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LA CURIOSITÀ

30.000 di litri di vino “consumati” nella famosa “Batalla del Vino” di Haro, nella Rioja

Il rito si celebra ogni anno il 29 giugno, giorno di San Pedro, ed è considerato dalla Spagna una “festa di interesse turistico nazionale”

Non sarà certamente il modo più ortodosso per consumare un po’ di vino o per smaltire qualche eccedenza, fatto sta che nell’edizione 2026 della famosa “Batalla del Vino” di Haro, nella Rioja, regione vinicola tra le più importanti di Spagna, celebrata in queste ore come ogni 29 giugno, festa di San Pedro, oltre 6.000 persone, secondo la stampa spagnola, si sono divertite gettandosi addosso, o “battezzandosi”, con più di 30.000 di litri di vino, riempiendo di colori, musica e allegria i Riscos de Bilibio, a pochi chilometri dal centro della città. E festeggiando, così, quella che in Spagna è considerata una “Festa di interesse turistico nazionale”, e che attira ogni anno, in effetti, turisti e partecipanti da tutto il mondo.
E che ha origini antiche (come si racconta qui), risalenti a dopo la morte di San Felices de Bilibio a metà del VI secolo. Allora, gli abitanti del territorio iniziarono a visitare la grotta dei Riscos de Bilibio, dove furono sepolti i suoi resti. Per molti secoli effettuarono pellegrinaggi in modo disorganizzato, date le numerose difficoltà che la realizzazione di questo culto in quegli anni richiedeva. Ma, col passare del tempo, questo pellegrinaggio divenne così popolare che, intorno al Quattrocento, il Consiglio di Haro incoraggiò la città a organizzare ufficialmente il pellegrinaggio ai Riscos de Bilibio. Ci sono dati che attestano che, verso la metà di questo secolo, si tenevano già celebrazioni intorno a questo pellegrinaggio nei giorni di San Juan e San Pedro, come i tipici pranzi dopo la messa, dai quali si può dedurre che già in quelle date veniva celebrata e tenuta una festa nella città di Jarrera in date così importanti.
Nel Settecebti fu costruito il primo eremo sulle scogliere, quindi, è probabile che, da questo fatto, i jarreros e gli abitanti dei villaggi vicini abbiano iniziato a celebrare il pellegrinaggio come una delle attività da svolgere in onore di colui che sarebbe diventato il loro Santo Patrono. Poco prima dell’ingresso nel ventesimo secolo, iniziarono a svolgersi i primi “battesimi di vino”. In questo modo, il culto religioso e le festività pagane sarebbero stati per sempre uniti nelle celebrazioni di Haro. Nel Diario de La Rioja del 29 giugno 1898 si poteva leggere: “quando questo numero arriverà nelle mani dei miei cari lettori, il tipico pellegrinaggio di Bilibio sarà passato alla storia; avremo qualche brocca di vino in meno nelle cantine e qualche altra tra il corpo e il vestito”. Il vino, dunque, “veniva usato come munizione, diventando così l’essenza della festa. La gente mangiava e beveva insieme, cantava e rideva. E poiché il vino non è mai mancato da queste parti, la tradizione della battaglia è continuata ancora oggi”.

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