha scelto come slogan e tema “Agire a livello locale per un impatto globale”. Un’esortazione a impegnarsi in prima persona, un invito a essere protagonisti, un messaggio che Slow Food da sempre condivide e promuove, ed ancora di più e con più forza in un 2026 nel quale la Chiocciola celebra 40 anni dalla nascita, nel 1986 a Bra, fondata da Carlin Petrini. 
“La biodiversità è una ricchezza comune, necessaria e salvifica, capace di rendere i sistemi agricoli resilienti di fronte ai traumi ambientali, alla crisi climatica e alle pandemie - sottolinea Barbara Nappini, presidente Slow Food Italia (con la quale abbiamo parlato anche di biodiversità nella nostra ultima intervista su WineNews) - consente ai contadini del mondo di vivere del loro lavoro, allontanandosi da quei fenomeni di dipendenza e sfruttamento che spesso connotano le grandi monocolture estensive convenzionali. La biodiversità permette di costruire sistemi locali del cibo resilienti, meno fragili di fronte agli sconquassi globali perché piccoli e flessibili”.
Il tema della biodiversità, del resto, è da quarant’anni al centro del lavoro di Slow Food e tradotto in progetti come l’Arca del Gusto e i Presìdi, e sarà al centro di Terra Madre Salone del Gusto 2026, edizione n. 16 (Torino, 24-27 settembre), quando, tra tante iniziative, saranno presentati gli “Atlanti dell’Arca del Gusto”: un grande lavoro di ricognizione e di mappatura del patrimonio della biodiversità agroalimentare italiana da salvare, svolto in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.
“Per Slow Food la biodiversità non è mai stata un patrimonio immobile da conservare sotto una teca - aggiunge Federico Varazi, vicepresidente Slow Food Italia - è una relazione viva tra ambiente, culture, cibo e comunità. Significa difendere varietà agricole locali, razze autoctone, saperi contadini, pesca tradizionale, economie di piccola scala e tutti quei paesaggi costruiti nel tempo dalle persone che li abitano e li custodiscono. Tutelare la biodiversità è un atto concreto di responsabilità collettiva”.
Ogni giorno, anche in Italia, spiega la Chiocciola, assistiamo al rischio di scomparsa di preziosi esempi di biodiversità. Un caso emblematico riguarda la capra Sempione, una razza autoctona piemontese segnalata sull’Arca del Gusto e di cui rimangono poche decine di capi localizzati soprattutto in val Divedro, al confine tra la provincia del Verbano-Cusio-Ossola e il cantone svizzero Vallese. All’indomani della decisione di una coppia di allevatori di chiudere l’agriturismo dove la allevavano, scelta dettata dal sopravanzare dell’età, dalle difficoltà di ricambio generazionale e dalla diffusione dei predatori, la rete di Slow Food si è attivata insieme all’associazione Rare (Razze autoctone a rischio di estinzione) per evitare che i pochi esemplari rimasti venissero ceduti all’estero e macellati. Alcuni riproduttori, sia becchi sia capre, saranno rilevati e ospitati presso l’allevamento del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari di Grugliasco dell’Università di Torino: il nucleo di animali sarà la base di un progetto di recupero concordato con gli allevatori in val d’Ossola. Anche questo, conclude Slow Food, è tutela della biodiversità, anche questo è un tassello del prezioso mosaico che disegna un futuro sostenibile per tutte e tutti.

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