Un’immagine che raffigura un paesaggio rurale terrazzato con vigne pergolate che spesso caratterizza la viticoltura di collina e di montagna, ovvero quella che l’81% dei Vignaioli Indipendenti pratica ogni giorno nelle aree di versante: ecco il Manifesto d’autore del “Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti” 2026 della Fivi, edizione n. 15, dal 21 al 23 novembre a BolognaFiere, sempre più “hub enoico” italiano ed internazionale (che organizza anche la “Champagne Experience”, il 4 e il 5 ottobre, con Excellence Sidi, la “Slow Wine Fair” in sinergia con Sana Food, dal 21 al 23 febbraio 2027, e che ha varcato i confini di Bologna con le “Wines Experience” a Londra, Ho Chi Min in Vietnam e Città del Messico), firmato da Emiliano Ponzi, uno degli illustratori e artisti visivi italiani più apprezzati, riconosciuti e premiati al mondo che vanta collaborazioni con Apple, Louis Vuitton, Armani e il MoMA di New York, ed i cui lavori sono apparsi anche su testate internazionali come “The New York Times” e “The New Yorker”.
Per il “lancio” ufficiale del Mercato 2026, la Fivi ha scelto nuovamente il Biografilm, il Festival cinematografico internazionale dedicato alle biografie e alle storie di vita di Bologna, del quale è partner, con la presentazione del Manifesto frutto della rinnovata collaborazione con Corraini Edizioni, che, negli ultimi anni, ha visto firmare le illustrazioni da artisti del calibro di Guido Scarabottolo (2023), Steven Guarnaccia (2024) e Sarah Mazzetti (2025): “siamo felici di continuare a collaborare ogni anno, coinvolgendo sempre nuovi creatori di immagini per rappresentare lo spirito di indomiti creatori di vini”, conferma l’editore Pietro Corraini.
“Con questa immagine bucolica immersa tra vigne e grappoli d’uva, ho voluto rappresentare la cura e l’artigianalità che caratterizzano la produzione vinicola indipendente - spiega Emiliano Ponzi - i protagonisti non sono soltanto il vino e l’uva, ma anche gli elementi che ne rendono possibile la crescita: il paesaggio, la luce che è fonte di vita, e soprattutto la presenza umana. La figura femminile che sfiora la vite incarna l’attenzione costante del vignaiolo, segnando una netta differenza rispetto alla produzione industriale. Qui il vino nasce da un rapporto diretto e quotidiano con la terra: le vigne sono osservate, seguite e comprese attraverso lo sguardo di chi se ne prende cura. Nell’immagine, il gesto del guardare e tendere la mano assume un valore simbolico. La donna osserva la vite e in questo scambio silenzioso emerge il tema della presenza e della vicinanza: l’importanza di essere visti e riconosciuti, in un dialogo che va dalla persona alla pianta e dalla pianta alla persona. È proprio in questa relazione di attenzione reciproca che risiede l’essenza dei Vignaioli Indipendenti”. E cioè aziende vitivinicole che seguono in prima persona tutta la filiera della produzione del vino, dalla coltivazione delle uve fino all’imbottigliamento e alla vendita, e che sono tra i soggetti agricoli più radicati sul territorio, con cui hanno un rapporto profondo, basato su una conoscenza che spesso si tramanda da generazioni.
“Un Manifesto che è un inno alla vite, a ciò che significa per noi Vignaiole e Vignaioli che la curiamo e la coltiviamo, a ciò che riesce a ispirare agli amanti del vino che la ammirano - dice Rita Babini, vignaiola e presidente Fivi - le geometrie dei vigneti, che siano le pergole dei terrazzamenti del Nord Piemonte a cui si è ispirato Emiliano Ponzi, i girapoggio dei vigneti di collina o le linee parallele delle spalliere, sono uno degli elementi più iconici del paesaggio rurale italiano, frutto del lavoro di generazioni e della stratificazione di decenni, talvolta di secoli, di interventi umani attenti, consapevoli e coerenti: per questo il paesaggio vitato è, quasi per definizione, a tutti gli effetti paesaggio culturale, dove si intrecciano memoria e cultura, e dove si riflette l’identità di un luogo. Custodi del territorio, custodi del paesaggio: questo siamo noi Vignaiole e Vignaioli, a partire dalla cura dei nostri vigneti e di ciò che li circonda”.
Confermati intanto, per il momento, i numeri dell’edizione 2025 del “Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti”: a BolognaFiere ci saranno 1.000 vignaioli provenienti da ogni regione italiana, pronti ad accogliere il pubblico insieme a diverse delegazioni di vignaioli europei in rappresentanza delle associazioni nazionali appartenenti a Cevi, Confédération Européenne des Vignerons Indépendants, e a più di 30 soci Fioi, Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti, con cui è confermata l’alleanza nel nome delle produzioni agricole territoriali e di qualità. E con BolognaFiere che metterà a disposizione una superficie di 40.000 metri quadrati, per le degustazioni e lo shopping con i tradizionali carrelli, e un ricco programma di masterclass realizzate in collaborazione con Alma, la Scuola internazionale di cucina italiana fondata da Gualtiero Marchesi. E, ancora, i premi “Leonildo Pieropan” alla memoria di uno dei fondatori della Fivi, e “Vignaiolo come noi” ad un esponente del mondo della cultura, del giornalismo, dello sport, dell’economia o dello spettacolo che, pur non esercitando il mestiere del vignaiolo, interpreta il proprio lavoro mettendo al centro i valori della qualità, dell’originalità, della professionalità e l’amore per le cose fatte bene, con passione e cura artigiana, proprio come fanno i vignaioli indipendenti. Ma ci saranno anche gli eventi “Fuori Mercato” che invaderanno tutta Bologna ed i suoi locali più iconici.
“L’immagine di questa edizione rappresenta con grande efficacia l’identità del “Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti”: un luogo in cui il rapporto diretto tra persona, territorio e produzione torna ad essere centrale - sottolinea Rossano Bozzi, direttore Business Unit Heritage BolognaFiere - per BolognaFiere, questo appuntamento è molto più di un evento: è una piattaforma viva che connette filiere, comunità e cultura, interpretando in modo contemporaneo l’evoluzione del consumo e delle esperienze legate al vino, anche come canale privilegiato di relazione e di vendita diretta tra vignaioli e pubblico”.
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