02-Planeta_manchette_175x100
Consorzio Collio 2026 (175x100)
LA CURIOSITÀ

Dal mare alle miniere, il vino continua a sperimentare nuovi luoghi di affinamento oltre la cantina

Si chiama “Sotto Sale”, il nuovo Metodo Classico di Tenuta San Giaime, affinato in una miniera di salgemma nelle Alte Madonie in Sicilia

Dal mare alle miniere, il vino continua a sperimentare nuovi luoghi di affinamento ben oltre la cantina tradizionale. Negli ultimi anni le case history si sono moltiplicate, a partire da il progetto-pioniere di Jamin Under Water Wines, la prima società italiana ad aver investito sui vini subacquei, e ad aver ottenuto il primo brevetto al mondo, che ha trasformato i fondali nell’Area Marina Protetta di Portofino, in una cantina subacquea vera e propria, a partire dallo Champagne, e che oggi collabora con diverse cantine in Italia, da Tenuta del Paguro che affina Sangiovese nei fondali del Mar Adriatico in Emilia-Romagna, ad Antonio Arrighi, che, all’Isola d’Elba, produce Nesos, il “vino marino” che riporta alle imprese enologiche dei Greci dell’isola di Chio, dalla start-up Cobalto con “LeProfondità”, ad oggi la più grande cantina subacquea italiana, a Termoli, al primo vino dolce al mondo affinato sott’acqua, lo Sciacchetrà delle Cinque Terre della cantina Possa. E, ancora, si va dal Prosecco Doc di Serena Wines 1881 nel Golfo di Trieste, al Trebbiano di Lugana di Zenato immerso nella Laguna di Venezia, dal Metodo Classico Mormora da uve autoctone Verdeca e Maresco nel mare di Puglia della cantina Paololeo, a Benanti e Passopisciaro che hanno inabissato l’Etna Doc nell’area marina protetta dell’Isola dei Ciclopi in Sicilia. E dal mare alle montagne, la Cantina Tramin affina il Gewürztraminer Epokale dentro la miniera di Ridanna Monteneve, in Alto Adige, ad oltre 2.000 metri di altitudine.
Un filone di ricerca che punta a sfruttare condizioni ambientali particolari per studiarne gli effetti sull’evoluzione del vino, e nel quale si inserisce ora anche “Sotto Sale”, il nuovo Metodo Classico di Tenuta San Giaime, in Sicilia, affinato per almeno 36 mesi nella miniera di salgemma Italkali di Raffo, nelle Alte Madonie, situate nell’entroterra siciliano tra Palermo ed Enna. Realizzato al 100% da uve Carricante, il vino riposa a una temperatura naturale di 15 gradi in un ambiente saturo di cloruro di sodio. Grazie a speciali tappi a corona in acciaio dotati di membrane a diversa permeabilità, durante l’affinamento avviene un parziale scambio con l’esterno. Un processo che, secondo le prime osservazioni dell’azienda, contribuirebbe a esaltarne sapidità, tensione minerale e profondità. Il progetto nasce con una duplice finalità: da un lato esplorare l’influenza del salgemma sull’evoluzione del vino, dall’altro valorizzare il territorio delle Alte Madonie e la stessa miniera di Raffo, ancora attiva e sede del Macss, il Museo di Arte Contemporanea Sottosale, dove alcune bottiglie di “Sotto Sale” sono esposte come una vera e propria “installazione eno-artistica”. Dopo il mare, così il vino scopre anche il sale, aggiungendo un nuovo capitolo alla ricerca di ambienti capaci di accompagnarne l’evoluzione nel tempo.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026

Altri articoli