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COLLABORAZIONI

Quando l’etichetta è d’autore: l’artista inglese Damien Hirst firma la bottiglia di Château La Coste

É solo l’ultimo esempio di grandi cantine che puntano sull’arte, da Château Mouton Rothschild ad Ornellaia, passando per Casanuova di Nittardi e Masi
CASANUOVA DI NITTARDI, Damien Hirst, MASI, ORNELLAIA, Mondo
L’artista inglese Damien Hirst firma la sua prima bottiglia di vino, in Provenza

Quello delle etichette d’artista è un fenomeno globale che unisce il mondo dell’arte e del vino da oltre un secolo, inaugurato dalla prestigiosa azienda francese Château Mouton Rothschild nel 1924: l’ultimo esempio in ordine di tempo è quello del celebre artista concettuale inglese Damien Hirst, considerato l’artista vivente più ricco del Paese, che ha firmato la bottiglia della tenuta Château La Coste, ad Aix-en-Provence. Hirst, che ha raggiunto la fama nel panorama artistico britannico negli anni Novanta con opere provocatorie (come una mucca tagliata e sospesa in formaldeide), ha realizzato l’etichetta del rosé “Madame B”, disegnando una farfalla stilizzata e firmata. Per la prima annata 2025 ne sono state prodotte 10.000 bottiglie, che saranno disponibili, oltre che nella tenuta, dalla catena Selfridges al prezzo di 26 sterline, come riportato dal sito “The Drink Business”. In Italia tra le cantine che si distinguono in questo campo c’è Ornellaia, in Toscana, con il progetto “Vendemmia d’Artista”, giunto all’edizione n. 18. Basti pensare che ad interpretare il carattere dell’Ornellaia 2023 è stata chiamata Marina Abramović, artista tra le più importanti ed acclamate dei nostri tempi, il cui nome si aggiunge a quelli di altri grandi nomi che hanno preso parte, negli anni, al progetto della griffe di Bolgheri: da Michelangelo Pistoletto a Luigi Ontani, da Ernesto Neto a Rebecca Horn, solo per citarne alcuni. Tra gli altri esempi di cantine che firmano etichette d’autore nel nostro Paese ci sono anche, tra gli altri, Casanuova di Nittardi, nel Chianti Classico (con collab del calibro di Igor Mitoraj, Dario Fo, Mimmo Paladino ed Emilio Tadini), e Masi, griffe della Valpolicella, con il progetto “Costasera Contemporary Art”, che da quasi vent’anni propone etichette dell’Amarone Classico della Valpolicella firmate da artisti di tutto il mondo.
La bottiglia firmata da Damien Hirst è il risultato di una lunga amicizia tra l’artista e Paddy McKillen, proprietario di Château La Coste e albergatore irlandese, che espone alcune opere di Hirst nella tenuta vinicola provenzale, che comprende una galleria e un parco di sculture. “Madame B” segna la prima volta che il nome di Damien Hirst compare su un vino, anche se in passato la tenuta ha già prodotto un rosé chiamato “Lady A”, con un’altra immagine raffigurante una farfalla, ma quel vino è stato ritirato dal mercato. “Madame B” (blend di uve di tutta la tenuta, tra cui Grenache, Syrah e Cabernet Sauvignon) sarà anche servito in occasione di due prestigiosi eventi estivi nel Regno Unito: il Royal Parks Polo Classic al Richmond Polo Club e il Royal Ascot. Château La Coste ospita importanti opere d’arte contemporanea installate all’aperto e cinque spazi espositivi distribuiti sui 200 ettari della tenuta, che includono 130 ettari di vigneti. Nella tenuta si trovano anche due hotel, diversi ristoranti ed un negozio, il che significa che il 30% dei vini di Château La Coste viene venduto in loco.
L’azienda che per prima ebbe l’intuizione del sodalizio tra arte e vino fu la francese Château Mouton Rothschild: la prima etichetta d’autore risale al 1924, quando il Barone Philippe de Rothschild chiese al famoso grafico Jean Carlu di disegnarla. Nel tempo si sono succeduti nel ruolo nomi del calibro di Jean Cocteau, Georges Braque, Salvador Dalí, Henry Moore, Joan Miró, Marc Chagall, Wassily Kandinsky, Pablo Picasso e Andy Warhol.
E se lo Champagne Veuve Clicquot, con La Grande Dame, ha recentemente collaborato con la famosa artista giapponese Yayoi Kusama, mentre la cantina portoghese Quinta de la Rosa ha puntato sull’artista di fama internazionale Tracey Emin, in Italia Ornellaia porta avanti il progetto “Vendemmia d’Artista”, e dal 2009 dona tutti i proventi derivanti dalle aste benefiche, supervisionate generosamente dalle più prestigiose case d’asta, a favore di fondazioni e musei d’arte in tutto il mondo; dal 2019, inoltre, una collaborazione a lungo termine unisce Ornellaia alla Fondazione Solomon R. Guggenheim, tanto che anche nel 2025 i proventi del progetto “Vendemmia d’Artista” sono stati devoluti ai programmi di accessibilità della Fondazione, contribuendo alla conservazione di opere chiave della collezione, esposte nella prossima mostra “Collection in Focus: Modern European Currents” al Guggenheim di New York. Anche l’azienda Casanuova di Nittardi, nel Chianti Classico, realizza etichette d’artista da oltre 40 anni. Tra i nomi che hanno collaborato con la cantina ci sono, tra gli altri, Yoko Ono, Günter Grass, Igor Mitoraj, Dario Fo, Corneille, Eduardo Arroyo, Mimmo Paladino, Emilio Tadini, Pierre Alechinsky e James Ivory. L’ultimo artista coinvolto è il sudcoreano Chun Kwang Young, che firma l’annata 2023 del Vigna Doghesse.
Masi Agricola, storica azienda della Valpolicella, ha dato vita a “Costasera Contemporary Art”, che dal 2013 chiama ogni anno un artista di caratura mondiale a “vestire” l’Amarone Costasera, uno dei vini simbolo della storica realtà della Valpolicella (negli anni passati nomi come Ernst Billgren, Maya Von Moos e Susan A. Point). Quest’anno è stato il videoartista Fabrizio Plessi a realizzare il packaging ideato per l’annata “cinque stelle” del Costasera Masi.

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