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CONTRO FRODI E SFRUTTAMENTO

In Italia i controlli nel settore agroalimentare tra il 2021 e il 2025 sono aumentati del +25,7%

Il Ministro Lollobrigida alla prima riunione della “Cabina di Regia”: “saranno ancora più efficaci”. Prima 1 attività su 3 era irregolare, oggi 1 su 2
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Il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida

Nel quinquennio 2021-2025, il numero complessivo dei controlli nel settore agroalimentare è cresciuto del +25,7%, passando da 251.659 a 315.308 interventi ad opera di Icqrf, Carabinieri (Cufaa e Nas), Capitanerie di Porto, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Agea (Agecontrol) e Polizia di Stato. In particolare, i controlli congiunti, che coinvolgono almeno due enti nello stesso intervento, sono quasi raddoppiati tra il 2023 e il 2025, passando da 1.127 a 2.174 (+93%). E questo ha portato ad un aumento delle irregolarità accertate, dei sequestri e delle segnalazioni all’Autorità giudiziaria, dimostrando una maggiore capacità di intercettare frodi lungo le filiere. Il Cufaa, per esempio, ha registrato un incremento della quota di attività irregolari: se nel 2021 un’attività su 3 risultava irregolare, nel 2025 più di una su 2 ha evidenziato irregolarità, confermando la precisione della selezione preventiva degli obiettivi. Nel settore della ristorazione etnica, nel 2025 le Capitanerie di Porto hanno accertato 415 illeciti su 594 ispezioni, mentre nel comparto vitivinicolo, oleario e lattiero-caseario, 137 controlli da parte dell’Icqrf su 101 strutture hanno rilevato 66 irregolarità con 78 denunce e circa 1.000 tonnellate di alimenti sequestrati. Numeri della prima riunione ufficiale della “Cabina di regia per i controlli amministrativi”, presieduta dal Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ed istituita il 15 aprile 2026 con l’approvazione del Disegno di legge sulla Tutela Agroalimentare.
“Con l’istituzione della Cabina di Regia abbiamo reso permanente il confronto tra le Forze dell’Ordine e gli organismi deputati al controllo nel settore agroalimentare - ha commentato il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida - non solo sono aumentati i controlli, ma è aumentata anche la loro efficacia. Nella Cabina di Regia, infatti, tutti gli operatori preposti ai controlli, ma anche le associazioni agricole, si confrontano scegliendo al meglio il settore da controllare secondo un indice di rischio, si evitano, così, vessazioni su imprenditori onesti, e si liberano risorse per contrastare chi non gioca secondo le regole e fenomeni inaccettabili come il caporalato. Il valore del made in Italy agroalimentare si protegge e si preserva solo se le regole vengono fatte rispettare”.
E tra gli strumenti per il contrasto al caporalato, per esempio, Agea ha dato vita a una piattaforma dati di nome “Cassandra” dove si concentrano le informazioni sulle imprese, per le quali Inps fornisce i dati di sua competenza. In questo luogo, spiega il Ministero, facendo controlli incrociati, si può estrapolare un fattore di rischio e portarlo poi all’attenzione dei componenti della Cabina di Regia che procederanno con controlli mirati. Ad esempio, se l’azienda “Bianca” ha una estensione di 50 ettari e possiede 2 trattori dovrebbe avere almeno 10 dipendenti. Se dal fascicolo di impresa si evince che i lavoratori in forze sono in numero inferiore, l’azienda ha un fattore di rischio elevato e subirà controlli. Ma un contributo decisivo arriva anche dall’uso integrato delle banche dati, tra cui il Registro Unico dei Controlli Ispettivi, che consente di eliminare i doppi controlli diminuendo quello che in gergo viene chiamato “controllo vessatorio”. Anche l’inserimento dei controlli nel Ruci ha registrato una crescita esponenziale, passando da poche decine di unità nel 2016 a oltre 30.000 nuovi controlli nel 2025, con un incremento di più del 300% negli ultimi 5 anni.
Nel corso della riunione è stato analizzato il Piano Operativo dei Controlli 2026, che introduce importanti novità per rafforzare ulteriormente la tutela del comparto agroalimentare italiano. Tra cui: il rafforzamento dei controlli congiunti e l’introduzione dei controlli congiunti rafforzati, con il coinvolgimento di almeno 3 enti di vigilanza; l’inserimento del settore delle conserve di pomodoro tra i comparti oggetto di specifiche campagne di controlli rafforzati; ed una maggiore attenzione ai prodotti di importazione.
Per difendere la salute dei cittadini ed i redditi degli agricoltori occorre, infatti, rafforzare il sistema dei controlli sulla filiera agroalimentare, alle frontiere come sul territorio nazionale, “introducendo strumenti innovativi come la risonanza magnetica e la mappatura isotopica, che dovrebbero essere riconosciuti come prove valide anche in sede giudiziaria - ha aggiunto Coldiretti, presente alla riunione - solo così si può fare piena luce su manovre illecite e speculazioni messe in atto da quei trafficanti che mettono a rischio il futuro dell’agricoltura italiana e i record del made in Italy a tavola”. Accanto alla nuova normativa sui reati agroalimentari, resta centrale, infatti, secondo l’associazione degli imprenditori agricoli, la battaglia per la trasparenza dell’origine dei prodotti: “la sfida è modificare il codice doganale e cancellare per tutti gli alimenti la regola dell’ultima trasformazione sostanziale, introducendo l’obbligo di indicare chiaramente l’origine degli alimenti in tutta l’Unione Europea. Chi acquista deve poter sapere con certezza da dove proviene il cibo che porta in tavola”, sottolinea Coldiretti che ha citato l’esempio dell’olio: “per capire l’inganno basta guardare ai numeri. I dati ufficiali della filiera mostrano infatti che l’Italia produce circa 234 milioni di litri di olio extra vergine d’oliva a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, un export di 318 milioni di litri e un import di ben 545 milioni di litri all’anno. I conti non tornano - conclude Coldiretti - perché c’è chi trucca l’origine ingannando cittadini”.

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