Eradicare la peste, difendere gli allevamenti anche fuori dai recinti; sostenere economicamente gli allevatori con aiuti alla biosicurezza e rimborsi totali in caso di abbattimenti. Ed ancora, accelerare i progetti per i nuclei di conservazione e istituire Centri Genetici ma anche certezze sul futuro dell’allevamento semibrado e garantire una comunicazione chiara e corretta. Ecco le cinque richieste del Consorzio Cinta Senese Dop, portate ieri a Firenze alla prima Cabina di Regia per la Peste Suina Africana, presieduta dal Commissario Straordinario Giorgio Briganti e con la partecipazione della Regione Toscana, rappresentata da Alessio Capecci della Direzione Sanità, Welfare e Coesione Sociale e Marco Ferretti, responsabile del settore Attività faunistico-venatoria.
Al tavolo ha partecipato anche il presidente del Consorzio di Tutela della Cinta Senese Dop Nicolò Savigni, che ha portato la posizione del Consorzio a nome delle 79 aziende allevatrici della filiera. “La priorità del momento è salvare la Cinta Senese e i suoi allevatori: la tempestività delle azioni è fondamentale, perché la malattia avanza continuamente” ha affermato Nicolò Savigni. L’allarme sulla Peste Suina Africana era stato lanciato già nei giorni scorsi da parte di una filiera piccola, specializzata e fortemente legata al territorio, conosciuta come una delle razze suine autoctone più antiche e rappresentative del patrimonio agroalimentare italiano, raffigurata persino negli affreschi medievali del “Buon Governo” di Ambrogio Lorenzetti, capolavoro dell’arte italiana, in Palazzo Pubblico a Siena.
“L’obiettivo - fa sapere il Consorzio - non è convivere con la peste, ma eradicarla. Gli allevatori hanno fatto la loro parte sulla biosicurezza interna, ma il virus arriva dal bosco con i cinghiali: servono interventi coordinati sul territorio: sorveglianza, contenimento della fauna selvatica, protezione delle aziende. Ogni allevamento di Cinta Senese è un presidio da difendere”. Viene, inoltre, richiesto “lo sblocco degli aiuti alla biosicurezza, fermi in attesa del via libera della Commissione europea, e rimborsi totali in caso di abbattimento, su prezzi di mercato certificati. Senza sostegno concreto agli allevatori, custodi della razza, il rischio è una corsa alla macellazione capace di portarla all’estinzione in un anno, anche senza che la peste raggiunga gli allevamenti”.
Il Consorzio ha ricordato che “da agosto 2024 il Consorzio porta avanti, con Anas e Regione Toscana, due progetti per l’istituzione di nuclei di conservazione della razza in luoghi sicuri dal contagio, oggi frenati dalla burocrazia. Oltre ad accelerare questi progetti, il Consorzio chiede di individuare stabilimenti da destinare a centri genetici, dove mettere in sicurezza un ampio numero di riproduttori: una riserva per un patrimonio già salvato dall’estinzione nel secondo dopoguerra”. Nella riunione, dice il Consorzio, “il Commissario regionale ha ribadito quanto affermato dal Commissario nazionale: senza eradicazione della peste, gli allevamenti allo stato semibrado verranno banditi. Ma il semibrado è l’identità stessa della Cinta Senese Dop”. Per questo, aggiunge Savigni, “abbiamo bisogno di capire che futuro avranno i nostri allevamenti. Quali direttive darà l’Europa allo stato semibrado ? Su queste risposte si decidono investimenti, generazioni aziendali e la sopravvivenza stessa della denominazione”. Il Consorzio Cinta Senese Dop ha anche chiesto “che a tutti i livelli, istituzionali e mediatici, si mantenga una comunicazione puntuale e responsabile: l’emergenza riguarda esclusivamente cinghiali e suini e non ha alcun effetto sulla salute umana. In una fase delicata come questa, un’informazione accurata è il primo strumento di tutela delle aziende, del prodotto e dei consumatori, ed evitare allarmismi che rischiano di colpire un’intera filiera senza alcun fondamento sanitario”.
La filiera della Cinta Senese Dop coinvolge 79 allevatori, 6 macelli e 18 imprese di trasformazione, per un valore complessivo di 7 milioni di euro. Il Consorzio “conferma la piena collaborazione con il Commissario Straordinario Regionale Briganti e con il Commissario Nazionale Giovanni Filippini, e organizzerà giornate di confronto con i soci, coinvolgendo la Regione Toscana”.
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