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DAL 27 GIUGNO AL 5 LUGLIO

Da “La cucina dei perché” di Marino Niola al valore della “tripletta Unesco” secondo Elisabetta Moro

Gli antropologi tra i protagonisti della “Festa Artusiana” per Pellegrino Artusi. Casa Artusi: essere patrimonio significa trasmettere un’eredità viva
CASA ARTUSI, CUCINA ITALIANA, ELISABETTA MORO, FESTA ARTUSIANA, MARINO NIOLA, PELLEGRINO ARTUSI, Non Solo Vino
Gli antropologi Elisabetta Moro e Marino Niola

Il cibo come identità condivisa e patrimonio da custodire e trasmettere, trova nella Festa Artusiana” la sua espressione più compiuta, raccogliendo e rilanciando l’eredità di Pellegrino Artusi, il padre” della cucina italiana che, già nell’Ottocento, aveva intuito il valore culturale di ciò che oggi è riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio Immateriale dell’Umanità, unendo l’Italia ai fornelli prima ancora che politicamente, con il suo manuale-best seller “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”. Dal 27 giugno al 5 luglio, Forlimpopoli celebra l’edizione n.30 dell’evento dedicato al suo più illustre cittadino, con un filo conduttore che lega tradizione, memoria e futuro e porta a Casa Artusi, facendone un luogo di confronto e approfondimento capace di andare oltre la dimensione gastronomica con appuntamenti che, accanto all’enogastronomia, propongono incontri che abbracciano antropologia, letteratura, biodiversità e spettacolo per una riflessione ampia sul valore identitario del cibo.
Tra gli eventi più attesi, l’omaggio ai 200 anni della Stamperia Pascucci, eccellenza della cultura artigianale romagnola. La storica realtà di Gambettola sarà protagonista di un evento (28 giugno) dedicato alla stampa a mano su tela, tra racconti, curiosità e un laboratorio per avvicinarsi a un sapere tramandato da generazioni. Con spazio anche al libro “Cibaria: curiosità, riti e stranezze intorno al cibo”, da cui nasce uno spettacolo di disegno dal vivo con Gabriele Pino e Luigi Ferrando: un viaggio tra usanze alimentari sorprendenti raccontate attraverso parole e immagini che prendono forma davanti al pubblico. La biodiversità sarà al centro della conferenza “Il gusto del prato. Prati stabili, biodiversità e il futuro dei formaggi” (29 giugno), promossa con Slow Food e nella quale si parlerà del valore ecologico e produttivo dei prati stabili. A conclusione, la consegna del “Premio Marietta” ad honorem ai fratelli Nicola e Lorenzo Brighi dell’azienda Il Satiro, per l’impegno nella tutela di un’agricoltura sostenibile. Il 30 giugno spazio allo spettacolo “E-RiSalutami tuo fratello” con Marco Ligabue e Andrea Barbi, un intreccio di musica, racconti e partecipazione del pubblico, in un viaggio leggero e ironico tra le eccellenze Dop e Igp dell’Emilia-Romagna. Tra i momenti culturalmente più significativi, il 1 luglio, invece, interverranno gli antropologi Marino Niola ed Elisabetta Moro (con i quali, WineNews, tante volte si è confrontata sulla cultura enogastronomica italiana, ndr): il primo con “La cucina dei perché”, dedicato ai significati nascosti nella tradizione gastronomica italiana; la seconda sul valore della “tripletta Unesco” che riconosce la Dieta Mediterranea, l’Arte del Pizzajuolo Napoletano e la Cucina Italiana come Patrimonio Immateriale. Uno sguardo alla Sardegna, infine caratterizzerà l’intervento “L’Isola che c’è” di Alessandra Guigoni, seguito dallo spettacolo “Storie di Grazia e di amicizia”, che intreccia la figura di Grazia Deledda con quella di Pellegrino Artusi, tra letteratura e cultura gastronomica. Il tema del rapporto tra donne, scrittura e cucina sarà protagonista dell’incontro “La fame delle donne. Da Mary Frances Kennedy Fisher a Marietta” con la responsabile editoriale di Cook de “Il Corriere della Sera” Angela Frenda, che riceverà il “Premio Marietta” Premio Marietta ad honorem 2026 (4 luglio) per il suo contributo alla valorizzazione della cultura del cibo e del ruolo femminile.
Accanto alla programmazione, infine, Casa Artusi ospita due mostre: “30 Tavole. Un secolo di tavole italiane - dal 1907 ai giorni nostri”, racconto fotografico attraverso le persone e i momenti conviviali, e “Passaggi-Caviro e le nuove generazioni del vino”, tra documentario ed esposizione dedicati ai giovani viticoltori italiani.
Attraverso questi appuntamenti, la Festa Artusiana, grazie a Casa Artusi, si conferma un laboratorio culturale unico, dove il cibo diventa strumento per raccontare paesaggi, tradizioni, biodiversità e identità collettive, interpretando il tema dell’anniversario n.30: essere patrimonio significa custodire e trasmettere un’eredità viva.

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