Una casa impeccabile, una famiglia, abitudini consolidate e una vita che, vista da fuori, sembra avere ogni cosa al proprio posto. Eppure, è proprio da quell’equilibrio apparente che prende avvio “Io sono Adele”, il nuovo romanzo della maestra del buon vivere Csaba dalla Zorza. Scrittrice, imprenditrice, volto televisivo come giudice nella trasmissione “Cortesie per gli ospiti” su Real Time, e da anni punto di riferimento per chi guarda alla tavola, all’ospitalità e all’eleganza quotidiana come ad una vera e propria arte di vivere, Csaba affida alla sua protagonista, Adele, una domanda tanto semplice quanto universale: cosa succede quando la vita che abbiamo costruito non coincide più con quella che desideriamo?
Attraverso la storia di Adele, una donna di sessant’anni che decide di rimettere in discussione sé stessa e le proprie certezze, l’autrice racconta il coraggio silenzioso di quel cambiamento che nasce lentamente, tra le stanze di una casa, nei rituali quotidiani e nelle scelte che sembrano insignificanti e che, invece, finiscono per cambiare il corso di un’esistenza. Come già accaduto nei suoi libri dedicati all’arte dell’accoglienza e della convivialità, anche in questo romanzo la casa e i gesti della quotidianità non sono semplici elementi di contorno. Diventano il luogo in cui si intrecciano memoria, identità e desiderio di rinascita, sullo sfondo di una riflessione più ampia sul tempo che passa, sulla libertà e sulla possibilità di ricominciare.
Non è difficile, inoltre, cogliere tra le pagine alcune suggestioni che richiamano il percorso della stessa autrice. Come Csaba dalla Zorza, anche Adele appartiene ad un mondo fatto di comunicazione, immagine pubblica e successo professionale. Ma dietro quella dimensione esposta allo sguardo degli altri emerge una ricerca più intima, che trova espressione proprio nei luoghi e nei rituali della vita quotidiana. In questo senso, anche il cibo assume un ruolo significativo: non come protagonista assoluto della storia, ma come linguaggio della cura, della memoria e delle relazioni. Una tavola apparecchiata, una cena condivisa o un gesto semplice compiuto in cucina diventano, così, occasioni per raccontare chi siamo, ciò che abbiamo costruito e, soprattutto, ciò che desideriamo diventare.
“Io sono Adele” (Marsilio Editori, maggio 2026, pp. 256, prezzo di copertina 18 euro) è il racconto di una trasformazione personale, ma anche una riflessione delicata sull’identità e sul coraggio di rimettersi in gioco quando tutti si aspettano che il futuro sia ormai scritto. Un invito a riconoscere che, talvolta, la più grande delle avventure non consiste nel cambiare vita, ma nel trovare finalmente il modo di viverla come piace a noi, anche a tavola.
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